Capitolo 5

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Vidi un ragazzo demone attraversare la strada e venire nella nostra direzione.
"Oh eccolo lì"
"Chi?"
"Il mio nuovo vicino di casa"
Nonononono. Fa che non sia proprio un demone.
Guardai intorno a me alla disperata ricerca di qualcuno che potesse essere il suo vicino di casa, ma non vidi nessuno. Eravamo io, Amber e il ragazzo demone.
"Dove stai guardando? È quello lì ti dico. Guarda sta venendo nella nostra direzione!"
No. Amber non poteva essersi innamorata di un demone. Di tutti, ma non di un demone. La guardai e seppellii il viso tra le mani: aveva gli occhi a cuore.
"Ciao ragazze"
I suoi occhi si soffermarono un attimo sui miei, ma non disse nulla.
"Ciao"
Lo salutò Amber. Io rimasi zitta.
"Oh ciao Amy"
"Amber"
"Ah giusto. Tu chi sei?" Disse guardandomi negli occhi.
"Elly"
"Alex. Piacere."
Mi porse la mano e dopo un attimo di esitazione gliela strinsi.
Quando me la lasciò, senza farmi vedere la strofinai sui jeans.
Sapevo che demoni non avevano l'ebola, ma mi davano fastidio lo stesso. Questo Alex poi...
Amber gli pendeva letteralmente dalle labbra e lo si vedeva lontano un miglio.
"Stai molto bene con l'azzurro Bea..." disse indicando il suo maglioncino azzurro cielo.
"Amber"
"...Amber"
La vidi sorridere e mi maledissi da sola. Se fossi stata davvero un demone avrei riso, divertita dalla reazione degli umani alla bellezza demoniaca. Ma io non ero un demone e mi dispiaceva per lei.
"Io e Amber ora dobbiamo proprio andare..."
"Ma cos...?"
Le tirai una gomitata fra le costole.
"Ahia"
"Ciao ehm... Alex"
"Ciao Elly e...Ally"
"Amber"
La portai lontano da quel demone, raggiungendo un posticino più appartato.
"Amber? Amber ascoltami!"
La scrollai per le spalle e vidi la foschia nei suoi occhi lasciare spazio alla luce che li caratterizzava. Mi sentii sollevata; almeno non era più sotto la sua influenza...
"Amber devi assolutamente dimenticarti di quel ragazzo ok?"
"E perché?"
"Perché... perché non è una brava persona. Ti sta soltanto usando...quando si stuferà di te ti lascerà perché per lui sei solo un giocattolo. Credimi."
"Stai dicendo questo solo perché sei invidiosa..."
"No!! Non è vero!! Anzi sarei davvero felice per te ma quel dem...ehm tipo non è quello che sembra!"
"Ah davvero? Perché tu lo conosci?"
No. Un attimo...stiamo facendo il suo gioco. Lui vuole seminare zizzania. Non devo accogliere le provocazioni di Amber. Punto.
"Amber...ti va se torniamo a ripassare?"
"No. Io lo so che ti piace. Ma lui è mio. Mio!!"
"Ooook...va bene Amber. Va bene."
Certe volte i demoni potevano fare questo effetto. Cioè portarti a dire cose che magari non pensi davvero.
"No non va bene. Devo tornare a casa ora. Ci vediamo domani a scuola"
Raccolse i suoi libri e la guardai allontanarsi lungo la strada.
Presi una margherita e le strappai i petali, lasciandoli cadere sull'erba. Potevano assomigliare a tante vite umane, così fragili e facili da interrompere.

"Hey sorellina brutta giornata?"
Chiese mio fratello osservando la mia espressione.
Lo guardai e bastò quello per fargli capire se era stata una brutta giornata o no.
"Oook...io vado di là va bene? Sfoga la tua sete omicida su qualcun'altro per cortesia"
Sorrisi e sorrise anche lui, prima di sparire in cucina.
Salii le scale e mi sedetti sull'ultimo gradino appoggiando la testa sulla ringhiera.
Non volevo far soffrire Amber, ma non mi piaceva per niente l'idea che si mettesse insieme con quel demone.
La prima cosa che imparai era che non bisognava mai fidarsi dei demoni. Mai.
Mi spostai dalle scale al letto e mi chiusi nel mio mondo fatto di musica grazie all'mp3 e alla riproduzione casuale.

"Hey hai visto Amber?"
Chiesi la mattina dopo ad un mio compagno di classe.
"L'ho vista molto impegnata con un tipo emo barra gotico barra dark"
Alex.
"Perfetto. E dove li hai visti?"
Mi scoccò un'occhiata curiosa
"Perché vuoi saperlo? È il tuo ex?"
Lo guardai sconcertata.
"Certo che no!! Solo che non mi piace molto quel tipo...allora dove sono?"
"Sul muretto fuori dalla scuola"
Avevo cinque minuti prima che suonasse la campanella, dovevano bastarmi.
Corsi a perdifiato giù per le scale e uscii dall'edificio.
Trovai Amber e Alex avvinghiati come due piovre sul muretto dove mi aveva detto il ragazzo di poco prima.
"Ehm...scusa ma fra poco suona e dobbiamo tornare in classe" dissi afferrando il gomito di Amber.
Le piovre si staccarono una dall'altro e mi guardarono.
"Amber?"
"Oh daii Elly!! Io e Alex stiamo insieme! Chissene se entriamo con um minuto di ritardo"
Sì ceerto. Un minuto.
"Amber. Muoviti e andiamo in classe"
Si girò verso di me, dando le spalle ad Alex.
"Tu. Non. Mi. Dai. Ordini."
Vidi un sorriso trionfante alleggiare sul suo viso e lo fulminai con lo sguardo.
La guardai negli occhi.
"Tu ora vieni con me"
Quando il suo sguardo incrociò il mio, anche se solo per un secondo, sembrò risvegliarsi. Si allontanò da Alex e mi seguì dentro scuola.
Gli angeli e i demoni avevano questo "potere" sugli umani. Se li guardavano intensamente potevano tipo ipnotizzarli; solo che lo sguardo di un angelo arrabbiato e anche un po' ferito è più potente di quello di un demone annoiato che vuole soltanto divertirsi.
Tutto dipendeva da che emozioni provavi quando guardavi la persona umana, più erano profonde e forti, più avevi effetto su di loro.

"Amber?"
"Sì?"
"Ti...senti bene?"
"Si si...solo...che cavolo stavo facendo con il mio vicino di casa?"
"Ehm...ecco stavate pomiciando. E alla grande"
Spalancò la bocca, sorpresa.
"Sul serio?"
"Già"
"Ops..."
Risi e cominciò a ridere pure lei.
"Ma scusa...come mai non ricordo nulla?"
"Essere sotto la sua influenza e poi risvegliarsi comporta la perdita di memoria di quei momenti"
Risposi enigmatica. Mi girai e tornai a seguire la lezione soporifera del prof, consapevole del suo sguardo confuso su di me.

"Mamma esco!"
"Sì ok. Torna per cena"
"Ok"
Uscii in fretta da casa e cominciai a camminare in direzione della radura in cui avevo volato per la prima volta.
Non avevo intenzione di splancare ancora le ali, perché rischiavo di farmi scoprire, ma avevo solo voglia di starmene un po' per i fatti miei.
Mi sedetti sull'erba a gambe incrociate e stavo per infilarmi le cuffiette che una voce interruppe ogni mio movimento.
"Guarda guarda...un angioletto solo soletto"
Alex.

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