Capitolo 15.

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Peter's pov.
Dopo l' incontro con Lali, vado a casa. Mi addormento.
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19:00.
Mi sveglio con un maledetto dolore alla testa. Guardo l' ora. Ho dormito per 3 ore.
Mi arriva un messaggio.
"Stasera alle 23 al parco abbandonato."
Non capisco chi sia, poi mi viene una vaga idea: Benjamin. Vuole farmela pagare per il pugno.
Non andrai vero?
Ci andrò tanto non ho nulla da perdere.
Si, pensa che se ti succederà qualcosa, molte persone saranno in pena per te.
Si, spiegami chi. Non importa a nessuno di me. Ai miei genitori e a Blake sono più d' impiccio che d' altro. Non ho amici, e gli unici che avevo li ho fatti scappare via da me.
Non sono scappati via da te, loro ti stanno aspettando, stanno aspettando che tu gli dimostri di potersi fidare di te, Peter. Nessuno è mai andato via, anche Pablo ti sta aspettando, ne sono certo.
Pablo non vuole vedermi, come non vuole farlo Lali. Erano importanti per me, ma li ho fatti andare via, e non torneranno, perché io non posso dimostrargli di fidarsi di me, non mi fido neanche io.
È un po di autostima che ti manca, Peter tu sei una persona bravissima oltre che ad un ottimo ballerino. Si hai fatto molte cazzate, ma chi non le ha fatte? Devi solo chiedere scusa.
Non mi perdoneranno mai, e ora lasciami in pace.
Peter...
Peter un cazzo! Ho detto lasciami in pace! Subconscio del cazzo! Fanculo!
Mi alzo dal divano e vado in bagno a fare una doccia.
Devi smetterla Peter, guarda come ti stai riducendo.
Smetto quando voglio.

Il mio subconscio ha ragione, mi sto riducendo malissimo, ho delle occhiaie che sembrano di uno che non dorme da anni. Apro l' acqua calda e inizio a lavarmi. L' acqua che cade sulla pelle sembra come se mi lavasse dai miei peccati, ma quelli rimarranno sempre ormai. Esco dalla doccia e mi vesto. Metto il mio solito cappello e alle 22 e 45 esco di casa. Alle 23 precise sono li davanti.
Avanti figlio di puttana vieni! Hai paura?! Dico girando su me stesso. Sento colpirmi dietro la testa. Cado a terra e vedo che sono Benjamin e i suoi due amichetti. Iniziano a darmi calci e pugni, poi lo sparo.
Cosi impari a toccarmi, Lanzani se sopravvivi, sappi che è solo un avvertimento! È l'ultima cosa che riesco a sentire, poi tutto nero.
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Mi sveglio. Cerco di alzarmi, ma mi fa male dappertutto, soprattutto sulla pancia. Metto una mano e noto il sangue. Cazzo, mi hanno sparato li. Mi alzo piano e mi trascino fino a casa di Lali.
Lali's pov.
Euge, ti va di fare un pigiama party?

Certo, arrivo tra 5 minuti, a dopo nana.

Ciao China.
Chiudo al telefono e ordino le pizze dato che sono gia le 20.
Dopo poco bussano, vado ad aprire.
Eu. Dico abbracciandola.

Ciao Lali. Entra in salotto. Ahhhhh! Sento urlare.

Che c'è?!

Dov'è la pizza?! Io scoppio a ridere.
Quanto sei scema, mi hai fatto prendere uno spavento!

Ti pare che stia scherzando?!
Dimmi dov'è la pizza! Dice strattonandomi.
Bussano.
Eccola. Apro la porta e pago. Entro con gli scatoli delle pizze. Euge mi si fionda addosso.
Ehi! Aspetta! Prima il pigiama.
Lei sbuffa. Mettiamo il pigiama e ci sediamo a mangiare.
Hmmmm! Euge, ho visto Peter.

Che?!

Si, e dove dire che sarebbe stato meglio non vederlo.

Come mai?

Era ubriaco fradicio, e anche drogato. Ti assicuro mi ha fatto pena. Aveva certe occhiaie...

Mi dispiace, in fondo e un bravo ragazzo.

Già.
Ci mettiamo a vedere la tv e dopo circa un oretta Euge rompe il silenzio.
Devi dirmi la verità ora Lali, basta mentire. Tu lo ami?

...

Lali!

Porca puttana! Devo dirti la verita?! Bhe si. Ok?! Cazzo. Si. Credo di essermi innamorata di lui. Ma io non voglio. Ecco perché nn lo dico. Perché cosi forse nn dicendolo mi autoconvinco di non provare niente. Cazzo, un giorno prima vivi la tua vita felice credendo che non c'è amore, poi ti innamori di un coglione che fa una scommessa su di te. Ma non serve a niente non ammetterlo. Perché lo sogno. Ogni sera. Appena mi sveglio il mio primo pensiero è lui. E anche prima di addormentarmi. È come se non smettessi mai di pensarlo. È un pensiero fisso. Anche se nn voglio. E questa cosa mi fa anche paura. Perché so che comunque non ci metteremo mai insieme, perchè lui non prova niente per me, e che quindi questo maledetto sentimento non ha senso. Ma non riesco a non pensarlo. Ormai non me lo scordo più, lo so. Dio. Innamorata di uno che non sa che esisto. Non doveva finire cosi. Dico con le lacrime agli occhi.

Beh guarda, è un passo avanti: 1) hai ammesso che l' amore esiste. 2) hai usato 4 parolacce e un imprecazione in un dialogo. La mia nanetta cresce!
Mi abbraccia, anche io l' abbraccio. Sentiamo bussare.
Che ore sono?

Mezzanotte. Apriamo la porta spaventate e mi ritrovo Peter davanti sanguinante.
Cazzo, Peter, che hai fatto?

A-aiutami, ti prego. Cade a terra. Io mi accascio a terra e piango accarezzandogli i capelli.
Euge chiama un ambulanza! Urlo tra le lacrime. Euge afferra due felpe, e i cellulari e arriva l' ambulanza.
Caricano Peter in barella ed io e Euge saliamo in ambulanza.
Arriviamo in ospedale, io corro accanto alla barella.
Non può entrare signorina.
Mi dice un infermiera bloccandomi.
Dai, Lali sediamoci. Euge mi tira per un braccio. Mi siedo e lei mi abbraccia accarezzandomi i capelli e cantando la solita canzone. Mi addormento cosi.

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