Capitolo 36 - The die is cast

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POV harry

*6 ore prima*

L'avevo portata in un posto magnifico, niente era fuori posto. Con lei stavo bene e mi sentivo a mio agio. Tutto di lei mi attirava: i suoi occhi, la sua voce, il suo viso e le sue labbra ma soprattutto la semplicità della sua anima.

Avevamo passato il pomeriggio parlando e ridendo su quanto fossero tenere le mie fossette... mi faceva stare bene!

Durante il discorso, vedevo Kate  distante ... era molto insicura e impacciata, come se mi nascondesse qualcosa. Cercava sempre di cambiare argomento, ma non ci diedi molto peso; dopotutto eravamo nel mezzo del nostro primo appuntamento... normale essere timidi, no?

Il tramonto rendeva l'atmosfera molto più semplice, proprio come lei: semplice e bellissima. Era appoggiata alla ringhiera precaria e avevo quasi paura che potesse farsi male, ma lei sembrava così felice e non volevo distrarla dai suoi pensieri. I capelli le scendevano morbidi sulle spalle e quando si girò a guardarmi mi sentii tremare le ginocchia. Mi avvicinai a lei , le nostre fronti si toccarono, ero così vicino e lei era così bella...

Poteva essere il nostro primo bacio, ci eravamo già baciati, ma questa volta sarebbe stato voluto da entrambi e in un momento molto più romantico.

Era tutto così perfetto da sembrare irreale...
Ad un tratto una fastidiosa musichetta interruppe quel momento di pace. Subito lei fece finta di niente ma il suono sembrava non cessare così mi rivolse un timido sorriso e rispose al cellulare.

La sua espressione passò da serena a turbata

" Chi è?" chiesi io curioso.

La curiosità era sempre stata un mio difetto: se volevo sapere una cosa, facevo di tutto pur di scoprirla.

Kate non mi rispose e si allontanò a pochi passi da me. La vidi sbuffare e gesticolare. Capii solo una parola della conversazione : Angel. C'era sempre lei di mezzo, sempre lei quella che ci rovinava i momenti più belli... adesso cosa voleva ?!

La vidi ritornare dopo poco. Stava respirando a fatica e prima che gli chiedessi se c'era qualcosa che non andava lei mi precedette.

" Harry mi devi subito riportare a casa "mi disse con un briciolo di ansia nella voce.

La guardai con aria interrogativa , non riuscivo  a capire più niente...

" Ma Kate per...?" provai a chiederle ma fui interrotto

" per favore... fammi solo il favore di riaccompagnarmi a casa " la sua voce sembrava davvero disperata... Rispettai la sua richiesta e la sorpassai a passo veloce dirigendomi verso la macchina. Ero furioso, non poteva sempre mollarmi cosi, senza una spiegazione... avevo bisogno di capire il  perchè era così agitata e nervosa.

Salimmo sulla mia Range Rover nera. Il silenzio tra noi era profondo e pieno di imbarazzo. Mi accertai che si fosse seduta e sfrecciai verso l'autostrada. Passammo 10 minuti senza spicciare una parola quando presi coraggio.

" Perchè tutta questa fretta di ritornare a casa ?" Provai a chiederle. Aveva cambiato umore così all' improvviso. Un attimo prima ci stavamo baciando e l'attimo dopo voleva che l'accompagnassi a casa. Era fin troppo strano per me non fare domande.

Prese un respiro profondo poi si girò verso di me.

" Harry... non è successo niente... e... solo che J-jane sta male e ha bisogno del sostegno di entrambe quindi... "Disse balbettando e evitando il contatto visivo con me.

Balle tutte balle... non le credevo minimamente... se balbettava era perchè mentiva. Ero una persona sensibile e fin da piccolo capivo quando le persone non dicevano la verità, era come un dono diciamo.

"Intrecci del destino"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora