Capitolo 35 - " reality"

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Angel's pov


Appena era arrivata Jane quello, stesso pomeriggio, c'eravamo subito messe al lavoro analizzando tutte le informazioni. Sapevamo che i rapitori erano tre, erano uomini , erano dei criminali ed erano talmente avari da rapire una persona per ottenere dei soldi.

Dopo averne discusso a lungo,l'occhio mi cadde sulla fotografia che c'era sulla scrivania.

Rappresentava Jane, Kate e me in Russia.

Eravamo felici perché avevamo portato a termine una delle nostre prime missioni mettendo K.o Ashton e la sua compagnia...

Fu grazie a quella foto che im provvidamente capii chi potessero essere i rapitori.

Michael, Calum e Ashton...

Esposi la mia teoria a Jane che impallidendo mi disse:

"Impossibile sono morti...li hai-"si interruppe strabuzzando gli occhi mi fissò negli occhi . Capi tutto...

"C-cosa significa?" Chiese impallidendo.

"Non volevo altri morti sulla coscenza quindi ho pugnalato Ashton allo stomaco, questo l'avrebbe indebolito parecchio ma non ucciso e ho chiuso gli altri due in uno sgabuzzino" risposi abbassando gli occhi. Mi sentivo in colpa ad avergli mentito. Anche se effettivamente loro non mi avevano mai chiesti Cos era successo...

Come avevo potuto non pensarci prima?...

Non ero del tutto sicura che fossero loro, ma d'altronde perché ci avrebbero rapito se non per non averci tra i piedi al campeggio e rapire tranquillamente Mary che era sotto la nostra protezione?

Tutto quadrava perfettamente...

Con mani tremanti chiamai Kate che rispose solo dopo molteplici chiamate

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Era colpa mia ,ero diventata debole, ero arrabbiata con me stessa, non ero stata capace neanche di fare l'unica cosa in cui ero brava, dovevo solo ucciderli...

Sapevo che avevo sbagliato ed ero stata sconsiderata, un errore da novellina che non avrei mai dovuto comettere, ma chissa perchè quando stavo flertando con Ashton nella sua stanza sul' isola mi vennero in mente due occhi azzuri che mi guardavano come solo lui sapeva guardarmi...

Niall, lui e il sguardo mi facevano sperare che potevo essere miglore di quello che ero, erano così dolci, e mi scavavano in profondità come se ci fosse efettivamente un anima in me. Il suo sguardo azzurro limpido mi aveva frenato, pensavo che sarebbe stato troppo cattivo ucciderli. Per colpa sua adesso io ero in questo fottuttissimo casino, avevamo appena preso l'aereo e ci stavamo dirigendo all'isola .

Sta volta nessuno ragazzino viziato dagli occhi azzurri mi avrebbe distratto dalle mie intenzioni.

Il mio cuore si stava congelando, avevo freddo ma non lo sentivo, sentivo solo un brivido che si diffondeva in me come se fosse nel sangue e circolasse in tutto il mio corpo. Il brivido della rabbia, mi volevo prendere a pugni, meritavo di rimanere a terra insaguinata, finchè non mi sarei rialzata e mai più caduta. Non pensavo più a lui e se ci pensavo mi veniva solo una grande rabbia dentro, ma non era colpa sua se io ero stata così debole e sensibile

Ma non sarebbe più capitato, non avrei commesso lo stesso errore...

"Angie, tranquilla non siamo arrabbite con te, tu per noi hai fatto così tanto, non è colpa tua" disse con tono dolce Kate, sapevo che lo diceva solo per tirarmi su di morale, perhcè se adesso aravamo tutte tre su un aereo rischiando la nostra vita e quella di Mary era solo unicamente colpa mia.

"Intrecci del destino"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora