4-Una settimana dopo

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Finalmente oggi è venerdì, questo vuol dire che domani posso riposarmi per bene.
Sono le 09:00 del mattino e la prima lezione è quella di letteratura alle 10:30.
Decido di farmi una doccia prima di uscire.
Esco dalla doccia dopo una buona mezz'ora, avvolgo i capelli con un asciugamano e vado in camera per scegliere i vestiti.
Oggi mi sento un pò più carina, quindi decido di mettermi un vestitino nero con la calzamaglia e gli anfibi.
Vado in bagno asciugo i capelli e gli lascio slegati, poi mi metto un filo di eyeliner, mascara, blush e vado a fare colazione.
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Arrivo all'università con 15 minuti di anticipo e continuo a pensare al furgone dei traslochi davanti casa, sapevo che l'appartamento di fronte casa fosse vuoto ma non pensavo fosse in vendita!
Persa nei miei pensieri quasi non mi accorgo di essere a qualche metro dall'aula di letteratura.
Appoggiata allo stipite della porta vedo una figura alta e snella che non mi sembra di aver mai visto qui.
Decido di avvicinarmi e mentre cammino avverto una strana scossa di tensione, ma non ci do tanto peso, dopotutto non capisco neanche perché mi sto agitando per qualcuno che nemmeno conosco.
Più mi avvicino a quella figura più l'ansia aumenta, non posso fare a meno di notare le spalle fasciate alla perfezione da una camicia a quadri nera a blu, una volta vicina non posso credere a ciò che vedo:
"Hey Smemorata! Ti ricordi di me vero?" Chiede con quel sorriso magnetico.
COME POSSO ESSERMI DIMENTICATA DI TE! Suggerisce il mio subconscio.
"Ehm si certo, Matthew giusto?" chiedo cercando di evitare il suo sguardo.
"Si beh è il mio nome ma come ti ho già detto puoi chiamarmi solo Matty!
Comunque non sapevo venissi qui a studiare, beh certo che non potevo saperlo, ehm sì ecco questa è la classe della Sig.ra Christensen?"
Mi chiede torturandosi le mani, sembra agitato e questo lo rende ancora più adorabile!
"Si è questa, quindi se ti va possiamo entrare e andare a sederci insieme?" ASPETTA!
Gli ho fatto davvero questa domanda?
Mi stupisco della mia intraprendenza nel porgli questa domanda.
"Certamente, non mi va di sedermi con chi non conosco"
Detto questo entriamo e come al solito l'insegnante deve ancora arrivare, così lo conduco all'ultimo anello e ci accomodiamo su due posti vicini.
"Come mai letteratura?" chiedo senza pensarci, ma prima che lui possa rispondermi entra la Christensen e dice subito:
"Ragazzi per questa settimana vi assegno un compito da fare in coppia, dovete scrivere le vostre opinioni sul metodo di scrittura di due autori a scelta e fare una tesi su un libro per ciascun autore, ora se volete scusarmi devo scappare, quindi avete quest'ora libera, fossi in voi la utilizzerei per formare le coppie e scegliere gli argomenti da trattare. Chi farà un bel lavoro, a fine corso avrà più possibilità di fare un buon esame finale. Buon fine settimana!"
Dice, congedandosi.
Mi giro verso Matty perché mi accorgo che mi sta fissando e spontaneamente chiedo:
"Allora ti va se stiamo a coppia insieme ?"
Sorride e annuisce ma prima che io possa aggiungere qualcos'altro mi zittisce dicendo:
"<<A suo tempo l'aveva amata molto, e dopo non aveva considerato nessuna donna alla sua altezza, ma salvo una naturale sensazione di curiosità, non aveva alcun desiderio di incontrarla di nuovo. Il suo potere su di lui era svanito per sempre.>> Ecco perché la letteratura"
JANE AUSTEN.
"Persuasione....Mi piace quel libro anche se.."
"Anche se il tuo preferito è Orgoglio e Pregiudizio vero?" dice non lasciandomi finire.
Sono così prevedibile? Penso annuendo in risposta.
"Comunque si mi va bene, solo che io mi sono appena trasferito e ho casa sottosopra quindi potremmo vederci da te se non è un problema..."
È arrossito!!!
Oddio vorrei baciargli tutto il viso e...Ma cosa dico? Penso di dover proprio riposare questo week-end.
"Figurati va più che bene, tanto vivo da sola in un appartamentino non tanto lontano da qui"
Dico senza smettere di sorridere.
"Ah sì? Dove precisamente?" Mi chiede incuriosito.                                                                                           "Al 12 di Mogany Street"                                                                                                                                         Quasi gli si spalanca la bocca dallo stupore, poi comincia a ridere e mi dice "Allora mi sa che non sarà un problema, mi sono trasferito lì!" 

In quel momento realizzo! Il furgoncino dei traslochi davanti al palazzo, l'appartamento vuoto... oltre ad abitare nella stessa palazzina saremo pure uno di fronte all'altro??? Spero sia qualche altro appartamento vuoto che io non ho mai visto!                                                                                       "Sto al numero 23 e tu?" mi chiede, confermandomi che la sfiga gira sempre dalla mia parte.

 "Io sto al 24! Non dovrai nemmeno sforzarti di cambiare piano!" gli dico cercando di tenere per me quel che penso. " Sei seria? saremo veramente uno di fronte all'altro??" chiede spalancando gli occhi, "Già" è tutto quello che riesco a dire in risposta.                                                                          

~~~~~~                                                                                                                           

Finalmente questa giornata è finita, non sono riuscita a concentrarmi molto sulle lezioni, perché pensavo a lui, alla sua voce, al suo sguardo, al suo sorriso....

Adesso basta, non lo conosci neanche! Suggerisce il mio subconscio.

Esco dall'università e trovo Matty appoggiato ad un'auto nera , è una Chevrolet Chevelle, devo ammettere che è davvero uno spettacolo. Ora che ci penso mi aveva detto che avrebbe finito un'ora prima di me, perché è ancora qui? Mi avvicino e non appena mi nota sorride mostrando le fossette.
"Pensavo ti servisse un passaggio, sai dato che ora siamo vicini potrei accompagnarti"
Oh mio dio!
"Sei stato qui fuori un'ora per potermi dare un passaggio quando sarei potuta tornare a piedi in 20 minuti? Penso che tu sia del tutto pazzo, ma questa è la macchina dei miei sogni, quindi accetto volentieri"
Da perfetto gentiluomo mi apre la portiera e la richiude, una volta in macchina noto con quanta cura sia stata tenuta e che profumo buonissimo ci sia qui.
"Ti piace la mia piccola quindi! Sei appassionata di macchine vintage" mi domanda.
"Si, beh mi piacciono le belle macchine, tutto qui" Mi giro verso di lui e non posso fare a meno di pensare a quanto sia bello, passiamo alcuni secondi, che a me sembrano ore, a fissarci fino a quando lui non distoglie lo sguardo e fa partire la macchina.

Mi chiamo BaylieLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora