-Signore, una chiamata per lei.
Il rumore del trapano si arrestò. Nel laboratorio solo "Paranoid" dei Black Sabbath poteva comandare sui suoi pensieri.
-Ripiega, JARVIS. Sono impegnato. - Rispose Tony, senza sollevare gli occhi dai circuiti.
-È l'agente Coulson. Credo stia attendendo nella hall. Ha eluso la mia sorveglianza.
-Di nuovo?! - Commentò seccato. - Mi spieghi a cosa servi se non riesci neanche a cacciare gli imbucati?
-Sono desolato, signore.
-Se, se, se!
Tony scattò in piedi, lanciando gli occhiali protettivi sul tavolo. Si sfregò gli occhi e si stiracchiò, mentre saliva pigramente le scale. L'agente Coulson lo attendeva immobile, davanti alla porta dell'ascensore, vestito di tutto punto. Completo nero, camicia bianca, cravatta nera. La prima immagina che gli apparve davanti quando lo vide fu un pinguino.
-Agente! - Esclamò, fingendo entusiasmo. - Vedo che si è ripreso! Qual buon vento?
-Il vento della sorte, signor Stark. Spero di non averla disturbata. - rispose Phil Coulson con la sua solita espressione da cordialità necessaria.
Non ci conti, pensò l'altro, avviandosi verso l'angolo bar. Indicò una bottiglia senza parlare, come se offrirgli da vere fosse una consuetudine e seguendo la stessa consuetufine Coulson rifiutò con brevissimo cenno del capo e della mano.
-Sono venuto per aggiornarla.
-Sono tutt'orecchi. - fece Tony, perso nel super alcolico ambrato che precipitava sul fondo di un bicchiere intagliato a diamante, talmente brillante e trasparente da sembrare di ghiaccio. Immaginò che se lo avesse ignorato completamente forse avrebbe smesso di sentirlo parlare perciò sarebbe svanito senza che lui dovesse fare lo sforzo di andarsene o di mandarlo via.
-Stark! - La voce del Capitano riecheggiò nell'atrio, tanto da apparire amplificata da un megafono. Con stupore di entrambi gli uomini fisicamente normodotati, aveva salito chissà quanti piani. - C'è l'auto dello SHIELD e una guardia del corpo al pian terreno. Mi devo preoccu-? - Tra la parete pitturata a rilievo e l'illuminazione di sedign, apparve sudaticcio e solo leggermente affannato. Sgranò gli occhi alla vista dell'agente. - Coulson. Buongiorno. - gli strinse la mano.
Coulson si impettì tutto e ricambiò la stretta con più sudore e meno audacia. Non si dilungò con i convenevoli, aveva un compito importante e degli aggiornamenti da divulgare il più presto possibile. Perciò si dimenticò delle sue nuove figurine da far autografare e si schiarì la voce.
-Stavo giusto per aggiornare il signor Stark su alcune novità riguardo al gruppo.
-Che novità?
Coulson aprì la cartella che portava in mano. La porse al Capitano, che l'afferrò prontamente, curioso di sapere, mentre Stark la fissò riluttante. Nel 2013 c'era ancora qualcuno che stampava su carta? Lo SHIELD aveva un disperato bisogno di innovazione.
Sull'intestazione della cartella era posta la fotografia di una ragazza e i suoi dati anagrafici. Aveva i capelli scuri, di media lunghezza, altezza e fisicità erano nella media e vestiva come una che viveva all'insegna della comodità e dell'indolenza. Ma ciò che saltò subito all'occhio del Capitano, non furono le borchie o i jeans strappati, o le magliette di due taglie più larghe con la stampa macabra di qualche band metalcore sul davanti, bensì il suo sguardo: dal basso, gli occhi tranciati dalle sopracciglia, tanto intenso da bucare il foglio, madido di rabbia e di promesse violente. Un attimo dopo, la telecamera che la stava riprendendo era andata in tilt.
La voce di Coulson lo riportò con sollievo nel qui-ed-ora.
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Neve E Cenere | MARVEL ❶
FanfictionAstrid non è un'eroina e non si aspetta che il mondo la acclami. È anarchica, polemica, insubordinata, curiosa ed impulsiva. La rabbia e il fuoco scorrono nelle sue vene come il sangue per i comuni mortali. Dopo la sua cattura, si trova a dover sceg...
