22. You and Me.

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*le parti scritte in corsivo, sono flashback.

Pov Harry

"Louis, è un po' complicato quello che sto per raccontarti", sussurrai, sperando di riuscire a fargli cambiare idea, ma lui scosse la testa e mi sorrise in modo rassicurante.
"Sono qui per ascoltarti e capirti, piccolo", mi prese saldamente la mano e la strinse leggermente. Il mio povero stomaco era sottosopra e quasi tremavo per l'agitazione.
"Non sono pazzo", dissi all'improvviso e Louis mi guardò con un'espressione totalmente confusa.
"Come?", chiese ed io risi leggermente per poi guardarlo negli occhi e sospirare.
"Volevo mettere in chiaro che non sono pazzo e vorrei che te lo ricordassi anche dopo che ti avrò raccontato tutto", e lui rise, pensando che stessi scherzando.
"Sono serio", specificai e lui ritornò serio.
"Okay, Harry, lo so che non sei pazzo, stai tranquillo", e mi baciò piano. Ricambiai il bacio e poi presi fiato per parlare.
"Louis, prima ti ho detto che ti capisco perché anche io ho perso il mio migliore amico e il senso di colpa mi divora da quando è successo", sussurrai, a testa bassa, per non incontrare il suo sguardo e per evitare il suo giudizio.
"Harry, se non-", iniziò, ma scossi la testa energicamente.
"No, Louis, voglio raccontartelo e forse sarò anche egoista, ma voglio sentirmi dire che non è colpa mia", dissi, quasi piangendo e lui mi strinse forte la mano.
"Okay, continua", sussurrò ed io annuii leggermente.

"Ciao Hazza!", urlò Trevor ed io mi voltai con un sorriso a trentadue denti, sventolando la mano per salutarlo. Lui si avvicinò correndo e mi si fiondò tra le braccia, stringendomi forte ed io ricambiai senza pensarci due volte. Tra le sue braccia mi sentivo bene e a mio agio con me stesso, per questo era il mio migliore amico.
"Come stai?", chiesi, staccandomi dall'abbraccio e iniziammo ad incamminarci verso l'aula di matematica.
"Bene, tu?", rispose, circondandomi amichevolmente le spalle con un braccio.
"Insomma", risposi e lui mi diede un bacio sulla guancia come supporto.
"Ciao frocio!", urlò qualcuno, spingendo Trevor contro il muro, staccandolo da me. Rimasi confuso da quella scena e spalancai gli occhi e la bocca, per poi riprendermi e chinarmi per aiutare Trevor ad alzarsi.
"Stai bene?", chiesi e lui annuì, rimettendosi in piedi. Diedi un'occhiata veloce al ragazzo che lo aveva scaraventato a terra insultandolo, per poi rivolgere nuovamente lo sguardo sul mio migliore amico.
"Chi era?", chiesi e lui scosse la testa.
"Che vuole da te?!", ritentai, nervoso e lui scosse nuovamente la testa.
"Harry, stai tranquillo, non è nessuno", sussurrò e io lo scrutai, cercando di capirci qualcosa, senza successo però.
"Okay, ti credo", conclusi sorridendo, per poi tentare di riabbracciarlo, ma lui si scansò, facendomi sentire uno stupido.

"Chi era?", mi chiese Louis, interrompendomi per la prima volta.
"Ancora oggi non so il suo nome, ma qualche giorno dopo scoprii che aveva preso di mira Trevor e non lo lasciava in pace da un bel po' di tempo", spiegai e lui annuì.
"Come mai?", mi guardò negli occhi, ma io non ricambiai.
"Trevor aveva una cotta per lui e un giorno aveva provato a baciarlo. Ovviamente quel ragazzo lo respinse e iniziò a chiamarlo frocio, gay e quant'altro", dissi con un peso sul cuore.
"Ti piaceva Trevor, vero?", chiese, sospirando.
"Sì, tanto", risposi sorridendo e una lacrima mi rigò la guancia, ma prontamente la asciugai.
"Vai avanti", sussurrò, non lasciandomi la mano neanche per un istante.

"Quindi tu hai provato a baciarlo?!", esclamai e lui mi tappò la bocca con una mano.
"Sì, lui era così vicino mentre parlavamo e pensavo che anche lui lo volesse", disse e chinò il capo.
"Trevor, quello è il classico tipo da farsi una ragazza diversa a notte. Come hai potuto pensare di piacergli?!", dissi, quasi urlando e lui sospirò profondamente. Sapevo di averlo ferito, ma ero geloso. Lui mi piaceva, mi piaceva tanto, ma non se ne accorgeva e quel quasi-bacio mi aveva ucciso dalla gelosia.
Se non baciava me, non doveva baciare nessuno.
Lui era mio.
Lo sarebbe stato per sempre.
"Quindi ora ti perseguita?", chiesi, con tono duro e lui annuì.
"Avrà capito che sono gay e ora mi insulta continuamente", sussurrò con le lacrime agli occhi.
"Te le vai a cercare", conclusi e lui ci rimase visibilmente male.
"Harry, anche tu sei gay e neanche tu ce la faresti a sopportare tutti gli insulti che ricevo dal ragazzo che mi piace", sbottò lui ed io risi.
"Il ragazzo che ti piace? Come fa a piacerti un ragazzo del genere?! Ci sono ragazzi per bene che darebbero di tutto per stare con te e tu non te ne accorgi neanche", dissi, gesticolando teatralmente e lui spalancò gli occhi. "Per esempio?", chiese, incredulo.Rimasi in piedi di fronte a lui, indeciso sul da farsi. Avrei dovuto dichiararmi e rischiare di perderlo o rimanere un semplice amico per lui? Mi avvicinai velocemente, come se avessi avuto paura di una sua fuga, e lo guardai come non avevo mai guardato nessuno fino a quel momento. Appoggiai piano le mie labbra sulle sue e lui rimase immobile. Provai a muoverle piano, aspettando una sua reazione che purtroppo non arrivò.Appoggiò le mani sul mio petto e mi allontanò, per poi guardarmi come se fosse stato schifato.
"Che stai facendo?", chiese ed il mio cuore si frantumò in mille pezzi.
"Niente, dimentica tutto, scusami", mi voltai e feci per andarmene, ma lui mi bloccò per un braccio, attirandomi di nuovo a sé.
"Harry, tu sei come un fratello per me. E questo bacio non cambierà nulla, ok?", chiese, sorridendo ed io annuii, con lo sguardo basso e il cuore a pezzi.

nobody can save him La tua prossima ossessione. Scoprilo ora