XV.

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Avevamo passato una bella mattinata: era stato stupendo vedere quei bambini sorridere per un po' e anche Giulia con quella scusa si era distratta. Credo che tutti quanti dovrebbero passare un po' del loro tempo a rallegrare i meno fortunati: non costa molto, solo qualche attimo di spensieratezza di cui tutti noi abbiamo bisogno. Infatti la cosa più sorprendente è stata quella di ricevere un sacco di energia positiva da questi piccoli scriccioli. In teoria sarei dovuta essere stata io a rallegrare la loro vita e invece sono stati loro a risollevarmi il morale e a farmi sentire importante.

Nel pomeriggio avevo deciso di stare a casa per studiare per l'indomani. Papà e Laila erano a lavorare, Lucia e Lorenzo a scuola e la piccola Aurora dormiva beata. Io ero in cucina a studiare filosofia e mi chiedevo a cosa stesse pensando Hegel quando teorizzò il suo panlogismo, che a sentirlo così sembrava persino una brutta parola. Odiavo la filosofia, non faceva assolutamente per me. Ero più la tipa da matematica: credevo infatti che questa materia fosse stupenda, perché ad ogni domanda che le ponevi, lei ti sapeva quasi sempre dare una risposta e motivartela. La filosofia invece si perdeva in giri lunghissimi di parole per spiegare concetti il più delle volte assurdi. Insomma, la trovavo molto distante da me.

Presi il telefono per distrarmi e vidi che avevo tre messaggi. Lessi il primo, era Giulia: "Grazie per oggi, mi hai fatto stare veramente bene. Sei un'Amica. P.s.: il tipo di oggi chiede di te!! Ahahah"

Sorrisi e le risposi subito: "Ci mancherebbe, l'ho fatto col cuore perché te lo meriti. Cosa vuole da me? Hai scoperto altro sulla sua misteriosa identità?" inviai. Quel ragazzo era proprio affascinante e mi stupiva proprio che avesse chiesto di me. Chissà cosa voleva... e soprattutto chissà perché era finito lì dentro.

Bip-bip, mi aveva subito risposto, con un messaggio audio. Lo ascoltai: "Allora, si chiama Alessandro, ha la nostra età e mi ha detto di essere il veterano dell'ospedale. Ho notato che ha una gamba artificiale, ma non so perché gli abbiano amputato la sua." Ah ecco perché si toccava sempre la gamba, pensai. "prima è passato e mi ha detto una cosa tipo 'ho saputo cos'hai fatto stamattina con la tua amica, allora non sei proprio così stronza come immaginavo'. Guarda, me lo sarei voluta mangiare in un sol boccone, ero fuori di me, ma poi mi ha sorriso e mi sono sciolta. Hai visto che sorriso che ha? Comunque poi si è presentato e mi ha detto tutto quello che ti ho detto prima, ma poi è dovuto andare via perché lo hanno chiamato per una radiografia. È un figo da paura!" era finita la nota audio e le risposi io con un sms: "Hai visto che hai trovato per chi farti bella?! In effetti è proprio un bel ragazzo e, che ne sai, potrebbe rivelarsi l'amore della tua vita." Era un bene che a Giulia piacesse quel ragazzo, almeno si sarebbe distratta un po'.

Poi proseguii con la lettura degli altri sms, il secondo era di Ilaria: "Ciao Lau, come stai? Stavamo pensando io e le altre di andare in ospedale da Giulia. Vuoi venire con noi?"

"Ciao Ila, va meglio. Alla fine stamattina sono passata da Giulia e siamo già state insieme, quindi andate pure voi senza di me, sarà per un altro giorno. In più oggi pomeriggio devo badare alla mia sorellina, quindi mi è proprio impossibile raggiungervi. Salutate Giulia anche da parte mia. Ci vediamo domani". Finalmente anche le altre ragazze si erano decise ad andare a trovare la loro amica. Giulia ci stava male per questa cosa, anche se non lo dava a vedere.

Terzo ed ultimo sms: Carmine. Non credevo che dopo quello che era successo ieri lui mi avrebbe voluto sentire ancora e invece ecco un suo messaggio.

"Ciao Laura, so che molto probabilmente non mi vuoi sentire, ma ho bisogno di chiarire con te questa situazione. Ci possiamo vedere?"

"Ciao Carmine, in effetti anche io vorrei chiarire il tutto. Vieni a casa mia e ne parliamo.".

Una decina di minuti dopo Carmine suonò alla porta. Gli aprii. "Entra" gli dissi un po' freddamente.

"Ciao Laura" mi salutò lui impacciato e imbarazzato dalla situazione.

"Allora, che mi dovevi dire?" sapevo benissimo in quel momento di risultare antipatica, ma lo volevo mettere alla prova.

"Possiamo sederci?"

"Certo" e ci accomodammo sulle sedie del tavolo in cucina.

"Mi dispiace per quello che è successo ieri sera. Non volevo baciarti, cioè, in realtà volevo ma non volevo".

Lo guardai perplessa e confusa. "Spiegati"

"Non volevo baciarti, perché so bene che tu non mi vuoi come fidanzato, così come io non ti voglio come fidanzata. Però in quel momento avevo bisogno di affetto e l'unico modo che mi sembrava possibile per riceverlo era un bacio. E per me è stato bellissimo, perché è stata una dimostrazione di un grande sentimento tra due persone che in quel momento avevano bisogno di complicità per stare bene, però non voglio neanche che questo chiamiamolo errore possa rovinare tutto. Io ti considero una grande amica, perché, anche se ci conosciamo da poco, con te sono riuscito a confidarmi dei miei segreti più intimi. E ti ripeto che non voglio una storia d'amore con te, voglio solo un'amicizia."

"Ho capito Carmine, ho capito benissimo quello che intendi. Anche io voglio una grande amicizia con te e credo che i presupposti per creare un rapporto stabile ci siano, perché io mi trovo veramente bene con te, mi sento a mio agio e mi sento capita e non voglio che uno stupido bacio possa rovinare tutto."

"Allora, pace?"

"Pace! Facciamo finta che quel bacio non ci sia stato!"

Ci alzammo e ci abbracciammo forte, come solo noi sapevamo fare. Peccato che la piccola Aurora decise ben bene di svegliarsi proprio in quel momento.

"Scusami, devo andare dalla piccola!"

"Ci mancherebbe, vengo anche io, mi fa piacere vederla e giocarci un po'."

"in effetti immaginavo". Mi guardò con uno sguardo dolce, eccolo di nuovo lì il mio amico.

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