4. i love drawing

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Pov. Louis

Mi svegliai prima che venissero a svegliarci i medici. Andai in bagno a sciacquarmi la faccia, a cambiarmi e a darmi una lavata. Ero davanti allo specchio a sistemarmi i capelli, quando mi ricordai di Harry e notai che stava ancora dormendo. Mi ero messo una t-shirt bianca, infilata dentro i pantaloni rossi e solcata dalle bretelle che mettevo spesso. Mi diedi un'ultima occhiata allo specchio. Chissà se Harry mi avrebbe trovato attraente. Ma cosa stavo pensando?! Scossi la testa e tornai in camera. Guardai Harry che dormiva ancora profondamente in una posizione strana. Era tenerissimo. Ed era bello. Mi piacevano da impazzire i suoi lineamenti, che risultavano ancora più perfetti, illuminati dalla debole luce del Sole. Volevo che si svegliasse, così da poter rivedere i suoi occhioni verdi, che celavano tristezza e paura. Ma volevo che continuasse a dormire, così da poterlo guardare ancora, senza che risultassi troppo strano. Dopo pochi minuti, aprì gli occhi e io non riuscii a distaccare lo sguardo. Che mi succedeva?! Perchè pensavo quelle cose?!
"Buongiorno Louis", disse Harry, con ancora gli occhi socchiusi e le labbra spiegate in un sorriso.
"Buongiorno Haz".Continuavo a guardarlo, sorridendo.
"Perchè mi fissi?"
"Eh?"
"Mi stai fissando"
"Ah... Sì, mi stai parlando, perciò ti guardo", mentii spudoratamente. Non lo guardavo per quello e probabilmente se ne era accorto, perciò distolsi lo sguardo. Harry si alzò e si sedette sul mio letto, vicino a me e mi guardò negli occhi. Io trattenni il respiro per la vicinanza e mi sentii avvampare.
"Puoi guardarmi, non mi dà fastidio", mi disse, continuando a guardarmi e a sorridere, ma senza sfiorarmi, neanche per sbaglio.
"Facciamo colazione insieme?", cercai di cambiare discorso.
"No, Lou", mi rispose seccamente.Abbassai lo sguardo, deluso, ma poi sorrisi e cercai di non dimostrare di esserci rimasto male.
"Ok, va bene", mi sforzai di rispondere. Harry fece una cosa che non mi sarei mai aspettato. Si avvicinò piano con la testa e la appoggiò sulla mia spalla. Sentivo i suoi ricci solleticarmi il collo e il suo respiro caldo che trapassava la maglietta.
"Scusa, Lou", sussurrò.Il mio cuore batteva forte e non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo. Così, senza pensare troppo, cinsi le sue spalle con il braccio e iniziai ad accarezzargli la spalla. Lo sentii sussultare, ma non si mosse da quella posizione.
"Lou, forse è meglio andare a fare colazione, che è tardi", disse piano.Non volevo lasciarlo andare, volevo continuare a sentirlo vicino, volevo mantenere quel contatto che avevo tanto desiderato. Ma lui sollevò la testa e lo lasciai andare. Ci alzammo e scendemmo a fare colazione. Io ad un tavolo, lui ad un altro.

Pov. Zayn

"Ciao piccolo", mi disse mio padre.
"Non chiamarmi così e sappi che ancora ti odio per avermi trascinato qua", gli dissi, fulminandolo con lo sguardo. Lui era uno dei medici più importanti di quella fottuta clinica per pazzi. E io? Io ero la vergogna della famiglia. E, per un solo, piccolo e stupido errore, per punizione ero stato costretto a tenere un laboratorio del cazzo in quella clinica del cazzo.
"Ti farà bene e ti aiuterà a capire i veri valori della vita", disse mio padre, con il suo tono da superiore.
"Quali valori?! Papà sono pazze queste persone! Cosa possono insegnarmi?! A essere malato?! A tagliarmi?! A fare il depresso, tentando il suicido?! È questo quello che possono insegnarmi qua", risposi, forse troppo duramente. Ma mi sembrava ingiusto essere lì. Non avevo fatto nulla di grave. Nulla. Ma sembrava non capirlo.
"Zayn smettila di dire fesserie e usa un linguaggio moderato! Questa esperienza non può che farti bene e non si discute", mi disse, dandomi sui nervi come non mai. Mi accompagnò all'aula 29, dove avrei dovuto tenere il mio corso di disegno. Fortunatamente amavo disegnare ed ero anche piuttosto bravo. Entrai e iniziai a sistemare tutti gli strumenti da disegno, sul tavolo. Aspettai qualche minuto e le persone iniziarono ad arrivare. Non sembravano così malconci, in fondo. Mi aspettavo qualche drogato o qualche anoressico che non si reggeva neanche in piedi, ma invece nessuno mi sembrava malato così gravemente. Quando l'aula fu piena, mi alzai e chiusi la porta.
"Buongiorno ragazzi", dissi, cercando di essere amichevole e si risultare simpatico.
"Buongiorno", risposero in coro.
"Io sono Zayn e terrò il laboratorio di disegno, per qualche lezione", mi girai e andai alla lavagna a scrivere il mio nome. Lo vedevo sempre nei film e avevo sempre desiderato farlo.
"Bene, inizio con il farvi disegnare qualcosa di semplice", dissi, mentre sistemavo della frutta su un tavolo.
"Questa è una natura morta, cercate di disegnarla attenendovi il più possibile alla realtà", dissi voltandomi verso tutti loro,
"però non usate colori, fate solo il chiaroscuro usando i vari tipi di matite", continuai. Presi i fogli e iniziai a distribuirli, per poi distribuire tre tipi diversi di matite a testa.Passando tra i banchi, notai che un ragazzo con i capelli cortissimi sussultò quando sfiorò la mia mano.
"Ti faccio quest'effetto solo sfiorandoti?", sussurrai al suo orecchio. La sua faccia sconvolta era fantastica. Forse non avrei dovuto ma non potei trannenermi dal fare lo stronzo, era stato più forte di me.Continuai a distribuire i materiali e ridacchiai piano. Lui non rispose, ma la sua faccia mi rimase impressa nella mente. Me lo sarei fatto volentieri, era bello. Mi divertivano questo genere di cose. Stetti mezz'ora a scarabocchiare il mio quaderno, aspettando che fossero abbastanza a buon punto col disegno, così da poter dare consigli. Mi alzai e iniziai a girare tra i loro banchi, dando un'occhiata ai loro disegni.
"Belli, davvero belli. State facendo un ottimo lavoro, ma fate attenzione alle sfumature. Osservate bene le ombre!"Continuavo a camminare, finchè non arrivai al banco del bel ragazzino che mi sarei portato a letto.Mi fermai dietro di lui, mi abbassai fino ad arrivargli all'orecchio.
"Disegni bene, sei bravo", dissi mentre lo vedevo arrossire,
"Chissà se sei così bravo anche in qualcos'altro", continuai, sussurrando.
"Ho 17 anni, questa si chiama pedofilia", mi sussurrò, cercando di non sembrare imbarazzato, ma lo era e si notava parecchio.
"Sembro così vecchio?! Pure io ho 17 anni, bello mio", dissi, facendo il finto offeso.
"Era un modo carino per rifiutare le tue avance", mi disse, sicuro di sè.
"Continua a disegnare e non distrarti".Quel ragazzino mi aveva smerdato. Per fortuna il laboratorio era finito, mi consegnarono i disegni e uscirono dall'aula. Arrivò il turno di quel ragazzo, che mi porse il disegno e mi voltò le spalle. Dovevo sapere almeno il suo nome.
"Hey ragazzino! Hai dimenticato di scrivere il nome sul disegno", dissi, porgendogli il disegno e una matita.Liam Payne. Si chiamava Liam. Bel nome, davvero.
"Alla prossima, Liam", dissi, sorridendo soddisfatto.
"Arrivederci, Zayn", mi disse senza guardarmi, mentre se ne andava.Sarebbe stato mio. Lo volevo e me lo sarei preso.

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Quarto (:

nobody can save him La tua prossima ossessione. Scoprilo ora