20.Diamoci una mossa. ❤

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Sorpresaaaaaaaaaaaa, ecco il 20esimo.spero vi piaccia, bacio 

Point of view Riccardo.

Nulla  ancora non si sa nulla, Elizabeth continua insistentemente a chiamare Matthew, ma lui non la degna di una risposta.. Non riesco a capire come questo sia possibile, il suo obbiettivo non era quello di andare li'?
Allora come diavolo è possibile che non risponda al telefono? Non  capisco  e purtroppo finché lui non risponderá, noi non possiamo fare nulla.
Elizabeth ha detto che vuole stare da sola e che se ha novità lo dirà, perciò pur di non stare solo con Kyle vado nella mia stanza, ho ancora le valige sul letto e questo non fa altro che riportare la mia attenzione ad Alyce  l'ultima volta che l'ho vista è stato qui , abbiamo litigato perché volevo farle ammettere che non le ero indifferente ed una volta raggiunto il mio obbiettivo, l'ho trattata male, sono proprio un coglione.
Sposto le valige, appoggiandole per terra, ed io prendo il loro posto, sdraiandomi sul letto, non voglio più pensare a questo, basta.
Accendo la musica sul mio telefono e lascio che la riproduzione casuale faccia risuonare la canzone che vuole e così facendo ho la conferma che il destino è dannatamente crudele, il telefono passa quella vecchissima canzone di Luigi Tenco, così vecchia, ma sempre così attuale:

 
" Mi sono innamorato di te 
perché 
non avevo niente da fare 
il giorno 
volevo qualcuno da incontrare 
la notte 
volevo qualcuno da sognare 
Mi sono innamorato di te 
perché 
non potevo più stare sola 
il giorno 
volevo parlare dei miei sogni 
la notte 
parlare d'amore 
Ed ora 
che avrei mille cose da fare 
io sento i miei sogni svanire 
ma non so più pensare 
a nient'altro che a te 
Mi sono innamorato di te 
e adesso 
non so neppure io cosa fare 
il giorno 
mi pento d'averti incontrato 
la notte 
ti vengo a cercare."

Non so esattamente se quello che provo per lei sia amore, anzi, probabilmente no, ma è l'unica che non mi ha deriso perché non parlavo con nessuno,l'unica che sa di mia madre, l'unica che ha visto le cinghiate sul mio corpo. Forse non è amore ed alla fine chissene frega dell'etichetta, che importanza ha sapere come si chiama il sentimento che provo? La cosa importante è solo il sentimento in se.. Ed io so che se dovessimo scegliere tra la mia e la sua vita, sceglierei la sua.

"Alyce vieni qua muoviti."
Lei è li' in quella stanza orrenda, vestita di alcuni stracci che di certo non sono i suoi abiti, ha una cera orrenda eppure è così bella!
"Alzati Alyce."
"Non posso!" Risponde..
Non capisco, è lì, niente la tiene.. Come mai non si alza?
"Non può, hai capito?" È una voce maschile, ma non vedo il suo volto, lo sento e basta, è così piena di Rabbia! È sicuramente Matthew!
Gli occhi di Alyce diventano due fessure nere, il sangue le esce dalla bocca e lentamente muore sotto i miei occhi, mentre io non posso fare nulla."

Un toc-toc rimbomba nella mia stanza, ma me ne accorgo soltanto dopo essermi svegliato di scatto dopo questo orrendo sogno.
"Ricky apri, sono Elizabeth."
Mi alzo immediatamente sperando che abbia novità, magari positive da darmi, ma mi rendo conto che non ne ha quando apro la porta e l'orologio di fronte alla stanza segna le 8:00 del mattino, sono quasi 12 ore che la tiene in ostaggio, cosa le avrà fatto quel maledetto figlio di puttana?
"Ehi, tutto bene? Hai una faccia sconvolta."
"Si', ho avuto un incubo."
Si guarda intorno, tira indietro i capelli dalla disperazione e lentamente sussurra "A chi lo dici.. In cucina c'è il caffè."

***

Point of view Alyce.

Niente. Mia madre non chiama. Come faccio a saperlo? Sono passate 12 ore da quando sono qui e ne sono più che certa, mi ha fatto del male 4 volte, mi ha tagliato la guancia, mi ha rotto la gamba, rotto due dita e un pugno sull'occhio. Com'è possibile che mia madre non ha ancora chiamato? Non posso perdonare questo suo mmenefreghismo, non so quante altre torture riusciró a sopportare.. Dopo che mi ha rotto la gamba ho perso i sensi, mi sono risvegliata dopo qualche ora e la gamba era stranamente già ingessata.. Non ho idea di come abbia fatto e soprattutto non ho il coraggio di chiederglielo, stessa identica cosa con le due dita: l'indice ed il medio, per l'occhio non ha fatto nulla.
Lo giuro, sto soffrendo così tanto che spero che il prossimo colpo sia quello definitivo, non sopporto più niente di tutto ciò, non sopporto il dolore, non sopporto l'odore ed il buio di questa stanza,la sua voce, il suo viso, il suo alito, il mio corpo, il fatto che mi sia pisciata addosso perchè non posso alzarmi. Non sopporto più nulla, ma so bene che non mi ucciderà, non servirebbe al suo scopo ed il divertimento sarebbe 10.000 volte minore, eppure giuro che se prima avevo paura di morire adesso spero di farlo.
La porta si apre e prego mentalmente.. Non è possibile! Non sono ancora passate tre ore dal pugno, forse non è passata nemmeno una.
"Pulcina? Come stai?"
Non rispondo perchè ho paura.
"Oh immaginavo.."
"Sono già passate tre ore?" Chiedo piangendo, che ormai è quello che faccio più spesso.
"No piccola no.. Non sono qui per farti del male.. Volevo solo farti sapere una cosa..Hai presente quell'esplosivo sotto il tuo letto? Esatto, quello.." Conferma quando sgrano gli occhi.
"Tra 3, 2, 1...Da ora si è azionato un timer, tua madre ha 12 ore di tempo per arrivare fino a qui. Se non verrà BOOM." dice facendo seguire una risata malefica ed io non so se sono più spaventata da lui e dalle sue parole o dal senso di sollievo che mi ha procurato, in un modo o nell'altro questa tortura finirá.
"Non ha ancora chiamato?"
"No. Pulcina  non l'ha fatto."

Point of view Clara.

"Ma perché ha preso la ragazzina? Insomma è ovvio che ce l'ha con la madre no?"
"Si papa', proprio per questo ha preso Alyce. È molto probabile che la cosa a  cui tiene di più la donna è la figlia no? "Rispondo e mio padre annuisce. Ormai sono anni che studiamo ogni suo movimento, abbiamo visto troppe cose andare male, adesso dobbiamo farci furbi, questa volta dobbiamo prenderlo e portarlo dritti alla polizia.
"Che schemi ha usato la volta scorsa?"  Chiedo curiosa, perché forse ho un idea. Mio padre prende delle cartelle che ha sulla scrivania e comincia a leggere su una cartella.
"Ha scritto su un muro l'indirizzo dove stava, ha fatto andare il marito della donna li' e l'ha preso, quando la donna è tornata a casa è andata dal marito e lí ha fatto quello che voleva fare."
Okay,forse ci sono.
"E con quella prima ancora?"
Mi guarda sospettoso ma non fa domande, perchè sa che ho in mente qualcosa che probabilmente può funzionare.
"Mmm.. Ha preso la migliore amica della ragazza, col cellulare della rapita ha scritto di incontrarsi nella stradina di fianco al solito bar e poi l'ha raggiunta li', rapendo anche lei e raggiungendo nuovamente il suo obbiettivo."
Quando finisce di parlare,istintivamente mi sfugge un "Ottimo."
"Come scusa?" Chiede mio padre.
"Ho detto ottimo."
"Sì, questo l'ho capito..Ma perché?"
"In ogni singolo caso, con la prima, con la seconda e con...be, lui...Ha sempre avvisato la famiglia, gli amici di dove devono andare."
Mio padre, ancora più sconvolto cerca di capire il mio discorso.
"Non ti seguo Clara."
"Dobbiamo andare dalla famiglia di Alyce."
"Oh, no non dobbiamo." Dice alzandosi dalla sedia e avvicinandosi a me, fronteggiandomi con i suoi 184 cm di altezza  rispetto ai miei 162.
"Certo che si papà! Dobbiamo spiegare loro come agisce ed inoltre loro sapranno dove sta, possiamo andare e avere finalmente la nostra vendetta."
"Clara, calmati." Dice mio padre.. Ma io proprio non riesco a calmarmi, ce l'abbiamo a così pochi passi, è anni che seguiamo ogni suo passo e adesso che abbiamo l'occasione di incastrarlo lui mi dice di stare calma? Poi continua
"Mettiamo in rischio la nostra vita e quella della ragazza, dobbiamo avere un piano per agire."
"Papà, stai scherzando? Il piano lo decideremo insieme! Ti prego pa, fallo per lui."

Sospira e poi prende la giacca.
"Andiamo."

***

Point of  view Riccardo.

Siamo disperati.
Lui non risponde.
Lei non è qui.
Cosa dobbiamo fare?

Il campanello suona.
L'ansia arriva su tutti i nostri volti. Elizabeth sbianca, Kyle quasi sviene.. Mi faccio coraggio e vado ad aprire io la porta, guardo prima dallo spioncino: una giovane ragazza bionda ed un signore dai baffi sono dall'altro lato.
Che sia la ragazza che pomiciava con  Kyle con il padre?? Oppure testimoni di Geova.
"Chi è?"
"Siamo qui per aiutarvi." Dice una voce femminile, percio' immagino sia la ragazza a parlare. Mi volto verso gli altri che sono immobili, okay, faccio da me.
"Scusa? Aiutarci per cosa?" Fingo. Magari è una trappola o magari sono veramente testimoni di Geova, venuti per aiutarci a trovare la strada giusta no?
"Matthew."
Porca troia. Il cuore salta in gola. Loro sanno tutto. Com è possibile chi glielo ha detto?
Mi fido? Non mi fido?
"Fidatevi. Sappiamo cosa state passando."

Sospiro. O la va o la spacca. Apro la porta impaurito, ma loro mi fanno un mezzo sorriso e si presentano a me:
"Piacere Clara." Dice la ragazza bionda seguita dal padre che mi stringe la mano "Piacere sono Stefano."
Ricambio presentandomi a loro e portandoli verso la cucina, dove gli altri sono ancora imbambolati.
"Ciao a tutti, sono Clara e lui è mio padre Stefano, sappiamo che Alyce è stata rapita e sappiamo che tu sei sua madre."
Eliz, che fino adesso sembrava non avere spina dorsale e midollo tenta di parlare.
"C-come sapete il mio nome e tutto il resto?"
Mentre la ragazza spiega io prendo un bicchiere d'acqua ad Elizabeth.
"Lo spiamo da anni. Il problema è che lui è molto più furbo di quanto pensiate, non sta in un posto fisso, come sapete.. Fino ad un paio di anni fa era a Londra, poi è stato in Cina, poi Italia, poi dinuovo Londra e bla bla, so che sembra stupido ma riesce sempre a non farsi beccare. Quando ha preso Alyce noi eravamo nella strada di fianco,perché girava spesso per qua l'abbiamo visto passare con la macchina. Siamo corsi dentro il nostro furgone, le telecamere hanno ripreso il suo tragitto, poi ha cambiato macchina e  non l abbiamo più riconosciuto."
Siamo tutti zitti ad ascoltare Clara che parla . Si vede l'odio nei suoi occhi.
"Sentitemi bene. Alyce non è la prima e se non lo fermiamo, non sarà l'ultima.

***

Si comincia da capo. [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora