A volte un silenzio
Può contenere più
Di mille parole
LOSE YOURSELF
-Eminem
Rimango seduta sulla sedia, rigida come una statua, mentre il ragazzo biondo rientra con Chloe. Ha ripreso un po' di colore, ma il suo viso è ancora pallido e spento. Sembra sul punto di vomitare, ma riesce comunque a sforzare un debole sorriso.
Glielo ricambio, incerta, mentre cerco di nascondere il tremore che mi percorre. I miei occhi si spostano su Elia, che sta parlando con il Ragazzo Fiammeggiante in un angolo della stanza. La scena mi sembra quasi surreale, come se non appartenesse alla mia vita.
Non avrei mai immaginato di ritrovarmi in una situazione simile. Non cosi. Non con loro.
Mi alzo piano, le gambe mi formicolano e il tubino mi si è arrotolato sulle cosce. Mi sistemo in fretta, ma il movimento non passa inosservato: il biondo fissa ogni mio gesto, come un predatore che osserva la sua preda.
Faccio un passo verso Chloe, cercando di non attirare troppa attenzione. Lei è persa nei suoi pensieri, lontana anni luce.
«Chloe,» le sussurro, cercando di sembrare calma. «Ascoltami bene. Tu resta qui. Devo avvisare gli altri.»
Mi guarda, confusa, ma annuisce debolmente. Nel frattempo, inizia a parlare con il biondo, distraendolo. Non posso credere che stia funzionando, ma non ho tempo per pensarci. Mi muovo verso la porta, trattenendo il respiro.
Appena mi trovo oltre la soglia, scatto. Corro come non ho mai corso prima. Il cuore mi batte all'impazzata, l'aria sembra non bastarmi e le gambe minacciano di cedere, ma non mi fermo. Non posso.
La porta della villa è sempre più vicina. Mi concentro solo su quello, ignorando il dolore e la paura che mi divorano dall'interno.
Poi sento un peso che mi schiaccia. Un braccio forte mi avvolge la vita, il fiato caldo di qualcuno mi sfiora il collo, facendomi gelare il sangue.
Inizio a dimenarmi, a scalciare, a urlare con tutta la forza che ho.
«Stai ferma!» ringhia una voce profonda.
Una mano mi copre la bocca, soffocando le mie grida.
Non ci sto. Non mi arrendo. Gemo e scalcio più forte, finché non riesco a girare la testa quel tanto che basta per vedere il volto del mio aggressore.
È lui. Il capo della banda.
Sbarro gli occhi, il panico mi paralizza per un istante, ma poi agisco d'istinto: affondo i denti nella sua mano con tutta la forza che ho.
Lui grida di dolore e mi lascia andare per un attimo. È la mia occasione. Cerco di scappare, ma non faccio in tempo. Gli altri ci hanno raggiunti, mi accerchiano, e ogni via di fuga si dissolve davanti ai miei occhi.
Respiro a fatica, il panico mi travolge come un'onda anomala. "Dai, Iris, pensa... pensa!" mi urlo mentalmente.
Decido di rischiare. Scatto verso il punto dove ci sono meno uomini, ma uno di loro mi afferra al volo. Mi solleva come se fossi una bambola di pezza, caricandomi sulla spalla. Un altro mi lega una bandana sulla bocca, strozzandomi ogni parola in gola.
Mi dimeno come una pazza, ma è inutile. Sono intrappolata.
Mi portano fino a un'auto e mi buttano sul sedile posteriore. Gli sportelli si chiudono con un rumore metallico, e i miei rapitori salgono davanti.
«Senti, Iris,» dice il capo, girandosi a guardarmi. «Non ti faremo niente. È chiaro?»
Come cazzo fa a sapere il mio nome?
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Heartless
Romance⚠️Attenzione: questo libro contiene scene esplicite e affronta temi delicati.⚠️ ❗Il primo dei tre libri è completo, ma sarà sottoposto a una revisione totale: molte scene saranno cambiate.❗ Iris Wood è sempre stata una brava ragazza. Diligente in cl...
