C'era qualcosa che proprio non tornava, qualcosa di fuori posto.
Si era svegliato, ma vedeva tutto completamente nero, anche se era più che sicuro che fosse mattina molto presto. Provò ad alzarsi, quando all'improvviso sentì una sottospecie di grugnito che lo fece spaventare non poco. Cominciò a tentoni a tastare il materasso con una mano, finché con essa non colpì qualcosa di morbido che subito dopo capì essere qualcuno. La preoccupazione si fece largo in lui, cosa stava succedendo? Chi poteva essere quel qualcuno che stava dormendo accanto a lui? Con la mano continuò a tastare in cerca di risposte. Ma quando capì di aver colpito, e neanche piano, il viso di quel qualcuno, sentì distintamente l'inconfondibile voce di Gilbert lamentarsi dal dolore e dal fastidio.
-Ma che diamine?!- Urlò il più grande, che si era ritrovato nella stessa situazione del castano. -Gilbert? C-Che sta succedendo?- Domandò, sempre più in imbarazzo. Voleva uscire da quell'assurda situazione, avrebbe tanto voluto accendere la luce di quella presunta stanza in cui si dovevano trovare. Non capiva come diavolo ci fosse finito nel letto insieme a quel troglodita ed era sicuro che quello non fosse il suo letto. Non era la sua camera da letto e ed era più che convinto che casa sua ora era lontana chilometri e chilometri. -Lo dici a me? Possibile che qui non ci sia nemmeno un interruttore?!- Sbottò, mentre Lovino con una mano tastava il muro accanto alla presunta testiera del letto su cui erano.
Lovino era completamente rosso in viso, si sapeva che con gli uomini non riusciva a interagire tranquillamente. Poi, se ne accorse solo in quell'istante; sotto quelle che dovevano essere delle coperte era completamente nudo.
Arrossì ancora più e esultò mentalmente che le luci fossero spente. Si chiese se anche Gilbert fosse a conoscenza del fatto che fosse nudo, sempre se anche lui lo era.
-Senti, dobbiamo in qualche modo cercare di alzarci, trovare un interruttore della luce e capire come diavolo ci siamo finiti qui.- Disse deciso. -No! Non possiamo alzarci!- Gridò, non poteva mica rischiare di riuscire a trovare una luce per poi farsi vedere completamente nudo!
-Perché no? Ti sembra forse divertente? Per caso sei complice di chi ci ha portato qui?- Domandò irrequieto, tastando con una mano a mezz'aria per capire dove fosse il viso dell'altro. -No! Ma sei impazzito per caso? È che... ehm... non possiamo scendere perché...- S'interruppe, quando sentì distintamente una mano colpire la sua guancia. -Oh, ho trovato la tua faccia. Ora, alza quel culo e usciamo da qui!- Sbottò, mentre Lovino non faceva altro che arrossire al solo pensiero di farsi vedere nudo da Gilbert.
Non poteva negarlo, provava una sorta di attrazione per lui, ma non aveva mai preso sul serio quel sentimento. Si ripeteva che quella era solo una fase di passaggio e che tutto sarebbe passato, prima o poi.
Lovino era quasi sul punto di rispondere in qualche modo, ma sentì la mano di Gilbert posarsi per sbaglio, forse, sulla sua vita coperta solo dal lenzuolo. -Che stai facendo?! Leva quella mano!- Gilbert la tolse subito, ma dato che fu un gesto distratto e veloce, andò a colpire il mento del castano. -Ahi!-
-Dov'è il tuo ciuffo? Ah, eccolo!- Gilbert, divertito, con la mano andò ad afferare il ricciolo di Lovino, il quale si agitò ancora di più. -P-Piantala!- Balbettò, cercando di usare un tono convincente e autoritario. Ovviamente senza riuscirci.
-Lo sai che sono nudo?- Disse tranquillamente Gilbert, per poi scoppiare a ridere. -A-Anche i...- Si fermò, ma troppo tardi, perché ormai Gilbert aveva sentito ciò che voleva sentire. Anche se ne era già a conoscenza.
-Oh be', allora, già che siamo qui... potremmo...- Lovino era un pomodoro, sapeva cosa stava per succedere... ma non era affatto pronto!
-F-Fermati... c-che vuoi fare?!- Ecco, le solite domande stupide che gli uscivano d'istinto dalla bocca.
Gilbert non rispose, con la mano riuscì ad afferrare al primo colpo il membro del più piccolo. Quest'ultimo sobbalzò dalla sorpresa. -G-Gilbert! Lasc- Ahh!- Stava provando piacere, odiava ammetterlo ma era così, e la mano di Gilbert che non si fermava di certo non era d'aiuto.
-Sai? Ho sempre voluto farlo.- Disse, per poi riuscire ad infilare la mano sotto le coperte, per afferrare meglio il membro del castano.
-Lasciami Gilbert! Sei impazzito?!- Strillò, cercando inutilmente di liberarsi dalla forte presa del più grande. Il fatto che non gli avesse ancora tirato un pugno era perché; primo, non vedeva un emerito cavolo e, secondo, perché in fondo nemmeno lui voleva che smettesse.
Sì, effettivamente era un po' da "poco di buono" non ribellarsi a quell'assalto, ma diamine, era come se avesse aspettato quel momento da una vita! Era finalmente lui, era Gilbert e, cavolo, ciò che gli stava facendo gli piaceva!
Gilbert sapeva che ormai niente lo avrebbe fermato, sapeva che Lovino non avrebbe fatto più nulla per liberarsi. Voleva farlo suo, come da tempo aveva desiderato.
-Fermati! S-Se qualcuno ci stesse guardando?- Chiese il castano, temendo veramente che chi li avesse ficcati in quella situazione stesse ora spiando le loro reazioni. Gilbert fermò la mano, senza ovviamente staccarsi del tutto dal membro dell'altro.
-Nah, non preoccuparti. Adesso continuiamo e basta.- Disse, con voce roca e sensuale, ormai non lo avrebbe fermato più nessuno. Poi riprese immediatamente a muovere la mano, si chinò e, con poche difficoltà, trovò il collo di Lovino, sui cui affondò le labbra. Lovino gemeva, ormai era troppo eccitato, il cuore batteva a mille e il suo viso, anche se non si vedeva, era completamente rosso.
-G-Gilbert... ahhh!- Gemette.
Voleva di più, voleva che Gilbert lo possedesse e all'istante. Si vergognava tantissimo in quel momento, ma qualcosa gli diceva che non ce n'era alcun bisogno. Non voleva fermarsi.
Il più grande spostò la mano alla fessura dell'altro, penetrandolo con le sole dita. Le mosse all'interno, scaturendo dei gemiti sempre più forti. Lentamente, da una passarono a tre dita, finché non si fu abituato del tutto.
Si posizionò e con qualche difficoltà riuscì ad accompagnare la sua erezione alla fessura del più piccolo, penetrandolo. Lovino Gemette ancora più forte, sentiva la persona di cui era innamorato così vicino, la sentiva.
E sapeva che quello che stava succedendo avrebbe cambiato il loro rapporto, era convinto che quella vicinanza e quell'intimità le sarebbero mancate una volta svanite. Sapeva che quello che stava provando non era più solo attrazione, bensì qualcosa di più. Qualcosa che a volte può davvero far paura.
Gilbert era combattuto, com'era possibile che da semplice attrazione, ora volesse solo poter vedere il suo viso? Che c'entrava la sua faccia con il desiderio sessuale che provava? Perché era così curioso di vedere quelle guance arrossate? Mandò al diavolo tutti quei pensieri e, senza pensarci una volta di più, tastò con la mano libera la parete difronte a lui.
Con una mano si teneva sollevato per non cadere sul corpo già sudato dell'altro, mentre quest'ultimo con le braccia circondava il corpo muscoloso del più grande che stava sopra di lui.
Mentre il suo bacino sbatteva contro quello del castano, sentì del liquido vischioso sfiorare il suo braccio, segno che Lovino aveva raggiunto l'orgasmo. Poco dopo, tra pesanti respiri e gemiti di entrambi, anche lui venne tra le strette pareti del più piccolo.
Prese dei respiri profondi quando trovò l'interruttore nascosto dietro la testiera del suo letto. Lo premette e ciò che vide fu forse la cosa più bella di qualunque altra. Lovino era completamente arrossato, il suo petto si muoveva velocemente, i capelli erano arruffati e dalla bocca semiaperta usciva e entrava l'aria in maniera anormale. I suoi occhi, ora completamente spalancati dalla sorpresa, si persero in quelli ammaliati del più grande sopra di lui. Gilbert ansimava leggermente, aspettò con ansia la reazione di Lovino, che non tardò ad arrivare. Infatti si coprì la faccia con le mani, per cercare in qualche modo di nasconderla.
-C-Come ci siamo finiti così, Gilbert? Mi sento così strano...- Sussurò. Era in imbarazzo, non sapeva come comportarsi, perché cavolo quella luce ora era accesa? Non conosceva quel posto, anche se non era riuscito a vederne gran parte. Il suo cuore era come andato in tilt e scalpitava nel suo petto.
Gilbert avvicinò le mani a quelle dell'altro, per spostarle delicatamente dal suo viso. Quando lo scoprì del tutto, Lovino sviò lo sguardo e piegò la testa di lato, mentre nella sua testa si facevano largo solo numerose domande.
Avvicinò di più il viso, fino a trovarsi le sua labbra a un centimetro da quelle dell'altro. Le baciò lievemente, per poi staccare subito la bocca e godere delle guance ancora più arrossate dell'altro.
-Scusami, scusami se sono stato così diretto... io...- Strizzò per un momento gli occhi, trovandosi solo in grande difficoltà. -Io l'ho fatto solo perché... perché mi piaci Lovino!- Confessò, mentre l'imbarazzo cominciava a farsi sentire. Lovino sgranò gli occhi, non poteva crederci; Gilbert, che faceva tanto lo spaccone, ora stava confessandogli i suoi sentimenti.
-E, confesso, sono stato io a portarti qui. Ho fatto ciò che in quel momento mi era passato per la testa e ho agitò come un codardo. Credevo che così sarebbe stato tutto più facile, però ora che ho davvero capito quello che provo... tutta questa messa in scena mi sembra così ridicola. Perdonami Lovino, ora ti lascerò andare.-
Lovino aveva le lacrime agli occhi, era arrabbiato con Gilbert per averlo addormentato e portato nel suo letto, ma in quel momento lo capiva. Perché era esattamente ciò che provava anche lui, se ne fregò altamente di quello che gli aveva fatto, perché ne era innamorato.
Sorrise, mentre una lacrima sfiorava la sua guancia. -Gilbert... non c'era bisogno di tutto ciò... e non voglio sapere come tu abbia fatto ad addormentarmi e portarmi qui. Anche se non ci vorrebbe un genio per capirlo. Ma sono contento che tu l'abbia fatto... t-tu... tu mi piaci G-Gilbert.- Balbettò, e Gilbert ricambiò il sorriso, accarezzandogli la guancia rossa.
-Lovino, perdonami, perdonami!- Esclamò e all'improvviso si buttò sul corpo del più piccolo, abbracciandolo e stringendolo forte tra le sue braccia.
Sentiva il suo cuore attraverso il petto, stava battendo così forte per lui. -Grazie... Gilbert.- Mormorò, ricambiando l'abbraccio.
***
Ma tu guarda quel discolo che rapisce persone! Ma è giustificato perché lo fa per amore... forse... no, rapire persone non è la soluzione, ma in questa OS sì! :')
Non so davvero come mi sia venuta quest'idea, però spero vi sia piaciuta! :3
E ovviamente mi scuso se non vi siete trovati d'accordo con alcune cose, ma non posso farci niente dal momento che io non ho mai visto quest'anime...
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One-Shots [yaoi] Ouo
FanfictionUna raccolta di One-Shots di alcune ship di anime e manga vari. Solo yaoi. *^*
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