Capitolo 6

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“Harry, sei completamente ubriaco” dissi, appoggiando entrambe le mani sul suo petto per reggerlo, per non farlo cadere addosso agli altri invitati. Cercai con gli occhi una qualche altra persona disposta ad aiutarmi a prendermi cura del riccio.

Mentre cercavo, non mi accorsi che Harry si era allontanato da me e aveva cominciato a girovagare per la casa da solo, scontrandosi con gli invitati, ricevendo insulti dai ragazzi e sguardi d’approvazione da parte delle ragazze.

Lo raggiunsi e, appoggiandomelo sulla spalla, cercai di portarlo in camera sua. Quando riuscii ad arrivare, chiusi la porta alle mie spalle e lo feci stendere sul letto, mettendolo comodo.

Feci per andarmene, ma mi afferrò il polso velocemente, facendomi voltare verso di lui. Ringraziai mentalmente che non mi avesse afferrato il polso sinistro.

“Rimani con me” sussurrò con una voce impastata tra il sonno e l’alcol. Mi avvicinai al letto, per poi sedermi a terra e appoggiare la testa al letto.

“Sei rimasta”. Voltò il capo riccioluto verso di me e sorrise. Si avvicinò e poggiò la sua fronte sulla mia, accarezzandomi dolcemente la guancia.

“Sì”. Sono rimasta solo perché nessun altro si sarebbe presto la briga di occuparsi di te stasera, Harry. Mi alzò il volto con un dito, incastrando i miei occhi nei suoi.

“Non fare qualcosa di cui poi ti pentiresti, Harry”. non mi ascoltò minimamente e si avvicinò ancora di più al mio volto.

“Non mi sto pentendo di nulla, Adele”.

Quando le sue labbra incontrarono le mie, nella mia testa partì velocemente Kiss me la canzone di Ed Sheeran. Un’esplosione di emozioni s’impadronì del mio essere presente in quella stanza, facendomi volare in alto, verso la luna che splendeva fuori dalla finestra.

La sua lingua cercava, con disinvoltura, la mia peggiorando l’esplosione che si stava calmando in me. Un altro tornado, forte, spazzò via il mio cervello.

Ero abbastanza cosciente, mentre le nostre labbra danzavano allo stesso ritmo, tanto da alimentare, con paura, una domanda. E se si fosse dimenticato di tutto questo? Insomma, è ubriaco. Si dice, però, che quando una persona è ubriaca tenda alla verità.

Mentre concludevo le mie riflessioni, le sue labbra fecero sempre meno pressione sulle mie, fino a distaccarsi completamente. Mi scostai anch’io di malavoglia e lo guardai negli occhi, perdendomi in quel meraviglioso prato estivo.

Sorrise. “Non ci ha interrotti nessuno stavolta”.

Mi lasciò un altro bacio sulle labbra e poi, si lasciò cadere pesantemente sul cuscino, addormentandosi, sotto il mio sguardo sorprendentemente sorridente.

Mi svegliai sbuffando, dopo essermi rigirata diverse volte nel letto, per colpa di un raggio di sole che penetrava, insistentemente, nella camera.

Alzai leggermente la testa, constatando di indossare ancora il vestito della sera precedente, di non essere sdraiata nel mio letto e di non essere nella mia stanza.

Appoggiandomi sul gomito, mi massaggiai la fronte. La camera era quella di Harry che, però, non era più sdraiato dove lo avevo lasciato. Tuttavia io, non mi ero sdraiata accanto a lui, ora che ricordo.

“Buongiorno”. Mi voltai verso la voce e sentii le guance prendere improvvisamente fuoco. Davanti a me vi era un Harry ricoperto solamente da un asciugamano bianco. Dovevo ammettere che aveva un fisico davvero niente male. Le spalle larghe, un busto che sembrava scolpito da Michelangelo in persona e le braccia muscolose quanto bastava. Ecco spiegato il motivo per cui il sabato precedente non ero riuscita a levarmelo di dosso mentre dormiva.

She wrote on her armsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora