38. MEMORIES AND TROUBLE

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Made it out alive but I think I lost it.
- Gracie Abrams







Nella mia stanza, con precisone a terra a fianco il televisore posto sulla scrivania c'è una grossa scatola che non ho mai avuto coraggio di aprire prima

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Nella mia stanza, con precisone a terra a fianco il televisore posto sulla scrivania c'è una grossa scatola che non ho mai avuto coraggio di aprire prima.

Ma è difficile con la principessina curiosa qui accanto a me, le gambe intrecciate alle mie mentre è accoccolata, con una mano sul mio petto che accarezza piano.

Sta cercando di dissuadermi nel voler aprire quella scatola, da ben dieci minuti. «Dai amore, apriamola insieme.» appena pronuncia quella parola con cui mi ha chiamato fermo le dita che stavano accarezzando il suo braccio delicatamente.

Anche lei rendendosi conto della parola con cui mi ha chiamo stoppa le sue carezze, e poi alza lentamente quegli occhioni da cerbiatta verso i miei.

Mi guarda mordendosi il labbro inferiore, mentre cerca di reprimere un sorriso. Mi avvicino lentamente al suo viso e ad un passo dalle sue labbra ripete «Amore.» sorride.

Mi abbasso sulle sue labbra dove finalmente le sue toccano le mie, ogni volta che la bacio mi sembra sempre la prima volta, ritorno a quella sera nel garage giù dove ho avuto il coraggio di farlo per primo.

Mi stacco di poco solo per dirle «Mi piace quando mi chiami così, mi fai sentire migliore Principessina.» Sorride nel bacio, prima di rubarmene un altro.

Poi si alza su di poco, seduta ora dove ha i capelli sparpagliati le labbra gonfie e rosse dai miei baci, e solo una mia maglia addosso che le sta come un vestito.

È bellissima.

Amo vederla tra le mie cose, tra le mie lenzuola, i capelli sparpagliati sul cuscino oppure quando senza volerlo mi macchia tutte le maglie bianche con il suo rossetto. Non riuscirei ora ad immaginarmi la quotidianità, ma anche le piccole cose senza di lei.

Molte volte non glielo dico solo perché non vorrei spaventarla, ma muoio dalla voglia di vivermela.

Di avere una casa tutta nostra, di farci l'amore in ogni angolo di quelle mura, un cane, un'enorme cabina armadio per tutti i suoi innumerevoli vestiti (che ogni giorno aumentano sempre di più), un garage grande che trasformerei in un officina, ma sopratutto di una mini lei o un mini me che corre per quella casa.

Una mano mi sventola davanti agli occhi, mi riprendo dai mie pensieri e torno a guardarla «Va bene principessa, vestiti ti porto in un posto. E prendi quella.» dico mentre mi alzo indicando la scatola.

Lei un pò confusa cambia subito lo sguardo in uno che sprizza curiosità da tutte le parti, si alza come ho fatto io, e corre a vestirsi.

**

Poisoned LoveLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora