Pov. Louis
Dormii tranquillo quella notte e sognai Harry. Sarà per quello che mi svegliai di buon umore. Dopo essermi lavato e vestito decisi di andare a fare colazione con Liam e Niall, siccome di Harry avevo perso ogni traccia.
"Dai, per favore Louis! Se vuoi mi metto in ginocchio", mi disse Liam, implorante.
"Ti ho detto che non mi va", risposi, divertito.
"Guarda che mi inginocchio. Qui. Davanti a tutti".
"Liam smettila, non cambio idea!".
"Guarda che lo faccio!", mi guardò con tono di sfida. Così si alzò e si inginocchiò davanti a me.
"Ora vieni? Ti prego! Guarda! Ti sto implorando".
"Sei pietoso, Liam", dissi ridendo, mentre lo aiutavo a rialzarsi in piedi.
"Allora?", mi chiese, impaziente.
"Va bene, verrò al tuo stupido laboratorio di disegno, per vederti flirtare con questo famoso Zayn", dissi, scoppiando a ridere subito dopo. Niall rise insieme a me, mentre si ingozzava in modo disgustoso.Finita la colazione, andammo al laboratorio di disegno. Entrando notai un ragazzo dai capelli nerissimi e gli occhi scuri. Era molto bello. Ci sedemmo lontani da Liam perchè ci aveva detto di osservarli, ma di non far capire che eravamo suoi amici.Quel ragazzo si faceva troppe paranoie.
"Bene, vedo volti nuovi. Io sono Zayn e tengo il laboratorio di disegno", disse con un sorriso talmente bello da togliere il fiato. Ora capivo la cotta di Liam. Ci distribuì dei fogli e delle matite e notai che si soffermò a sussurrare qualcosa a Liam.
Pov. Zayn
Come pensavo. Era tornato. Nessuno poteva resistermi e Liam sarebbe stato mio ben presto. Faceva tanto il duro, ma in fondo voleva anche lui portarmi a letto, ne ero certo. Quando mi avvicinai a lui, lo sentii sussultare. Era divertente fargli quest'effetto.
"Son contento che tu sia qui", gli sussurrai, trattenendo una risata. Lui di irrigidì e non rispose. Così continuai a distribuire i materiali. Tra le persone nuove, c'era anche un ragazzino niente male, dagli occhi azzurri. Mi sarei fatto anche lui.
"Ciao", gli dissi sorridendo.
"Ciao", rispose lui, con tono confuso, alzando la testa e abbagliandomi con quegli occhioni azzurri.
"Sei nuovo, vero? Il tuo nome è..?", chiesi, in modo troppo sfacciato.
"Louis", disse, riabbassando lo sguardo, come se non gliene importasse niente. Con questo ci avrei messo troppo tempo. Meglio lasciar perdere. Per ora.
"Bene, oggi vi ho portato una foto ciascuno, rappresentante una persona casuale e cercate di farne un ritratto, usando sempre il chiaroscuro", dissi, già annoiato,
"Buon lavoro", continuai, sforzando un sorriso. Mi voltai verso Liam e notai che stava lanciando occhiate a Louis e al biondino lì vicino. Erano amici o stavano flirtando? In ogni caso dovevo far loro capire che Liam era mio. Cioè non ancora, ma lo sarebbe stato. Così mi sedetti vicino a Liam e iniziai a dire cose a caso sul disegno.Lui tanto non mi stava ascoltando.
"Ti va di uscire uno di questi giorni?", gli chiesi, attirando la sua attenzione.
"Mi prendi in giro?", mi chiese serio.
"No, perchè?", chiesi, confuso.
"Sono rinchiuso qui, dove potrò mai uscire secondo te?!", mi disse, quasi alterato.
"Possiamo passare una sera insieme, anche qua dentro".
"Non lo so"
"Non accetto nè un 'non lo so' nè un 'no', quindi tu ed io domani sera passiamo un po' di tempo insieme. Alle 8 vengo a prenderti nella tua camera. A proposito in che stanza sei?", dissi, sorridendo.
"139", mi disse. Non aveva rifiutato. Mi sentii felice ma non lo dimostrai.
"Bene, a domani, Liam", dissi, tornando alla cattedra, senza dargli tempo di rispondere.
Pov. Louis
"Ciao ragazzi, ci vediamo domani", dissi, voltandomi per aprire la porta della mia camera.
"Domani? E stasera?", mi chiese Niall.
"Non ci sono stasera", dissi, abbassando lo sguardo.
"Louis, non porterà nulla di buono tutto ciò", mi rispose Niall serio.Avevano capito che volevo stare con Harry.
"Non importa", sussurrai.
"Louis..", disse Liam.
"Liam, tu pensa a depilarti per il tuo appuntamento di domani!", dissi, cercando di alleggerire la tensione.
"Questa me la paghi!", disse, cercando di sembrare minaccioso ma la sua risata lo tradì. Ci salutammo con un cenno della mano ed entrai in camera.Harry era sul letto a mangiare dei biscotti. Era la prima volta che lo vedevo mangiare, pensandoci bene.
"Non dovresti mangiare da sdraiato, riccio", gli dissi, scherzosamente.
"E tu non dovresti indossare le camicette di tua madre, ma non mi lamento", mi disse, ridendo.
"Le mie camicie sono da uomo!", dissi, mettendo su un finto broncio.
"Lo so, Lou, a me piacciono le tue camicie!", disse, alzandosi e mettendosi in piedi di fronte a me, sorridendomi.
"Ci mancherebbe!", dissi, dandogli un colpetto sulla spalla.
"Stasera rimani con me?", mi chiese Harry, con un'espressione troppo dolce. L'avrei voluto stringere a me per dirgli che ci sarei rimasto con lui quanto voleva.
"E se ci prendessimo qualcosa per cena, alla caffetteria, e mangiassimo ai tavolini fuori?", proposi, già entusiasta.
"Va bene", mi disse, facendo un passo avanti, verso di me.
"Perfetto", dissi, con un sorriso a trentadue denti.vCosì presi coraggio e mi avvicinai ancora di più. Gli misi le mani sui fianchi e attirai a me, facendolo aderire al mio corpo.Avvicinai il mio viso al suo, tanto da lasciare solo qualche centimetro di spazio, e lo guardai negli occhi. Solo in quel momento mi accorsi della differenza di statura e questo mi faceva impazzire ancora di più. Lui appoggiò le sue mani sulle mie, per poi appoggiare la sua testa nell'incavo tra il mio collo e la spalla. Io feci scivolare le mie mani sulla sua schiena e iniziai ad accarezzarlo piano, come se avessi avuto paura di romperlo. Invece lui mi avvolse stretto tra le sue braccia. Sentivo il cuore battere a mille e speravo che lui non lo stesse sentendo .Io però sentivo il suo. Batteva forte e sorrisi all'idea che ero io a fargli quell'effetto. Chiusi gli occhi, pensando solo al suo calore e al suo profumo così inebriante. Poco dopo, però, fu proprio lui a sciogliere l'abbraccio.
"Iniziamo ad andare a prendere da mangiare?", mi disse, ancora così vicino da sentire il suo respiro caldo.Annuii e andammo a mensa.vPer la prima volta, non ci dividemmo una volta entrati in mensa e fu così strano.
"Prendi solo quello?", gli chiesi, vedendo il suo piatto quasi vuoto.
"Non mangio tanto", disse, fissandomi,
"Poi se avrò ancora fame, prenderò qualcosa da te, siccome hai preso abbastanza cibo per circa tre persone!".
"Devo crescere", gli risposi, ridendo.
"Effettivamente devi", mi disse, con sguardo beffardo.
"Stai dicendo che sono basso?!", dissi, con voce acuta.
"Forse".
"Sappi che ho molti pregi essendo basso", risposi, fingendomi offeso.
"Hai ragione", mi disse, facendosi serio,
"Se tu fossi alto, non riuscirei ad abbracciarti così bene", sorrise.Mi stava prendendo in giro? Dalla sua espressione non sembrerebbe. Poi effettivamente aveva ragione. I nostri corpi sembravano fatti apposta per restare uniti. Non sapendo come rispondere, mi limitai a sorridere.Uscimmo fuori con i nostri pasti e ci sedemmo in un tavolino un po' più isolato degli altri. Uno di fronte all'altro. Era come un appuntamento.
"Buon appetito".
"Anche a te, Lou". Morivo ogni volta che sorrideva. Mangiammo serenamente tra battute, risate, chiacchierate, sorrisi e sguardi fin troppo complici. Finchè in un momento di silenzio, lui iniziò un discorso che aspettavo di affrontare da qualche giorno.
"Lou, perchè sei qui?"
"Volevo passare del tempo con te", risposi, non capendo il vero senso della domanda.
"No", mi disse, abbassando lo sguardo,
"Perchè ti hanno ricoverato?", continuò. Mi aveva fatto la domanda che nessuno aveva ancora osato farmi.
"Soffro di bipolarismo", dissi, decidendo di essere sincero.
"Davvero? Non mi sembri lunatico o cose così", mi disse, riguardandomi negli occhi.
"Forse stare qui mi fa bene"
"Ma il bipolarismo non necessita di ricovero, no?"
"Teoricamente no, ma una sera ho esagerato, facendo una scenata fin troppo violenta e i miei genitori hanno deciso di trascinarmi qua", ammisi, a testa bassa.
"Capisco. Per quanto possa valere, ti dico che secondo me sei un ragazzo dolcissimo". Mi sentii avvampare. Sicuramente ero diventato rosso, ma non mi importava.
"Grazie, Hazza", dissi sorridendogli.
"Tu perchè sei qua?", continuai, ignorando i consigli di Liam.
"Non posso dirtelo, Lou". Io mi ero aperto e lui perchè non riusciva a fare lo stesso?! Perchè non riusciva a fidarsi di me?!
"Perchè? Harry..", dissi, deluso.
"Scapperesti via da me e non voglio", sussurrò.
"Non scapperei mai da te", dissi, piano per non farmi sentire.
"Te lo dirò un giorno, Lou". Ci osservammo in silenzio per qualche minuto.
"Lou, grazie di aver insistito tanto con me", mi disse, giocherellando con il cibo che aveva avanzato.
"Figurati! Mi hai incuriosito fin da subito e ho fatto bene a insistere".
"Grazie", mi disse, sollevando lo sguardo e lanciandomi un'occhiata veloce.
"Ora passerai più tempo con me?".
"No, però ogni tanto possiamo passare una serata così", mi disse.Come dovevo fare con lui?! Sapevo solo che non avrei mollato facilmente.
"Harry, io vado a riportare questa roba in caffetteria. Torno subito". Mi alzai, presi tutto e mi avviai verso la caffetteria. Diedi un'occhiata distrattamente fuori dalla finestra, mentre stavo andando in caffetteria e vidi Liam che si dirigeva verso Harry.Perchè Liam stava andando da Harry?
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Doppio aggiornamento, suggerite la storia xx
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nobody can save him
Fanfiction!ATTENZIONE! la storia non é mia, l'autrice della storia mi ha dato il consenso di metterla qui su wattpad, questa storia la amo e ne vale la pena leggerla. Enjoy! TRAMA Il bipolarismo di Louis non aveva mai causato molti problemi, finché non fu la...
