𝐏𝐎𝐈𝐒𝐎𝐍𝐄𝐃 𝐋𝐎𝐕𝐄 è 𝐮𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞. (COMPLETA)
Los Angeles, la città dove i sogni brillano sotto il sole della California... e le ombre si nascondono dietro ogni angolo. Killian Maddox guida i Children of Darkness, una gang tan...
Lasciate una stellina ⭐️ al capitolo prima di cominciare a leggere, è importante 🩶
Better days comin' for sure. - Kendrick Lamar
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La porta si chiude alle mie spalle con un rumore secco. Mi appoggio al muro freddo del corridoio e butto fuori l'aria dai polmoni come se non respirassi da ore.
Forse è vero. Forse ho smesso di respirare da quando l'ho vista tirata fuori da quell'acqua, di nuovo. Immobile. Fredda.
Mi passo una mano sulla bocca. Non riesco a stare fermo. Ho il cuore in gola e una furia che mi brucia sotto la pelle. Lei è lì dentro. E io sono qui fuori.
Colton è appoggiato a una parete, le braccia incrociate. Ha lo sguardo fisso sul pavimento, la mascella serrata. Non dice una parola da quando siamo arrivati, e per Colton, il silenzio è peggio delle urla.
Larissa è seduta accanto a me, si tormenta le dita, le unghie mangiate fino alla carne. Ogni tanto mi lancia uno sguardo veloce, ma non osa parlare.
Astrid è in piedi, cammina avanti e indietro come una furia, e Jules le sta vicino, le parla piano, cerca di calmarla.
Isaac, invece, è quello più tranquillo. Ma lo conosco troppo bene per cascarci. È calmo fuori, ma dentro sta già preparando la vendetta.
E onestamente, spero che lo faccia. Spero che lo trovi. Perché quando lo troviamo, non lo lasciamo più respirare.
Mi alzo e vado verso il distributore. Non perché voglio qualcosa, ma perché non so dove cazzo mettere le mani.
Ritorno al mio posto. Mi siedo. Mi alzo di nuovo. Colton mi lancia un'occhiata stanca. «Kill, siediti.» «Non riesco.»
Mi scappa. Non riesco a tenerla dentro, questa rabbia. Mi sento impotente, e io non sopporto sentirmi così. Non dopo tutto. Non dopo ieri notte, quando eravamo insieme, davvero insieme.
E adesso? Adesso lei stava annegando. Di nuovo. E io l'ho trovata appena in tempo. Un secondo in più e...
No. Non posso pensarci. Mi strofino le mani sul viso. Sento il sangue che mi pulsa nelle tempie.
Larissa alza gli occhi, la voce spezzata. «Ma chi farebbe una cosa del genere?» «Qualcuno che la odia abbastanza per non fermarsi, anche dopo undici anni,» rispondo io, senza pensare.
Tutti si girano verso di me. Colton fa un mezzo passo avanti. «Killian, smettila. Non è colpa tua.» «Sì che lo è.»
La mia voce suona rotta. E non me ne frega niente. Io dovevo proteggerla. L'ho promesso a me stesso la prima volta che ho visto quella bambina terrorizzata, al parco.
E poi l'ho promesso di nuovo, stanotte. Dopo che ci siamo toccati, guardati, detti tutto senza bisogno di parole. Io l'ho amata anche quando fingevo di odiarla. E adesso me la stanno portando via. Pezzo dopo pezzo.