𝐏𝐎𝐈𝐒𝐎𝐍𝐄𝐃 𝐋𝐎𝐕𝐄 è 𝐮𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞. (COMPLETA)
Los Angeles, la città dove i sogni brillano sotto il sole della California... e le ombre si nascondono dietro ogni angolo. Killian Maddox guida i Children of Darkness, una gang tan...
Lasciate una stellina ⭐️ al capitolo prima di cominciare a leggere, è importante 🩶
Quattro giorni dopo al 4 Luglio.
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Sono seduto in macchina da ore, con le gambe che mi fanno male per quanto sono stato fermo. Fa freddo e l'umidità entra ovunque, anche sotto il giubbotto. Davanti a noi c'è l'edificio della MorrowTech, una delle industrie più grandi della città. Da fuori sembra tutto tranquillo, ma io so che qui dentro potrebbe nascondersi qualcosa. Qualcuno.
Bethany è accanto a me, seduta sul cofano dell'auto. Sorride come se stessimo solo aspettando l'autobus, mentre io sto scoppiando dall'ansia.
«Stai per congelarti o sei solo nervoso?» mi chiede, bevendo dal suo bicchiere di caffè.
«Tutte e due le cose.» rispondo, senza distogliere lo sguardo dall'ingresso dell'edificio. Niente. Solo silenzio e luci accese a tratti. Nessuno entra, nessuno esce.
Lei sbuffa. «Kill, secondo me stiamo perdendo tempo. Se l'Anonimo fosse davvero qui, pensi che si farebbe beccare così facilmente?»
«Non lo so ma voglio scoprirlo. Almeno provarci.»
«Tutto per Aeryn, vero?» dice, e il suo tono cambia. Non è arrabbiata, ma neanche contenta.
Non dico niente perché non voglio discutere. So perché lo sto facendo, perché l'Anonimo ha rovinato la vita a tutti noi. Ma soprattutto ad Aeryn e io... io non riesco a stare fermo mentre lei soffre.
Bethany si alza dal cofano e si avvicina un po' troppo. «Dai, lo ammetti che un po' ti sono mancata?»
«Beth... lascia perdere.»
Lei ride piano. «Ci provo sempre, magari un giorno cambi idea.»
«Non succederà.»
Silenzio ma poi qualcosa si muove. Lì, sul lato dell'edificio dove una porta si apre e una figura esce fuori. Indossa un cappuccio, si guarda intorno come se avesse paura che qualcuno lo stia seguendo. Poi si infila in una macchina nera parcheggiata dietro l'edificio.
«Hai visto anche tu?» chiedo piano, già con il telefono in mano.
«Sì. Non sembra uno qualunque.»
Faccio partire il video. Beth scatta una foto alla targa.
«Che facciamo? Lo seguiamo?» chiede, stavolta seria.
Annuisco. «Sì. Ora o mai più.»
Accendo il motore, cercando di non fare rumore. La macchina davanti a noi parte lentamente, e noi dietro, a distanza.
Il cuore mi batte forte. Magari non è nessuno o magari è solo un altro buco nell'acqua. Ma dentro di me sento che stavolta qualcosa cambierà.
Non so chi sia davvero l'Anonimo. Ma so che se c'è anche solo una possibilità di scoprirlo, io non mi fermerò. Perché Aeryn merita la verità. E io non smetterò finché non la troverò.