Capitolo 8

2.4K 118 8
                                        

BENJI'S POV

Mi sveglio la mattina con lei al mio fianco, la coccolo per svegliarla e le lascio un bacino sulla guancia. Poi vado a preparare la colazione. Quando arriva parliamo di cose stupide e inutili di cui ci importa, ma non quanto ci importa chi le pronuncia. E si lo ammetto, mi perdo nel suo sorriso. Andiamo a fare un giro con Giulia e Fede nel pomeriggio e torniamo a casa stremati. Ordiniamo una pizza perché di cucinare non ne vogliamo manco sentire sussurrare. Ci buttiamo sul divano e la stringo tra le mie braccia, sembra tanto piccola e indifesa immersa a guardare i tatuaggi e a farsi raccontare la storia di ognuno e ogni tanto la bacio giusto per distrarla da quelle cazzate che danno in TV e mi fingo incazzato quando è lei a farlo a me. A mezzanotte andiamo in camera. Ci stringiamo sotto le coperte con i nostri corpi a contatto, dato il caldo io dormo con solo i boxer e lei con la mia t-shirt perché insiste che nella notte la annuserà invece di dormire. La abbraccio da dietro e mi godo il tocco delle sue mani sulle mie. Le bacio il collo augurandole la buonanotte perché per me la sarà di sicuro con lei. Sapere che il giorno dopo potrebbe essere così o magari migliore e che tra le mie braccia sto cullando lei, rende tutto semplicemente perfetto. Fino a quell'istante che non so se descriverlo perfetto basta.

Il suo sedere si appoggia a me nella mia zona sensibile e la sento ripetere il movimento. Una parte di me perde il controllo, non è spiegabile come riesce a farmi sentire, nel senso, si mi hanno fatto eccitare anche altre ragazze, ma non con la sua immediatezza e intensità, nessuna. Piano avvicino le mie labbra al suo orecchio e con le braccia avvicino il suo corpo al mio.

-Senti cosa mi fai provare? sussurro e lei annuisce stringendo il suo carnoso labbro inferiore tra i denti e lasciando cadere la sua testa sulla mia spalla mostrandomi, così, la delicatezza della pelle del suo collo.

-Ti piace farmi questo effetto? la mia voce assume una tonalità roca dovuta al ripetersi dei suoi movimenti nella mia parte sensibile. Annuisce ancora. Mi ritrovo a ragionare sulla situazione. Non posso perdere il controllo, non si merita del banale sesso fatto in un momento di desiderio. Merita una di quelle prime volte perfette: un bel letto matrimoniale, candele, fiori e tanto amore. Qui l'amore c'è e se devo essere sincero, non avrei mai creduto di ammettere a me stesso di essere innamorato di una ragazza dopo una sola settimana. E' un pensiero che mi assilla, costante e ripetitivo quasi, ma non posso ignorarlo. Lei ha tutto ma allo stesso tempo non ha nulla, mi illumina le giornate con un sorriso e le spegne quando questo sparisce, mi da un motivo per restare che è più forte dei mille per andarmene.

-Benji... mormora il mio nome richiamandomi nel mondo reale. La faccio voltare verso di me così da perdermi nel color cioccolato delle sue iridi e poter controllare il mio istinto. La vedo un po' titubante e quasi mi permetterei, spaventata.

-Dimmi piccola. sorrido per trasmetterle sicurezza e la vedo calmarsi un poco.

-Credo che... inizia con tono nervoso e voce bassa, le sue parole paiono più un mormorio. Che tu abbia capito cosa vorrei che accadesse stanotte... lo dice piano, sembra che lo abbia deciso sul momento e sinceramente non voglio farla sforzare di ammetterlo perché so perfettamente che poi litigheremmo. Mi limito ad annuire abbassando lo sguardo sulle lenzuola -GIURO CHE HO GUARDATO LE LENZUOLA RAZZA DI PERVERTITI CHE HA INIZIATO CON GLI "OH SI CERTO, ORA SI CHIAMANO LENZUOLA"(tutto ciò non è da leggere in tono negativo, ma bensì sarcastico)- Sospira e quel piccolo verso mi spezza il cuore. Non vuoi? domanda con una tristezza e una delusione tale per cui sento di dovermi scusare anche se voglio proteggerla da decisioni affrettate e oserei stupide.

-Maca... incalzo io intento a iniziare un discorso per farle capire il perché io non voglia correre. Con mio poco stupore lei si volta di spalle allontanando di pochi centimetri i nostri corpi.

-No Benjamin, inizia lei con un tono palesemente apatico. Sentirle pronunciare il mio nome per intero mi fa capire che ne ho combinata una grossa e parecchio. Ho capito che non vuoi e non starmi a dare motivazioni, non ho bisogno di sentirle...

-Oh ma io... sospiro pensando alle parole meno fraintendibili possibili. Voglio farlo, con tutto me stesso, ma non voglio approfittare di te e vorrei rendere la tua prima volta qualcosa che non dimenticherai per quanto sarà bella!

-Ma cos? la sento sussultare quando una mia mano le accarezza il fianco da sopra il tessuto. Non credi che, essendo la MIA (urla con un tono che non è graduabile) prima volta, sia io a dover decidere cosa sia più opportuno e meno opportuno?

-Ma tu sei inesperta, e poi te ne pentiresti e io non voglio che tu resti pentita di qualcosa fatto con me...

-Non me ne potrei pentire perché Benji io... io... balbetta e in quell'istante spero che dica due paroline magiche che io ormai trattengo dal primo istante e vorrei urlarle. Cioè si, tu... continua a balbettare e non pronuncia ancora nulla.

-Io cosa? domando per spronarla.

-Tu mi piaci.... e anche molto... al punto da ritenerti la persona più opportuna per questa mia esperienza... ovviamente un "ti amo" sarebbe stato tutto per me, ma non posso biasimarla per le circostanze e per il poco tempo passato dalla prima volta che mi sono perso ad immaginare le mie mani a districarle i capelli.

-Anche tu mi piaci... ingoio le due paroline che minacciavano di uscire dalle mie labbra qualche momento fa. La vedo voltarsi con un sorriso talmente nuovo e bello che trovo indescrivibile, ma sono certa che tra gli aggettivi metterei infinito. Si avete letto bene, infinito. Lo userei per svariati motivi. La bellezza di quel suo gesto è infinito, la durata spero sia infinita, il motivo so che sarà infinito e molto altro. Mi limito a guardarla e a sorridere. Si avventa sulle mie labbra togliendomi dal volto l'espressione da bambino a natale.

-Ben... sussurra talmente piano a pochi millimetri dal mio volto che una parte del mio cervello crede di averlo sognato.

-Mh? mormoro appena.

-Voglio che la mia prima volta sia tu. Adesso. E qui. lo dice con desiderio, decisione e una tonalità che la sua voce aveva accennato precedentemente, ma non avrei saputo collocarla in una parola prima di stasera, quello è un amore che cresce, o almeno così voglio illudermi che sia. Annuisco alla sua richiesta in primo luogo per accontentarla e in secondo luogo per accontentare me. Sorride di nuovo come prima, ma non posso contemplarlo abbastanza perché le sue labbra si invaghiscono delle mie prima che io possa anche solo immaginarlo.

FEDE'S POV

Dopo il pomeriggio con Ben e Maca non abbiamo fatto nulla che non avessimo fatto le sere precedenti, ma la routine che invade le nostre giornate mi riempe il cuore.

Ci troviamo sdraiati sul suo letto, avvinghiati in un abbraccio che ci fa stare talmente stretti da sembrare i postumi della fusione di Dragon Ball. Ridiamo, scherziamo e ci perdiamo in dolci gesti quasi banali, ma ai quali non riesco a non dare più importanza del dovuto. La bellezza della sua pelle lievemente abbronzata e le sue labbra che restano lievemente gonfie dopo i baci più intensi, ecco, questi i piccoli dettagli in cui preferisco perdermi. Okay, qualunque cosa la riguardi mi farà perdere ma questo possiamo anche non specificarlo. Addormentarmi in questa posizione è leggermente fastidioso perché la posizione è complessa. Infatti al risveglio siamo entrambi doloranti e ci lamentiamo appena, sembra che cerchiamo il modo di non offenderci anche se non c'è motivo per il quale esserli. Dopo la succulenta colazione ci limitiamo a stare sul divano a guardare il film ed è lì che capita qualcosa che non mi sarei aspettato, tanto meno da lei!

Dal nulla a te - Benji e FedeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora