48. THE TRUTH ALWAYS COMES OUT

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Oh, home, let me come home
Home is wherever I'm with you.
- Edith Whiskers







Erano passati giorni, ma io non ero più lo stesso

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Erano passati giorni, ma io non ero più lo stesso.
Tutto quello che avevo scoperto... sembrava avermi tolto il terreno da sotto i piedi. Ero rimasto lì, fermo, come se il tempo intorno a me andasse avanti, ma io no. Io ero incastrato in quell'istante, con quelle parole che mi giravano in testa senza sosta.

La cosa più assurda era che nessuno si era accorto di niente.
Ridevo quando dovevo ridere.
Facevo battute, parlavo, rispondevo.
Stavo vicino ad Aeryn.
Ma era tutto un'enorme recita.
Dentro, invece, mi sentivo come se fossi vuoto.
Come se una parte di me si fosse spenta e non sapessi nemmeno come riaccenderla.

Quella sera, in camera, il silenzio sembrava più pesante del solito.
Aeryn era seduta sul letto, con la coperta sulle gambe, distratta da un libro che non stava nemmeno leggendo davvero.
Io camminavo avanti e indietro, senza una vera direzione.
Ogni tanto mi fermavo, la guardavo... e poi abbassavo lo sguardo.

«Kill...» disse piano.
Solo il mio nome. Ma bastava.

Mi bloccai guardandola, e lì capii che non potevo più tenermi tutto dentro.

Mi sedetti ai piedi del letto, vicino a lei, ma non troppo.
Non volevo che vedesse quanto stavo male.
Ma lei mi vedeva lo stesso.

«Ho pensato a tutto quello che mi ha detto...» dissi, abbassando la voce.
«E non riesco a togliermelo dalla testa. Non ci riesco.»

Lei è lì, seduta sul letto, e mi guarda.
Non dice nulla, non mi interrompe anzi mi lascia spazio. Come fa sempre.

E non so come, ma questo silenzio mi fa crollare tutte le barriere.
Mi dà la forza di parlare. Di andare avanti. Di svuotarmi.

«Quando mi ha detto che non sono suo figlio... che non lo sono mai stato...»

Prendo un grosso respiro perché in questo momento mi si stringe il petto.
Ma continuo comunque, perché solo lei ha questo potere di farmi cedere in tutte le mie emozioni.

«Ho sentito qualcosa spezzarsi dentro. Come se un pezzo di me si staccasse per sempre. Ma non era solo dolore. Era anche... sollievo. Una parte di me, per assurdo, si è sentita sollevata. Perché finalmente tutto ha cominciato ad avere senso.»

Abbasso lo sguardo, fisso le mani.
Sembrano le stesse di sempre... ma non le riconosco più.

«Quella freddezza, i suoi sguardi, il modo in cui mi faceva sentire sempre sbagliato, fuori posto... ora capisco perché. Non ero suo figlio. E lui non mi ha mai voluto davvero.»

Sento le parole pesarmi sulla lingua, ma non riesco a fermarle.

«Mi ha preso solo perché gli serviva qualcuno. Un maschio. Un erede a cui lasciare il suo nome, i suoi soldi, tutta quella facciata finta e perfetta. Ha scelto me come si sceglie una macchina, un oggetto. Mi ha rubato. Rubato a una madre che quella notte ha dato alla luce due gemelli. E io ero solo uno dei due.»

Poisoned LoveLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora