Del tutto ristabilita in salute la signorina Eagle poté prendere parte a quella cena che in una certa misura le avrebbe cambiato l'esistenza. Furono invitati ad Headston tutti quelli che più contavano nel vicinato. Lei partecipò con l'animo di chi nutre grandi aspettative dal futuro e tutto questo non le poteva che essere concesso da Borrough. Lo doveva alla sua famiglia, alla madre che non avrebbe potuto tenerla in casa con sé per sempre e alla sorella della quale non avrebbe voluto approfittare nella vecchiaia. Georgiana non voleva imprimere false speranze nei suoi familiari ma comunque valutava tra le sue possibilità l'ipotesi di un matrimonio. Solo se Borrough le avesse dimostrato di essere all'altezza, ovviamente. Alla cena fu assicurato a Lady Asheby, la quale si teneva sempre aggiornata sulla vita a Headston, che la presenza della signorina Eagle era funzionale solo al signor Borrough. Georgiana fu resa impeccabile da un abito in regalo, da alcuni gioielli prestati e dai servigi della cameriera personale di Jane. Quando venne introdotta a Headston Park molte persone, che non la vedevano dal ballo di novembre, stentavano a credere a loro occhi. Mostrava i segni dell'incidente di caccia di cui i presenti conoscevano versioni diverse ma l'abito sapeva valorizzare altri particolari e poteva di certo essere degna dell'ammirazione dell'intero parterre. In cuor suo Georgiana, dopo che l'aveva lasciata, aveva giurato di non mettere più piede in quella casa. Invece eccola lì, avvolta nel suo abito cangiante color vaniglia, con un prezioso filo di perle che le avvolgeva il collo e con degli orecchini di brillanti. Il grande ingresso era illuminato da centinaia di candele che vibravano sulle teste dei convitati. Era una rarità assistere ad un secondo ricevimento ad Headston nell'arco di così breve tempo. Così le famiglie più influenti, e allo stesso tempo quelle più curiose, avevano accettato di buon grado l'invito ben sapendo che i Benedict erano dei maestri in fatto di opulenza. In tutto erano una ventina di persone che vennero fatte accomodare in una grande sala mai vista prima da Georgiana. Il color avorio dominava sulla mobilia e sulle pareti ornate con gusto. Lei aveva tutte le intenzioni di non lasciarsi intimidire dallo sfarzo, anzi, trovò il modo di criticare le decorazioni sul tavolo e la pessima scelta degli addobbi floreali. "Sant'Iddio mia cara. Non dirai sul serio! Nemmeno a Windhall potevamo contare su un tale servizio di porcellane" bisbigliò Jane tutta eccitata. E aveva ragione: Georgiana stava facendo la schizzinosa solo perché si trovava a disagio. La cena sarebbe stata servita a breve ma prima era d'obbligo informarsi sui pettegolezzi di tutta la contea. Borrough era visibilmente impacciato. Aveva accolto con calore i Cavendish e parlava più con Jane che con la signorina Eagle. A lei si era rivolto per complimentarsi della sua riacquistata salute e per chiederle alcune inutili notizie sul cottage per poi ricordarsi che, in effetti, lei di certo non era ancora tornata nella sua casa e che doveva preferire le amorevoli cure della famiglia a Grosve. Seguirono una serie di frasi sconclusionate che fecero sospirare Georgiana. Il signor Benedict era presente fin da subito ma pose i suoi omaggi alla famiglia Eagle-Cavendish molto dopo. Si avvicinò al gruppetto solo quando ebbe salutato tutti gli altri. Fu come di consueto asciutto e Georgiana capì che aveva serie difficoltà a sopportare anche le poche parole che stava scambiando con il cugino. Lei lo aveva osservato da quando era arrivata. Cercava un qualche riscontro dopo quella lettera enigmatica che aveva ricevuto, ma non trovò alcuna risposta alle sue domande. Era determinata però a capire come Benedict avesse scoperto del Journal perciò, nonostante a cena fu accostata a Borrough, tese l'orecchio verso la signora Governor che era la più vicina al padrone di casa per carpire qualche frammento di conversazione che potesse aiutarla a risolvere quel mistero.
Benedict dominava a capotavola e, diversamente dalla mezzora che aveva preceduto la cena, sembrava discorrere piuttosto amabilmente sia con la Governor che con sua madre. Il frastuono che però arrivava dall'altra parte, creato dai toni di voce squillanti di Jane, del marito e di Julia Cavendish, copriva le conversazioni dell'intera stanza. Borrough ogni tanto chiedeva a Georgiana se fosse tutto di suo gusto e lei rispondeva in modo più che cordiale. Era davvero lusingata da quei modi così garbati ma trovava che spesso la conversazione languisse. Così, come spesso accadeva quando si annoiava a parlare con qualcuno, decise di mettere a proprio agio Borrough e di cercare qualche punto di interesse comune. Iniziò a chiedergli dei numerosi viaggi che aveva intrapreso e rimase ammaliata dai suoi racconti. Grazie al blocco navale francese l'Inghilterra aveva avuto la possibilità di rivalersi su molte navi neutrali che visitavano con una certa frequenza i porti europei. Era stato un periodo piacevole della vita di Borrough e Benedict. Oramai il declino di Napoleone era iniziato e le grandi battaglie navali si limitavano a più banali scaramucce di questione prettamente commerciale. C'era sempre l'inseguimento delle navi corse ma si poteva sperare in comandi tranquilli che potevano permettere lunghe soste e l'affiancamento di golette prive di armi da fuoco che tentavano solo di evitare l'embargo. Erano tempi di sicuro meno patriottici ma più adatti ai due comandanti che avevano superato oramai la trentina. Borrough parlava del mare con ardente passione e riuscì a fornire così tanti spunti a Georgiana che era avida di informazioni geografiche e storiche. "Eravamo alquanto rilassati considerando che il nostro impegno in Spagna si era limitato a La Coruña. Dopodiché siamo stati riassegnati in giro per il Mediterraneo e nell'Atlantico a controllare chi non faceva le cose per bene..." disse mentre Georgiana immaginava navi da 112 cannoni, nuovi paesi da visitare ogni giorno, svegliarsi ogni mattina in un porto nuovo. "Almeno fino alla Florida" interruppe Benedict dall'altra parte della stanza. Egli stava ascoltando dunque, nonostante il fracasso non si fosse fermato. Quando Benedict parlò la sala si zittì. Non per una forma di rispetto ma per la curiosità di sapere perché quell'uomo tanto riservato avesse parlato così a gran voce. "Che intendete signore?" disse lei infastidita dal fatto che Lucas avesse interrotto l'amico. Ma Benedict tacque. "Intende dire finché non incontrammo la St. John nel golfo del Messico. È stata una sconfitta pesante nella quale siamo riusciti a scampare solo grazie al mal tempo che ci ha permesso di dileguarci verso la Giamaica". Seguì un silenzio nel quale Benedict e Borrough sentirono riecheggiare le grida degli uomini che erano morti nei due giorni che avevano impiegato per raggiungere Kingston. "Benedict ha perso due giovani allievi in quell'occasione, il piccolo Cullingan e Roy Berthy". A questo punto la signora Benedict propose un brindisi: "Alla pace. Che impedisca per sempre di portarci via i nostri ragazzi". "Alla pace" seguirono tutti alzando i calici. Dopo qualche momento la conversazione riprese e tutto sembrò tornare come prima. Georgiana abbassò la voce e tornò a parlare con Borrough: "Quei ragazzi. Quanto erano giovani?" chiese tradendo preoccupazione. "Non più di 13 anni Cullingan. Berthy invece era più piccolo. Era orfano e la zia non sembrava volersene occupare, ecco quindi che ci è capitato tra capo e collo" affermò Francis prendendo un lungo respiro. "È terribile, davvero..." disse lei. Ma quando Borrough girò lo sguardo per intravedere la contrizione della ragazza la sorprese ad osservare Benedict. Così pensò di dare qualche altro dettaglio riguardante l''amico. Prese il bicchiere e chiese dell'altro vino, poi parlò: "Il cerusico della Intolerance non distingueva la milza dal fegato. Se ne è occupato Benedict dei ragazzi, almeno fino a quando ha potuto". Georgiana mostrò una smorfia di dissenso. "Non mi sembra il tipo d'uomo che possa intenerirsi davanti a niente" osservò lei in modo severo. Borrough non voleva contraddirla anche se avrebbe voluto farlo con fermezza perché in quel momento lei stava mostrando uno spiacevole pregiudizio nei confronti del capitano. Darle contro, tuttavia, poteva mutarne i favori e gli sembrava proprio il tipo di persona che si sarebbe talmente infastidita da non rivolgergli più la parola. Così misurò con cautela le parole: "Forse è come dite voi, ma dal punto di vista medico se fossi ferito affiderei completamente a lui la mia esistenza". Poi fu servito il dolce ed ogni possibilità di proseguire su quell'argomento fu troncata. Ben presto le signore si trovarono sole con la promessa che gli uomini avrebbero fatto presto a fumare e a bere il loro brandy. Georgiana si scoprì ansiosa del ritorno di Borrough, visto che la conversazione tra le dame verteva su cosa indossare in quell'inverno così umido. Grazie al cielo nel giro di pochi minuti il crocchio di signore fu raggiunto da tutti gli altri e venne chiesto a Lady Sheridan di suonare il pianoforte. Dopodiché si formarono dei piccoli gruppi che conversavano tra loro e l'unico che rimase in disparte fu Benedict che osservava tutto e tutti. Forse era per questo che Georgiana non si sentiva a proprio agio oppure era perché Borrough le si era seduto accanto e tentava di intrattenerla cercando di capire come passava le sue giornate a Grosve. Ma la signorina Eagle non era incline a quel tipo di conversazione: odiava dover parlare di sé e della sua insignificante vita. Borrough fu interrotto, nel suo tentativo di interessare Georgiana, dal signor Cavendish che voleva chiedere il suo parere su alcuni affari per i quali cercava l'intercessione del padre di lui. Così la signorina Eagle si trovò sola con la poco allettante prospettiva di doversi riunire alle signore per parlare del tempo. Fu la signora Governor che le si avvicinò per prima e, quando ebbe finito al piano, a loro si unì anche Lady Sheridan. Dopo dieci minuti di conversazioni insulse decise che giammai avrebbe sprecato così il suo tempo. Così si alzò e andò verso Benedict.
Mentre attraversava la stanza Borrough sembrò l'unico a non accorgersi di quella mossa. Tutti gli altri, nonostante seguitassero a discorrere tra loro, ammiravano la compostezza e padronanza dei movimenti di lei. "Ah, dunque vi siete stancata di finti sorrisi e ipocrisia mia cara signorina" esordì lui senza guardarla ancor prima che lei potesse aprir bocca. Benedict se ne stava in fondo alla stanza, in piedi, con in mano un giornale che fingeva di leggere da mezzora. "Confondere la gentilezza per ipocrisia non vi rende merito signore. Quella gentilezza che peraltro mi spinge a parlare con voi dato che siete ignorato da tutti i presenti" rispose compita la ragazza. Benedict alzò lo sguardo e la scrutò accennando un mezzo sorriso. "Dite? Pensavo di essere io a ignorare loro" disse seguitando ad osservarla. Seguì un momento di silenzio nel quale la signorina Eagle alzò un sopracciglio lanciandogli uno sguardo di sufficienza. "L'unico motivo per il quale vi rivolgo la parola è perché mi riveliate da chi avete saputo del signor Eliot" affermò. Il capitano era chiaramente divertito: non si sarebbe mai aspettato che lei avrebbe avuto il coraggio di fargli una domanda così diretta. "Davvero incresciosa come vicenda signorina" disse Benedict fingendo di darsi un tono. "Scrivevate qui da me un qualche discutibile sunto dei fatti che vi erano accaduti. Il titolo l'ho rivisto pubblicato sul Journal ed era firmato Eliot. Non capisco se vi firmiate T.S. Eliot perché diversamente non sareste in grado di pubblicare oppure se è una specie di rivincita sul mondo maschile." Georgiana abbozzò un sorrisetto e, abbassando la voce, rispose: "Non ho paura di voi, non crediate di potermi minacciare come avete fatto l'ultima volta. Se è per questo era nei miei piani svelare la mia vera identità, aspettavo solo il momento giusto per farlo e potrebbe essere arrivato". Il capitano Benedict piegò il giornale e lo mise da parte. Poi si sporse ben oltre la soglia che avrebbe messo a disagio qualsiasi giovane donna avvicinandosi all'orecchio di Georgiana. "Beh, sono sicuro che a voi non importerebbe niente di perdere la faccia signorina. Ma non lo farete, almeno fino a quando non avrete quella sicurezza che solo un cambio di cognome potrà darvi". Georgiana si irrigidì e comprese l'allusione ad un'imminente proposta di matrimonio da parte di Borrough. Benedict si allontanò, incrociò le braccia e si appoggiò alla parete. Rivolse uno sguardo verso il salotto in cerca dell'amico: "Mi spiace solo che Francis non sarà in grado di mettere un freno alle vostre idiozie. Se foste mia moglie vi farei dimenticare come si tiene in mano una penna". Indignarsi per quello che stava dicendo Benedict era proprio quello che lui avrebbe voluto, così Georgiana decise di restare calma. Lucas era pronto per il colpo di grazia: "Comunque" disse tornando a guardarla intensamente "sono entrato nella stanza blu quando stavate dormendo, sedata peggio di un cavallo. Avevate in mano ancora l'arma del delitto e il foglio era a terra. È così che ho saputo del vostro signor Eliot". Benedict spiegò il tutto con molta lentezza aspettando che le sue parole facessero effetto. Georgiana spalancò gli occhi più per l'imbarazzo che per il fatto si trattasse di una cosa alquanto disdicevole. Aprì la bocca e subito la richiuse cercando qualcosa da dire che lo avrebbe spiazzato più di quanto lui aveva fatto con lei. Ci rifletté ancora un poco e poi si fece seria: "Se io fossi vostra moglie vi farei dimenticare tutta questa tristezza che vi porta ad essere abominevole" disse alzando il mento. Benedict mostrò un sorrisetto piuttosto agghiacciante ma Georgiana, prima di andarsene, poté essere orgogliosa di se stessa perché in quel sorriso aveva notato una nota stonata; qualcosa di profondamente amaro.
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Georgiana
Historical Fiction[INGHILTERRA 1814] IN LIBRERIA come GEORGIANA di DEBORAH BEGALI "Il signor Benedict odia i balli, non sopporta la mondanità e tanto meno la compagnia del bel mondo. Un vero peccato cara signora!" disse rivolgendosi ad una delle tante ascoltatrici...
