Five

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Il lunedì andai da Paulo, come ci eravamo detti la sera prima, ma non lo trovai da solo.
Quando entrai in casa lui e Antonella sembravano che avessero appena finito di litigare e, non appena Antonella mi vide, uscì di casa sbattendo la porta.

Paulo mi venne incontro con solo un asciugamano legato in vita e un altro con cui si stava asciugando i capelli.

«Ehi piccola sei venuta finalmente» Si avvicinò a me e prese a baciarmi il collo, fino a scendere sempre più giù.

Lo respinsi.

«Perché fai così?»

«Paulo! Dimmi che succede.»

«Ma è pazza! Te lo avevo già detto mi pare!»

«State insieme?» Gli chiesi.

«Cosa importa?»

«Non si risponde a una domanda con un'altra domanda!»

Si grattò la fronte.

«No non stiamo insieme, ma lei vorrebbe tornare con me. Pensava che sarei tornato insieme a lei, ma quando ha saputo che non era vero si è incazzata. Tutto qui.»

Lo guardai seria.

«Ti giuro.» Disse.

«Okay, ti credo.» Lo abbracciai. «Anche se non ha molto senso detto da me, eh?»

«Cioè?»

«Cioè che sono fidanzata e poi vengo a fare la predica a te! Ma sai...sono gelosa!» Gli morsicai l'orecchio.

«Sono solo per te...tranquilla.» Mi sussurrò. «Vieni sotto la doccia con me?»

«Ma l'hai appena fatta.» Risi.

«Si, ma non con te.»

Lo baciai più appassionatamente che potei e, dopo esserci tolti quello che avevamo addosso, entrammo nella vasca da bagno.
Io mi misi sopra di lui e cominciò a toccarmi ovunque. Mi sentivo così bene tra le sue braccia...mi sentivo protetta, mi faceva stare davvero bene.
Gemevo ogni volta che sentivo la sua mano poggiarsi delicatamente sulla mia pelle.

Entrò dentro di me, proprio lì, nella vasca e fu la sensazione più bella che avessi mai provato.

Dopo andammo a letto e mi lasciai andare sul suo petto.

«Ti amo.» Mi disse all'improvviso. «Dirai che è presto e tutte queste stronzate qua, ma non mi interessa cazzo! Io ti amo e basta, è quello che mi sento di dirti in questo momento e te lo dico.»

«Ti amo anche io.» Dissi.

«Davvero?» Chiese sorpreso.

«Si, davvero.»

«Vieni qui.»

La sua lingua entrò in contatto con la mia e mi baciò sempre più con passione ogni secondo che passava fino a che...*DIN DON* suonarono al campanello.

«Aspettavi qualcuno?» Gli chiesi.

«No. Aspetta qui.»

Si mise un paio di pantaloni e andò ad aprire.
Sentii subito la voce di Alvaro.

«Ciao Paulo!»

«Ei Alva.»

«Posso entrare?»

«Si, solo un secondo. Sai, c'è Antonella che è nuda.»

«Scusa amico, ho interrotto qualcosa. Se vuoi me ne vado.»

«No tranquillo, le dico di andare di sopra così possiamo parlare.»

«Ok, ti aspetto qui.»

Oh merda! E adesso?
Sentii Paulo richiudere la porta e venire verso di me.

«Vai a nasconderti di sopra. A lui ci penso io.»

Annuii e andai di sopra.

Paulo's POV.

«Che succede Alva?» Gli chiesi.

«Vengo a parlarti della Faby...»

Strabuzzai gli occhi. Sapeva tutto? Zaza gli aveva detto tutto?

«A che proposito?»

«Non so...ultimamente è strana e ho visto che ha legato molto con te, non è che per caso ti ha detto qualcosa? Sai, vi ho visti molto vicini quella domenica al centro commerciale e mi chiedevo se per caso ti avesse parlato di me.»

Mi venne da ridere al solo pensiero di quella domanda. Se mi aveva detto qualcosa? Cazzo, Alvaro, siamo finiti a letto per più di una volta.

«No, non mi ha detto nulla in particolare. Forse solo il fatto che tu la trascuri un po' secondo lei, ma niente di più.»

«Lo ha detto anche a me praticamente.»

Sorrisi.

«Cosa posso fare per rimediare? Lo chiedo a te, perché so che tu sei bravo con queste cose...»

Eccome se sono bravo, ma ormai è mia amico mio, la tua occasione l'hai già avuta.

«Non so...prova a chiederle scusa.»

«Già fatto, ma niente.»

«Allora non lo so, mi dispiace.»

Rimanemmo qualche istante in silenzio, poi lui si alzò.

«Va beh, grazie lo stesso. Scusate se vi ho interrotto.»

«Tranquillo.» Lo accompagnai alla porta. «Stammi bene, ci vendiamo domani.»

«Si, ciao.»

Richiusi la porta e tirai un sospiro di sollievo; andai a chiamare Faby e le raccontai tutto.

Faby's POV

«Quindi a lui interessa ancora qualcosa di me...» Abbassai lo sguardo; mi sentivo ancora più in colpa di quanto già non mi ci sentissi.

«Forse, ma noi...»

«Tu sei tu. Non ti lascerò, posso giurartelo.»

«Allora fallo.»

Mi prese per i fianchi e mi spinse contro di lui: le nostre labbra così vicine, il mio seno che toccava contro il suo petto, la sua intimità che toccava la mia...

«Te lo giuro.» Gli dissi.

«Così va bene.» Mi baciò sulle labbra.

Ci staccammo e io andai verso la finestra...mi fissai a guardare il panorama e mi persi completamente in quell'infinito.
Ero in una situazione di merda. Amavo Paulo, ma non volevo far star male Alvaro. Nonostante non provassi più nulla per lui non potevo lasciarlo di punto in bianco, ci sarebbe rimasto malissimo.
Cosa avrei dovuto fare?

«A cosa pensi?» Mi chiuse Paulo.

«Nulla.» Mentii. «Oggi è la nostra giornata insieme, non la roviniamo.»

«Hai ragione.» Disse. «Ci guardiamo un film?»

«Vada per il film.» Sorrisi.

Passammo tutto il lunedì sul divano, abbracciati, a guardare Colpa delle Stelle. Fu il pomeriggio più bello di sempre.

Take me home...{Paulo Dybala}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora