Capitolo 4

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"Ellen stasera ci sarà una cena di famiglia. Per favore controlla di aver tinto i capelli e comportati bene"
"Ok..."
Voltai le spalle a mia mamma e andai in camera a vestirmi.
Avvisare prima no eh?
Rimasi a fissare l'armadio aperto in cerca di una qualsiasi ispirazione.
Alla fine optai per un paio di jeans e una camicia nera mentre rossetto e mascara completarono il tutto.
"Elly muovitiii sei in bagno da due ore!!"
Non era vero. Erano quaranta minuti al massimo. Uscii dal bagno avvolta in una nuvola di profumo fregato a mia mamma e lasciai spazio a Henry.
"Mamma mia che puzza!!"
"Si chiama profumo...ma ovviamente i cavernicoli come te ne ignorano l'esistenza"
Mi fece la linguaccia e mi chiuse la porta in faccia.
"Ellen?"
"Si?"
I miei erano davanti a me e si stavano scambiando occhiate tra di loro che non riuscivo a interpetare.
"Ellen...le tue ali...come...?"
Mi ci volle un attimo per capire a cosa stavano alludendo.
"Ah sisi...non riesco ad aprirle. Cioè mi fa male perché non le uso"
Dissi sfoderando un fantastico sorriso che non avrebbe potuto essere più falso di così.
Tuttavia i miei non si accorsero di nulla e tirarono un sospiro di sollievo.
Nonostante fossi un angelo ero piuttosto brava a mentire e non sapevo se esserne contenta o se vergognarmene.
"Bene...siamo molto contenti di te. Sappiamo che non ci deluderai"
Affermò mio papà mettendomi una mano sulla spalla.
Annuii mordendomi il labbro finché non sentii il sapore metallico del sangue in bocca.

"Dai papà lascia questa"
"Ma è orrenda"
"Non è vero!! Eminem non è orrendo!!"
Ero d'accordo con mio fratello, ma li lasciai litigare per la musica e mi concentrai sul paesaggio che sfilava al di là del finestrino della macchina.
Avrei tanto voluto aprire le ali e volare via. Via dalla mia vita, dai miei genitori, dai demoni.
Ma mi mancava il coraggio.
Sentii le portiere della macchina aprirsi e mi voltai. Non mi ero minimamente accorta che eravamo arrivati e che stavano scendendo tutti dalla macchina.
Scesi anch'io e li seguii sulle scale che portavano al portico della casa dei miei nonni.
"Oh ciao ragazzi!! Come state?"
"Bene mamma. Voi?"
"Bene bene, ma ora entrate che fa freddo"
Entrammo e mia nonna materna prese in disparte me e Henry.
"Come va ragazzi? Al piano di sopra ci sono i vostri cugini"
Annuimmo e salimmo al piano superiore.
"Ehilà cugini quanto tempo!!"
Mio cugino Ryan ci raggiunse mezzo barcollante con una bottiglia di liquore in mano.
I demoni erano incontrollabili quandosi ubriacavano. Il che succedeva spesso.
Gliela strappai di mano e me ne pentii subito. Infatti Henry mi stava guardando in modo strano.
Mi portai la bottiglia alla bocca e ne bevvi un lungo sorso sotto lo sguardo inquisitore e un po' stupito di mio fratello. Quando l'allontanai dalle labbra lo guardai, sfidandolo. Sorrise e tese la mano. Gli passai la bottiglia e poi mi allontanai un attimo per andare in bagno.
Chiusi la porta e vomitai quello che avevo bevuto nel water e mi sciacquai la bocca.
Tornai nella stanza e mi sedetti su una poltroncina osservando le persone che mi stavano intorno.
Ryan stava parlando con Kate, un'altra nostra cugina.
A un tratto si avvicinarono a me.
"Hey Ellen stavamo parlando di angeli e stavo dicendo a Kate che vorrei tanto uccidere un angelo a mani nude prima di tornare nel regno del Nostro Padre. Tu che ne pensi?"
Stavo per urlargli di starsene zitto perché io ero un angelo e che era una cosa orribile pensare di dover uccidere un altra creatura di Dio solo perché è diversa da lui, ma incontrai gli occhi di Henry. Mi stava fissando intensamente.
"Penso che non potrei essere più d'accordo"
Sembrò soddisfatto e sorrise. Un sorriso freddo e calcolatore.
"Perfetto. Sono contento di sapere che condividi le mie idee"
Sentii un brivido gelido corrermi lungo la schiena.
E non avevo freddo.

Durante la cena, per fortuna, non mi interpellarono molte volte e se succedeva era perché volevano sapere se ero d'accordo o no su qualcosa.
Quando tornammo a casa mio fratello mi prese in disparte.
"Davvero lo pensi?"
"Cosa?"
"Che sia bello uccidere gli angeli"
Sospirai.
"Abbastanza"
"Ma tu...sei un angelo."
"Io sono un demone" mi ci volle una grande forza di volontà per poter dire una frase così falsa.
"Bene. Sono contento che lo pensi"
Annuii.
Sono tutti contenti di me questa sera, constatai perplessa.
"Buonanotte Elly"
"Buonanotte Henry"
Andai a dormire sognando demoni sfigurati che uccidevano angeli indifesi.
Mi svegliai completamente sudata. Mi alzai e aprii la finestra facendo entrare l'aria fredda della notte. Rimasi a guardare la luna e le stelle con i gomiti appoggiati al davanzale.
"Ellen?"
Sussultai e mi girai verso la voce.
"Mamma?"
Si avvicinò.
"Che ci fai sveglia? E chiudi quella finestra per carità che si muore di freddo!"
"Brutto sogno..." dissi chiudendo il balcone e la finestra.
"Uhm...be torna a dormire ok?"
"Ok"
"Buonanotte"
"Buonanotte"
Tornai sotto le coperte e mi riaddormentai.

"Nooo ancora cinque minuti!!"
"Mi spiace sorellina ma anche tu ti devi svegliare"
Quelle poche volte (poche eh) che ero in ritardo i miei spedivano mio fratello a svegliarmi, che a quanto pare, si divertiva pure.
Mi alzai controvoglia dal letto strofinandomi gli occhi.
"Dai su che ci sono i muffin con le gocce di cioccolato!"
"Davvero?" Esclamai, di colpo sveglia.
"No"
Presi il cuscino e glielo tirai
"Questo è perché mi hai svegliato..." cuscinata "...questo è per avermi preso in giro..." cuscinata "... e questo  è per la tua amichetta dark"
Rise
"Ancora per quella storia?"
"Sì!!" Ennesima cuscinata.
"Basta bambini venite a fare colazione"
Ci girammo entrambi verso nostra madre che si stagliava sulla porta. Una tazza di caffè in una mano e un quaderno a spirale nell'altra.
Buttai il cuscino sul letto e seguii Henry in cucina.

"Sai che ho un nuovo vicino?"
"Davvero?"
"Davvero." Disse seria.
Scoppiammo a ridere. Ero seduta con Amber sotto un grande albero con la scusa di dover studiare. Avevamo sparpagliato i libri intorno a noi e avevamo cominciato a studiare, solo che dopo un po' ci eravamo stufate e siamo passate ad argomenti più interessanti.
"Quindi...questo nuovo vicino?"
"Ci siamo messi insieme, ma lui ancora non lo sa. Cioè, non sa neanche come mi chiamo, ma dettagli."
"Sono d'accordo"

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