Natasha era entrata nella stanza interrompendo quella che doveva essere una discussione animata perché Tony stava gesticolando in modo esagerato pur di sovrastare il replicare cocciuto di Steve e ignorare gli avvisi insistenti di JARVIS sugli arrivati.
-Quando avete finito di beccarvi, avrei bisogno di un volto maturo che ci rappresenti.
-Non ritengo di essere il volto che possa rappresentare un tale scempio. - Rispose Steve imbronciato, ancorando così Natasha sul ciglio.
-Concordo pienamente. - Disse Stark immediatamente. - Non è abbastanza maturo, il nostro Capitan Polemica. - Concluse, si voltò e fece per tornare alle sue cose, ma il Capitano serrò i bicipiti al petto.
-Almeno mi preoccupo per ciò che sta succedendo alla squadra... Invece di chiudermi in un laboratorio tutto il giorno e declinare qualsiasi tipo di contatto con il mondo esterno.
-Non amo che mi si interrompa durante il mio processo creativo. - Ribatté l'altro, rivoltegli le spalle. Digitò qualcosa su uno schermo e accartocciò una pallina di ologramma che sparì nel vuoto, come a rifiutare l'intera discussione.
-Però appena si tratta di donne, sei il capofila. È più forte di te, non è vero?
La provocazione suonò pungente quanto un tagliacarte. Non avendone uno sulla scrivania, poiché riteneva che la carta fosse superata e non aveva nessuno che gli inviasse delle lettere — benché sarebbero comunque state destinate al cestino prima ancora di aprirle, se non lo avesse fatto qualcun altro per lui, per poi rincorrerlo per tutto il laboratorio nel tentativo di leggergliele — Stark afferrò un cacciavite e se lo rigirò nelle mani. Si voltò e, gesticolando ancora, lo puntò verso la faccia contratta del Capitano, il quale né fissò la punta, infastidito, più che intimorito.
-Senti un po', Footlose. Non ha senso vietare la musica agli altri perché tu non dai ballare. Fai spazio in pista, prenditi da bere e osserva i migliori. Magari un giorno imparerai anche tu... - Mentre parlava, diede due colpetti al pettorale di marmo con la punta del cacciavite - Qualche passo di danza.
Steve lo guardò disorientato.
-Non importa a nessuno della vostra opinione. - Sottolineò Natasha appositamente per ricevere tutta la loro attenzione. Entrambi voltarono lo sguardo verso di lei per pochissimi istanti.
-Sì, avevamo notato. - confermò il Capitano ancora più irritato. Tony accentuò una smorfia di dissenso.
-Perciò state perdendo tempo. - Fece lei, ferma ad osservarli con la sola arma della vergogna - Smettetela di contendervi un podio immaginario e mostrate un po' di dignità. O qualcuno inizierà a salire la classifica mentre siete distratti.
I due si guardarono di nuovo, non più in cagnesco stavolta, ma confusi.
-Di chi sta parlando? - Fece il Capitano, mentre Natasha spariva nel corridoio. Tony fece spallucce.
-La nuova?
-Non esiste.
***
-Qui Coulson.
Attendiamo permesso di atterraggio. Passo. - Pronunciò l'agente ad una sorta di microfono. - Si stanno facendo desiderare. - Continuò poi, ansioso.
Astrid aveva abbandonato lo zaino sul pavimento e ora lo fissava con l'ansia che potesse rotolare giù una volta che il portello si fosse aperto.
-Qui Romanoff. Atterraggio concesso. E' un piacere risentirti, Phil. Passo.
Astrid percepì un brivido alla voce della Vedova Nera. Ricevette una pacca sulla spalla che la esortò a slacciarsi le cinture, mentre il Quinjet perdeva quota in modo controllato.
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Neve E Cenere | MARVEL ❶
FanfictionAstrid non è un'eroina e non si aspetta che il mondo la acclami. È anarchica, polemica, insubordinata, curiosa ed impulsiva. La rabbia e il fuoco scorrono nelle sue vene come il sangue per i comuni mortali. Dopo la sua cattura, si trova a dover sceg...
