Ti ho scritto tardi, in un tempo di mezzanotte in cui le falene illudono gli umani con il loro fastidioso e sonoro ronzio.
Tracce di inchiostro sui muri del silenzio, a ricordare il mutismo singolare dei nostri deliri.
Luci bianche e colorate in una danza ritmata e tribale, ma nulla è vero, nulla che sia realmente esistito o che passeggi di fronte alla mia mente.
Le persone si fanno del male a vicenda, il bene sembra solo un'illusione, una ventata di bugie tipiche della nostra Terra, il sale grezzo che si espande sotto i nostri piedi, le fragole mature esposte nei banchi della frutta e gli uomini a illudere le donne che la vendita sarà fruttuosa, consistente.
In un tempo grave, ci ricordiamo di essere molto fragili e piccoli, abbiamo l'abitudine di tergiversare e cambiare direzione quando l'ostacolo è molto più grande di un camion o di un tir.
Il coraggio, manca il coraggio di non illudere più e partire per tempeste infuocate.
Ti scrivo presto, questa volta, per ringraziarti del tempo che non è più precipitato o decaduto a morte incerta.
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Le pieghe del tempo - Poesie inedite -
PoetryNotturne sintomatologie dell'animo, versi pregni di fervore immaginifico e incentrato sul vero. Parole diurne che cavalcano l'onda della poesia e ne fanno il sacro e quieto vivere.
