Mi ero addormentato con la testa poggiata al suo letto e la mia mano che stringeva la sua. Mi svegliai appena sentii la sua mano che stringeva la mia: si era svegliata.
Scattai di colpo e guardai subito i suoi occhi per vedere se si aprivano, ma nulla. Poi, dopo qualche secondo, eccoli...quei meravigliosi occhioni azzurri si aprirono e mi guardavano intensamente.
Fu una sensazione bellissima quella di riguardarci negli occhi dopo molto tempo; erano passate più di 3 settimane dall'ultima volta...
«P-pa-pau-»
«Shh...» Gli dissi. «Non sforzarti.» Presi ad accarezzargli la fronte, era bollente.
«Paulo...» Riuscì a dire il mio nome, anche se a fatica e fu il regalo più bello che potesse farmi. «Paulo non ci vedo.»
Non riuscivo a capire cosa intendesse.
«Come non ci vedi?»
«No, vedo tutto nero...» Respirava a fatica e parlava molto lentamente, ma riuscii a capire cosa stava dicendo.
Molto preoccupato e tremante andai a chiamare un medico che venne a visitarla subito.
«È normale, ha subito un trauma probabilmente sta sfogando in questo modo. È quella che noi chiamiamo conseguenza.»
«Non vedrà mai più?»
«Non lo so...» Scosse la testa. «Dobbiamo aspettare per saperlo.»
Iniziai a girare per la stanza e quasi non mi strappavo i capelli con le mie stesse mani. Non potevo crederci. L'amore mio stava per perdere la vista per uno stupido litigio...per una stupida incomprensione...per uno stupido come me.
«Si calmi signor Dybala.» Mi pregò il dottore. «Faremo delle visite aggiuntive e le farò sapere di più.» Cercò di tranquillizzarmi, ma con scarsi risultati. «Ora vada a casa, l'orario di visite è finito.»
Presi la mia roba e uscii dall'ospedale senza nemmeno salutarla. Ero troppo incazzato, amareggiato e triste per tutto quello che stava succedendo.
Per quegli istanti che l'ho guardata negli occhi pensavo davvero che lei potesse vedermi e che avesse provato quello che avevo provato io, ma invece non fu così. Ma allora come faceva a sapere che ero io? Perché la prima parola che ha detto è stata Paulo se non poteva vedermi?
Improvvisamente andai a sbattere contro qualcosa...o meglio...contro qualcuno.
«Paulo?!»
«Antonella...»
«Che ci fai qui? Non dovresti essere ad allenarti?»
«Non ti interessa.» Risposi freddo.
Mi si avvicinò molto lentamente e iniziò a sfiorarmi il collo con le dita.
Poi portò la sua bocca accanto al mio orecchio e vi sussurrò dentro.
«Puoi sempre lasciar perdere i tuoi problemi e venire con me...»
La spinsi via in malo modo.
«Scordatelo! E vattene via.» Presi fiato. «Non guardarmi più, non parlarmi più e stai lontana da me!»
Con lei, che ancora mi guardava tra un misto di tristezza e rabbia, me ne andai verso casa.
[...]
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Take me home...{Paulo Dybala}
Fanfic«È una promessa?» Gli chiesi. «Si. È una promessa.» Rispose fermamente. [QUESTO LIBRO POTREBBE CONTENERE SCENE DI SESSO ESPLICITE!]
