20° capitolo

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"No ora mi spieghi nei minimi dettagli come è successo" dice Marika gustandosi la torta kinder paradiso di mia madre.

"Ok. Praticamente secondo la sua teoria per iniziare una conversazione, è giusto che si parli della verginità. In quel momento mi sono arrabbiata e abbiamo avuto una piccola discussione ma subito dopo abbiamo chiarito. Ad un tratto lo vidi sbandare e uscimmo fuori strada. Io sbattei la testa contro il finestrino e mi sentivo un pò intondita, lui per fortuna non si è fatto niente. Quando aprii gli occhi era a pochi centimetri di distanza dal mio viso ed era molto preoccupato, infatti mi chiese subito come stessi. Una volta ripresa mi disse che non ero carina ma bellissima e che la mia bellezza è talmente particolare da far paura. E lì ci fu un lungo bacio" racconto con gli occhi a cuoricino.
"E poi?" Mi incita.
"Poi ci dichiarammo. Nel senso che entrambi siamo quasi innamorati" concludo.
"Uuuh che carini" dice mettendo entrambi le mani sul cuore "ma quindi ora state definitivamente insieme?".
"Credo proprio di si" dico sicura.
"E il 13 agosto 2015 nacque una nuova coppia" dice ridendo.
"Da come lo dici sembra di annunciare una scelta di uomini e donne" le dico addentando un pezzo di torta.
"Tu invece, l'impegno che avevi ieri sera era con Pasquale giusto?".
"Si giusto" dice vagando con lo sguardo.
"E?" la incito.
"E cosa?".
"Cosa è successo?".
"Cosa non è successo semmai".
"Ok ti riformulo la domanda. Cosa non è successo?".
"La situazione non è cambiata di una virgola. Ci siamo rivisti pensando in una tregua e invece no. Abbiamo litigato peggio delle altre volte perché io non sono ancora pronta in quel senso" dice con le lacrime agli occhi.
"Quindi è per questo motivo che ultimamente litigate spesso?".
"Si. Solo ed esclusivamente per questo"
"Secondo me dovresti lasciarlo. Nel senso che per lui deve essere una vera rottura. Per te no invece. Vedi come reagisce e se ti contatta. In caso contrario lo lasci per davvero e sarà la prova del nove che con te vuole raggiungere solo quello scopo e niente più" le dico, mi sento saggia.
"Forse hai ragione, più tardi lo chiamo e gli chiedo di vederci per parlare" dice convinta.
Ah menomale si è decisa.

Mi squilla il telefono. È Nicola.

"Dai io vado poi ti chiamo se ci sono novità" dice Marika  lasciandomi un bacio sulla guancia.
"Ok a più tardi" l'accompagno alla porta.

"Pronto?" rispondo al telefono.
"Ehi disturbo?" sentirlo mi fa stare più tranquilla.
"No no anzi".
"Ti va se più tardi ci vedessimo? Mi manchi già"
"Anche tu mi manchi. Ti aspetto"
"Ciao amore"
"C-ciao".

Ancora non me ne capacito del modo in cui mi ha chiamata. Amore che bella parola.

Corro in bagno a farmi una doccia.
Opto per un jeans strappato, una camicetta smanicata a quadri gialli e bianchi e le converse bianche.

Mi faccio una coda alta e trucco solo gli occhi con una sottile linea di eyeliner e molto mascara.
Mi metto gli orecchini a diamantini.
Al secondo buco dell'orecchio sinistro invece, metto un altro diamantino però un pò più grande.
A metà orecchio ho un altro orecchino e lì ci metto un cerchietto.
È più figo.
Tra qualche giorno me ne farò un altro però all'orecchio destro.

Metto il profumo acquolina e la pochette della sera prima ovvero quella nera a busta con le mie iniziali. Faccio giusto in tempo a finire di prepararmi che il campanello suona.
"Chi è?"
"C'è una raccomandata per lei signorina, dovrebbe scendere per una firma"
"Ma sono minorenne"
"Vale lo stesso"
"Ok un attimo"

"Ma dove cavolo sta quello stupido postino?" dico ad alta voce
"cretino di merda putrefatto, ora mi tocca salire di nuovo sopra" sbuffo mentre mi avvio verso il portone.
"Certo che vai pesante con le parole" sobbalzo per lo spavento e mi giro.
"Ehiii Enzo da quanto tempo. Come stai? Sei tornato dal villaggio?"

Enzo è un caro amico del mio gruppo.

"Si sono tornato ieri sera tardi e adesso stavo andando a salutare la band. Ho visto che parlavi da sola imprecando. Che cavolo è successo?" dice ridendo.
"Uno stupido si è finto come postino e dovevo scendere per firmare. Ma a quanto pare era solo uno scherzo di un ragazzo di m.." mi blocca mettendo una mano davanti la mia bocca.

"Ok ok ho capito, non voglio sentire altre parole sporche uscire dalla tua bocca. Tipo putrefatto" dice ridendo.
"Se lo meritava" dico incrociando le braccia.

Di colpo si cala un silenzio imbarazzante e lo vedo osservarmi intensamente.

"Perchè mi guardi così?" gli chiedo.
"Sei...sei così bella Anastasia" dice accarezzandomi una guancia
"proprio bella, con questo nasino poi" dice toccandomelo con l'indice.

"Enzo" dico spostandomi.
"No Ana fammi parlare, cavolo come mi piaci. Mi sei sempre piaciuta, forse quest'anno un pò di più visto che ti ho conosciuto meglio. Ricordo che eri timidissima appena entrata nel gruppo perché non conoscevi nessuno. Invece ora guardati, sei la più gettonata. Quasi tutto il gruppo si è dichiarato e hai rifiutato tutti. Vorrei, vorrei conoscerti meglio. Vorrei provarci con te. Vorrei baciarti" dice avvicinandosi.

"Allontanati da lei pezzo di merda" sento Nicola.

Grazie a dio. Menomale che è arrivato.

"E tu cosa vuoi?" dice acido Enzo.
"Si dia il caso che sono il suo fidanzato. Quindi levati dalle palle altrimenti userò le maniere forti" dice sottolineando bene la parola fidanzato.
"E questo da quando?" mi chiede Enzo.
"Da ieri" gli rispondo.
"Ah. È una cosa seria?"
"Ma che cavolo vai trovando?" si intromette Nicola
"certo che è una cosa seria altrimenti non ci saremmo messi. Quindi. Ora. Vattene" dice scandendo bene le ultime parole.
"Ok me ne vado. Ma Anastasia, se un giorno ti farà soffrire, io ci sarò. Non esitare a chiamarmi" mi dice.
"Non accadrà" gli dico sorridendo "ciao Enzo".
"Ciao Ana" e se ne va.

"Non è nemmeno un giorno che stiamo insieme e già ti ronzano dietro" dice mentre camminiamo con le mani intrecciate.
"Shh stai tranquillo. Ora non c'è più nessuno problema" gli dico accarezzandogli il braccio con l'altra mano.
"Nessun problema? Ma ti vedi? Sei così bella che non passi inosservata. Dovrò vivere sempre con la paura che qualcuno ti porti via di me e che sia anche migliore di me.
La prossima volta, quando uscirai senza di me, fatti brutta per favore. No che tu lo sia ovviamente però meno passi inosservata e meglio è" dice con tenerezza. Sorrido.
"Amore, ti ripeto di stare tranquillo perché nessuno è migliore di te" gli dico lasciandogli un dolce bacio sulle labbra.
"Non ho capito bene che hai detto" dice sorridendo
"Ho detto che devi stare tranquillo perchè nessuno è migliore di te".
"No prima ancora cosa hai detto?".
Aaaaah.
"Amore" dico abbassando lo sguardo.
"Amore mio" dice abbracciandomi e baciandomi sulla fronte. Nel frattempo mi godo il suo profumo.

"Cosa desidera signorina?" chiede il cameriere facendomi un sorriso a trentadue denti.
In quel momento Nicola mi si avvicina con la sedia e mette un braccio sulla mia spalla lasciandomi un bacio che dura fin troppo sulla guancia.
"Ehm, una corona e una pizza margherita, grazie"
"E lei invece? chiede a Nicola.
"Lo stesso che ha ordinato la mia fidanzata" dice sottolineando bene la parola mia.
Quando il cameriere si allontana, sento Nicola borbottare "io non lo so".
"A cosa ti riferisci?" gli chiedo.
"Ma hai visto? Tutti quei sorrisini da gay. Nemmeno in un bar posso stare tranquillo. Sono talmente arrapati che non si fanno problemi a rimorchiare anche se sta il fidanzato accanto" dice prendendo una sigaretta dal pacchetto.
"Uh uuuuh qui qualcuno è geloso" gli dico facendo l'occhiolino.
"Non è vero" dice mettendo il broncio.
"Si invece, sei geloso" gli lascio un bacio sulla guancia e lo vedo sorridere.
"Se permetti posso essere geloso della mia ragazza? Mi sento più un bodyguard che il tuo ragazzo, devo proteggerti da tutto e tutti" dice scherzando.
"Il mio bodyguard preferito" gli dico dandogli un bacio sulle labbra.
"Ehm ehm" sentiamo tossire e di colpo ci giriamo.
Ah è il cameriere.
"Ecco a voi" e ci porge il vassoio con quello che abbiamo ordinato.
"Grazie" gli dico.
"Ma figurati" dice sorridendomi.
"Da quando si dà del lei a persone sconosciute?" si intromette Nicola.

Il cameriere fa una smorfia e se ne va.

Appena si allontana scoppio a ridere e subito dopo vengo seguita da Nicola.

"Certo che con quella bocca non sai proprio stare zitto" gli dico asciugandomi le lacrime.
"Fa parte del mio mestiere" dice ridendo.
"Si si come no" e continuamo a divertirci per il resto della serata.

Non voglio perderlo, non ora che ci siamo ritrovati.

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