42. GHOSTFACE

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"Hello, Sydney."
- Ghostface, Scream 1996






Oggi sono di buon umore e sono ben due i motivi, il primo è che sono finalmente dal tatuatore e il secondo è che sono con Isaac a farlo

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Oggi sono di buon umore e sono ben due i motivi, il primo è che sono finalmente dal tatuatore e il secondo è che sono con Isaac a farlo.

Appena entro nello studio, l'odore di disinfettante mi schiaffeggia in faccia come un "bentornata, stronza".
Il rumore della macchinetta accesa mi fa venire i brividi. Ma brividi buoni, quelli che ti fanno sorridere senza un motivo preciso.

Siamo appena arrivati nello studio e Isaac si siede senza dire niente, allungando un braccio lungo lo schienale della poltrona, come se fosse nel suo salotto.

«Allora?» chiede Paul, è un uomo grosso e robusto pieno di tatuaggi, sollevando lo sguardo verso di noi mentre si infila i guanti. «Chi parte e cosa vi tatuate oggi?»

Io e Isaac ci scambiamo uno sguardo veloce. Non serve parlare.
«Lui» dico, alzando la mano come una ragazzina a scuola.
Isaac si avvicina al bancone, tira fuori un foglietto stropicciato dalla tasca del giubbotto e lo porge al tatuatore. Sopra c'è scritta una frase semplice, ma per noi significa tutto.

"You and me against the world."

«Io la voglio qui.» dico, indicandomi il lato destro, proprio sotto il costato.
Isaac invece si tocca il petto, a sinistra. Dove c'è il cuore.

Isaac è in piedi, accanto a me, mentre il tatuatore sistema tutto. Lo guardo mentre si toglie la felpa e resta con la maglietta nera a maniche corte. Si sfila anche quella, lentamente, e quando il tatuatore gli chiede dove posizionarlo, lui indica il lato sinistro del petto. Proprio lì. Sopra al cuore.

Per un attimo non riesco a distogliere lo sguardo. C'è una calma in lui che mi disarma ogni volta.

«Fa male?» gli chiedo, per riempire il silenzio.
Lui si gira verso di me e sorride. Solo con gli occhi.
«Meno di quello che sento quando non ci sei.» sussurra piano così possa sentirlo solo io e non anche mio fratello, che sicuramente rovinerebbe il momento.

E ora mi rendo conto davvero che per una volta nella vita, non ho sbagliato.

Isaac forse non lo sa ma davvero è la luce per me, dopo tutti i ragazzi che mi hanno sempre tratta come una bambola di pezza. O solo per i propri scopi, questa è davvero la prima volta che io mi sento così.

Isaac mi fa sentire viva, libera l'unica cosa che fin da bambina ho sempre desiderato.

Ne sono davvero innamorata perché lo guardo e penso solo a quello, a quello che voglio con lui, al nostro futuro, e a tutte le cose che ci mancano e aspettano.

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