Capitolo tre

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Stiles era pietrificato sulla sedia.

Lydia aveva una figlia?

Come...? Quando?

Lydia invece trattenne il respiro per quelli che le sembrarono minuti.

Il cuore che batteva all'impazzata, le mani sudate e tremolanti.

"Lui è Stiles, un amico della mamma", riuscì finalmente a rispondere Lydia, non osando alzare lo sguardo verso il ragazzo alla sua destra.

Nella testa si Stiles risuonava la parola 'mamma' come un mantra.

Quando diavolo era successo?

I suoi pensieri vennero interrotti dalla bambina, che Stiles presumeva non avesse più di 4 anni, "Ciao, Stiles", la bambina, spigliata proprio come Lydia, allungò una mano verso il ragazzo, esattamente come facevano nei film che piacevano tanto a sua madre, "Io sono Allison".

Gli occhi di Stiles cercarono quelli verdi di Lydia non appena udì quel nome.

La ragazza morta ormai sei anni prima era ancora nel cuore di tutti loro.

"Ciao", il ragazzo strinse la manina della bambina mentre un sorriso dolce gli attraversava il viso.

La piccola aveva i capelli dello stesso colore di Lydia, quello che lui stesso aveva ribattezzato 'biondo fragola' e la carnagione pallida.

L'unico particolare che la differenziava dalla mamma erano gli occhi nocciola, grandi e vivaci che stavano proprio bene su quel visetto paffuto.

Stiles le accarezzò una guancia arrossata e si fermò ad osservare il suo nasino all'insù.

Il primo pensiero che gli attraversò la mente fu 'assomiglia al mio'.

Allison, un po' imbarazzata dalle attenzioni di quello sconosciuto, guardò sua madre che era in piedi e teneva la mano stretta al bancone della cucina. Che strana.

La bambina fece per parlare, ma tutto quello che uscì dalla sua bocca fu uno sbadiglio ed improvvisamente Lydia sembrò risvegliarsi, "Vieni, tesoro, ti riporto a dormire", disse prima di prenderla in braccio e portarla al piano di sopra nonostante Allison la pregasse di non farlo.

Nel frattempo Stiles, che era ancora seduto in cucina, continuava a fare dei veloci conti nella sua mente.

Lui era stato con Lydia proprio 4 anni e 7 mesi prima.

No, no, non poteva essere.

Quando la ragazza scese dalle scale restò sorpresa nel vedere Stiles alzarsi velocemente e quasi correre verso di lei, "Quanti anni ha?", la voce dura, quasi ferita.

A Lydia mancò il respiro, non poteva succedere adesso.

"Quasi quattro", soffiò fuori la ragazza.

Se Stiles non le fosse stato così vicino non l'avrebbe neanche sentita.

"È mia?", Stiles lo disse così, senza far trasparire alcuna emozione, il volto vuoto, gli occhi leggermente spalancati.

'Si' avrebbe voluto urlare lei.

Ma Lydia non poteva farlo, avrebbe rovinato tutto.

Nonostante l'unica cosa che volesse per sua figlia fosse la felicità, non poteva far accadere tutto così velocemente.

Né Allison né Stiles avrebbero retto.

"No, che ti salta in mente?!", le parole uscirono di scatto, conosceva Stiles e sapeva che ogni sua esitazione non avrebbe fatto altro che alimentare i dubbi di lui.

"Lydia, ti prego. Dimmi la ver-"

"Lei è-è nata prematura. A 7 mesi. Non è tua, credimi", la ragazza lo interruppe guardandolo negli occhi, facendo appello a tutte le sue forze per non scoppiare in lacrime.

Dovevano conoscersi prima, poi avrebbe detto tutto.

Aveva bisogno almeno di qualche settimana.

"Il-il padre si chiama Mark. L'ho conosciuto quando eravate già partiti per il college. Avrei dovuto partire anche io, ma ho scoperto di essere incinta", non era la prima volta che raccontava questa storia, sempre uguale, veloce e senza troppi dettagli.

Erano ormai quattro anni che era costretta a mentire a chiunque la conoscesse e le chiedesse chi fosse il padre.

Solo sua mamma sapeva la verità ed ogni volta le ripeteva che doveva dirlo a Stiles, che era un bravo ragazzo e lo avrebbe accettato.

Ma la decisione finale spettava a Lydia.

"Lui lo sa?", Stiles era ancora sconvolto, certo il nodo allo stomaco si era sciolto e le mani avevano smesso di tremolare, ma non riusciva a calmarsi del tutto.

Davvero aveva pensato che Lydia potesse nascondergli qualcosa di così importante?

"Si... Ma non ha voluto responsabilità", sempre la stessa bugia.

"Bastardo", Stiles strinse i pugni, che razza di stronzo potrebbe mai lasciare una ragazza di 18 anni da sola in una situazione del genere?

"Gia", Lydia cercò di sorridere, ma gli occhi non collaborarono con la bocca.

Stiles attribuì gli occhi lucidi della ragazza al racconto e ai ricordi che tutto ciò le portava alla mente.

Stettero a parlare delle loro vite per altri venti minuti circa, ogni secondo era come un coltello dentro lo stomaco Lydia.

Quando Stiles la salutò e chiuse la porta, con la promessa che si sarebbero rivisti, la ragazza si accasciò sul pavimento freddo e scoppiò a piangere.

Come avrebbe fatto?

Just You and I || StydiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora