𝐏𝐎𝐈𝐒𝐎𝐍𝐄𝐃 𝐋𝐎𝐕𝐄 è 𝐮𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞. (COMPLETA)
Los Angeles, la città dove i sogni brillano sotto il sole della California... e le ombre si nascondono dietro ogni angolo. Killian Maddox guida i Children of Darkness, una gang tan...
Lasciate una stellina ⭐️ al capitolo prima di cominciare a leggere, è importante 🩶
Having no regrets is all that she really wants. - One Direction
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La valigia è lì, aperta sul letto dell'hotel, con i vestiti buttati fuori come se avesse vomitato tutto ciò che contiene. Ma niente, niente mi sembra giusto. Ho provato tre bikini, due costumi interi, una maglietta larga che avevo pensato potesse farmi sentire "coperta ma carina". Spoiler: sembravo un sacchetto dell'umido con le braccia.
Josh è seduto sul divanetto, con lo sguardo gentile di chi sa che sta per calpestare un campo minato ma ci cammina lo stesso. Tiene una lattina di gazzosa in mano e mi guarda.
«Astrid...» dice, e già il modo in cui dice il mio nome mi fa venire voglia di arrendermi, di mollare tutto, di infilarmi sotto le lenzuola e sparire.
«Lo so che è stupido.» sbotto prima che possa dire altro. «È solo un costume. Lo so. È solo un giorno, una piscina, un gruppo di amici...» Sospiro e lancio il quarto costume sul pavimento. «...e un corpo che non vuole stare al gioco.»
Josh si alza. Non fa domande. Non serve. È mesi che vede come guardo lo specchio, o meglio, come evito di guardarlo. Mi si avvicina piano, come se potesse spaventarmi.
«Non devi indossare niente che ti faccia star male,» dice, e lo so che ci crede davvero. «Possiamo restare qui. Possiamo ordinare sushi e guardare i fuochi dal balcone. Nessuna pressione.»
Vorrei dire sì. Davvero. Ma c'è una parte di me, una vocina arrabbiata e stanca, che non vuole continuare a nascondersi. Voglio esserci. Voglio ridere, voglio bagnarmi i piedi, voglio scordarmi, anche solo per mezz'ora, di come sento la pelle che mi stringe come una prigione.
«Vorrei solo sentirmi normale,» mormoro, e mi sorprendo del tono rotto della mia voce.
Josh si avvicina un altro passo. «Astrid... tu sei molto di più che "normale". Sei coraggiosa. Stai lottando ogni giorno con qualcosa che nessuno vede davvero. E io ti vedo.»
Josh si avvicina alla valigia, dopo qualche secondo, tira fuori uno dei costumi. È quello nero con le spalline incrociate, quello che avevo portato "nel caso mi sentissi a mio agio". Cosa che, ovviamente, non era mai successa.
«Questo è il prescelto.» dice con un mezzo sorriso, porgendomelo. «Secondo me ti starebbe benissimo.»
Lo guardo, poi guardo il costume. E poi di nuovo lui.
«Josh... non lo so.»
«Provalo. Solo un secondo. Se non ti piace, lo togli subito.»
Esito ancora, ma poi annuisco piano. Prendo il costume e vado in bagno, con lo stomaco stretto. Mentre mi cambio, il solito pensiero mi torna in testa: non mi sentirò mai all'altezza. Ma cerco di scacciarlo. Cerco, almeno per oggi, di provarci.