𝐏𝐎𝐈𝐒𝐎𝐍𝐄𝐃 𝐋𝐎𝐕𝐄 è 𝐮𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞. (COMPLETA)
Los Angeles, la città dove i sogni brillano sotto il sole della California... e le ombre si nascondono dietro ogni angolo. Killian Maddox guida i Children of Darkness, una gang tan...
Lasciate una stellina ⭐️ al capitolo prima di cominciare a leggere, è importante 🩶
Like if you hold me without hurting me You'll be the first who ever did. - Lana Del Rey
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Non so come, ma nella fretta di correre verso le macchine per andare via dopo aver visto mio padre, ho perso di vista Isaac.
E adesso sono nella confusione più totale, con persone che mi spingono a destra e sinistra.
Ho perso la maschera durante la corsa dalle scale, e quindi sto facendo di tutto per non soffermarmi su qualche sguardo in più e di rimanere in passibile con lo sguardo rivolto verso il basso.
Per poco una ragazza non mi butta il calice di champagne addosso, mi scosto subito e mi allontano prima che la Juels gelosa delle proprie cose inizi a tirare i capelli a qualcuna.
Inizio a guardarmi di nuovo intorno, cercando di beccare Isaac.
Spero che non se ne sia andato senza di me, anche perché non so come tornare a casa senza dare nell'occhio mi scopriranno.
Infatti nemmeno il tempo di elaborare i miei pensieri che qualcuno mi afferra il braccio iniziando a trascinarmi via con sé.
La paura è il terrore iniziano quando vedo che i capelli di quest'uomo non sono biondi cenere come quelli di Isaac, ma neri scurissimi.
Inizio a tirare e dimenarmi verso me stessa cercando di sciogliere la presa salda e forte dell'uomo, che non si gira a guardarmi ma mi tiene solo continuando a tirarmi.
Inizio ad urlare ma niente, è come se tutti non mi vedessero, come se fossi trasparente.
Appena mettiamo piede fuori alla sfarzosa villa vedo che inizia ad addentrarsi nell'oscuro parcheggio, dove il ragazzo che si occupava di parcheggiarle non c'è. Panico, l'ansia inizia ad impadronirsi di me.
Mi tira e mi trascina, è solo quando si gira cosi repentinamente bloccandomi le spalle ferocemente contro il marmo freddo del muro, lo vedo in volto.
Non lo conosco, ha lo sguardo inferocito mentre continua a tenermi bloccata.
«Non urlare, è da tutta la sera che ti guardo. Con quel faccino così innocente e quella bocca, mi portano ad immaginare le peggio cose che potremmo fare insieme.»
Io inizio ad urlare e dimenarmi non appena capisco cosa intende con le sue parole.
Lui con una mano mi blocca il collo e con l'altra mi tira la gamba verso di lui quella con lo spacco, dove con la mano inizia a intrufolarsi sotto il tessuto nero del vestito.
«Ti prego, non farlo» continuo a ripetere mentre cerco tutte le forze possibili per cercare di scollarmelo.
Le lacrime iniziano a scendere incontrollate, tra la sensazione di rabbia e impotenza. «JUELS!»