Indietreggiò bruscamente, finchè riuscì a vedere il suo viso nella trasparenza della plastica. Nick Fury si portò le mani dietro la schiena, avanzò un passo nei suoi scarponi scricchiolanti per completare la sua figura possente accanto a quella della ragazza. Astrid fece un sobbalzo. Si voltò. Si vide risucchiata da uno sguardo fermo e freddo che non comunicava nulla. Un occhio fermo sulla sua anima, l'altro coperto da una benda nera come un pirata recidivo di una battaglia in mare aperto.
-Si sta godendo il panorama? - le chiese l'uomo con voce impetuosa, ovviamente ironico, ma bisognava intuirlo perchè i muscoli del suo volto non si flettevano e non accompagnavano l'intento.
Astrid scosse le spalle, insicura su cosa avrebbe dovuto rispondere. Era difficile pensare davanti a quell'iride, di un nero abissale, che fermava il tempo.
-Mi auguro si stia trovando a suo agio alla Torre.
-Dovrò farci l'abitudine?
-Vorrei che sapesse che nessuno ha intenzione di segregarla in alcun luogo. Quando ha firmato il contratto ha accettato di sottostare a delle regole. Mi auguro che abbia letto prima di firmare. Certo, non la biasimo. Anche io non ci avrei pensato due volte davanti alla possibilità di perdere anni preziosi della mia vita dietro le sbarre. Mi chiedo solo se abbia ben presente che cosa facciamo qui. Ho dovuto, non dico lottare, ma di certo discutere per ottenere la sua presenza. Sa perchè ho impedito che la rinchiudessero?
-Sinceramente, signore, fatico ad immaginarlo.
Fury rimase ancora a guardare il filo tra il cielo e l'oceano sbiadire nella foschia dell'orizzonte.
-Le chiedo solo di evitare con tutte le sue forze qualsiasi azione per cui mi pentirei di aver rifiutato la soluzione meno impegnativa. - piegò il capo verso di lei, la guardò bene negli occhi per catturare tutto il suo buon senso. - Sto scommettendo su di lei, Sullivan. Non mi deluda.
Fury sparì chiamato da un agente dalla voce allarmata. Un leggero pizzicore sulla pelle attirò l'attenzione di Astrid. C'era qualcosa di strano. La temperatura dell'aria stava aumentando bruscamente. Cercò uno sguardo di condivisione: non doveva essersene accorta solo lei.
La camicia di Tony Stark era chiazzata di sudore. Il Dr.Banner lottava contro il prurito della pelle sotto il cinturino del conta-battiti e intanto aveva sbottonato i primi tre bottoni della camicia. Anche il Capitano faceva fatica a non scomporsi. Chiunque altro non era a suo agio in quell'ambiente ostico. Solo Fury pareva non esserne toccato, ma la perlescenza della fronte lo tradiva.
Il caldo stava dando alla testa, il cervello non assumeva abbastanza ossigeno e i calcoli non tornavano. Qualsiasi cosa era una scusa per sfogare i nervi. Stark sbatté un fascicolo sul piano del tavolo, inveendo contro un ufficiale che non aveva messo abbastanza ghiaccio nel suo bicchiere. Si intromise il Capitano per calmarlo e come niente iniziarono a battibeccare. Come se non bastasse, le macchine sembravano impazzite: cominciarono ad emettere dei suoni anomali, dei bip in rapida sequenza che significavano solamente qualche problema.
-Qualcuno mi spiega che diamine sta succedendo?! - tuonò Fury.
-Qualcosa si muove là sotto. - avvisò Banner, mentre si sistemava gli occhiali umidi sul naso, gli occhi strizzati davanti al monitor.
Astrid si affacciò ancora un poco. In un punto a cui lei non poteva arrivare, l'acqua bolliva sempre di più. Si piegò e mise una mano sul pavimento che era diventato una griglia ardente. Fece per allontanarsi, come per un presentimento, quando il terreno cominciò a tremare. Rombò sempre più forte finchè qualcosa sbucò da sotto il pavimento, a un pelo dai suoi piedi e si alzò fino a squarciare il tendone.
Fu un attimo. Astrid volò all'indietro. Non c'era più la parete che potesse sostenere il suo peso, così precipitò. Cercò di aggrapparsi a un cavo sporgente, ma la sua mano non fu veloce quanto il pensiero. L'impatto con l'oceano la stordì. L'acqua salata le entrò nel naso. Gli occhi le bruciavano. Si spinse verso la superficie mentre tra le bolle notava un dettaglio alquanto insolito: un ente oscuro stava venendo risucchiato da una luce azzurra nella sabbia.
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Neve E Cenere | MARVEL ❶
FanfictionAstrid non è un'eroina e non si aspetta che il mondo la acclami. È anarchica, polemica, insubordinata, curiosa ed impulsiva. La rabbia e il fuoco scorrono nelle sue vene come il sangue per i comuni mortali. Dopo la sua cattura, si trova a dover sceg...
