Addio
Pov. Ariel
É da un po' di tempo che Alec si comporta in modo strano, non risponde alle chiamate e ai messaggi.
Le poche volte che lo vedo a scuola evita sia me che Hope, ci ha pure tolto il saluto.
Ora sto andando a casa sua.
Voglio vederlo e chiedergli cosa abbia.
Cammino con le cuffie nelle orecchie, devo rilassarmi.
Non so perché ma sono agitata, ho paura di sapere cosa abbia.
Mi guardo attorno.
Le macchine sfrecciano sull'asfalto bagnato.
Da poco ha smesso di piovere e la gente ne ha approfittato per uscire.
Il brutto della primavera é il tempo. Non é stabile. Un giorno piove e l'altro c'è un sole che spacca le pietre.
Ecco perché odio questa stagione.
Senza essermene accorta ho imboccato il viale che conduce alla casa di Alec.
Vive in un appartamento da solo.
I suoi genitori sono morti quando aveva 16 anni e , grazie al consiglio, non é stato affidato agli assistenti sociali.
Dalla porta vedo una vecchietta che esce, mi affreto e raggiungerla così non mi chiude fuori.
Inizio a salire le scale per raggiungere il quarto piano.
Nel palazzo ci sono 7 piani, l'ascensore c'è, ma quando ero piccola ci sono rimasta bloccata e da quel momento ho paura di salirci.
Faccio a due a due gli scalini per arrivare prima al piano.
Cerco il portone numero 25.
Appena l'ho trovato suono il campanello.
Sono stanchissima, non dovevo salire gli scalini in quel modo.
Risuono il campanello.
Non risponde nessuno.
Eppure sono sicura che sia in casa, la macchina é posteggiata fuori.
Inizio a cercare sotto lo zerbino la chiave,ma non c'è. Dove la può aver messa?
Inizio a guardarmi in giro in cerca di ispirazione"
Sopra la porta
Ascolto la mia coscienza e inizio a tastare la parte sopra della porta.
Colpisco qualcosa che cade producendo un rumore metallico.
La chiave.
La raccolgo e apro.
《Alec sei in casa?》
Silenzio.
Impossibile che non ci sia.
Vado a vedere in sala e in cucina, ma non c'è.
Guardo in camera sua.
Il letto é intatto e di lui nessuna traccia.
Forse dovresti andare via.
No. Voglio sapere cosa gli succede.
Lo aspetto qua.
Mi siedo sul divano e accendo la TV.
Passo da un canale all'altro prima di fermarmi s'un documentario sul Giappone.
É il mio stato preferito. Un giorno ci vorrei andare.
Mi metto comoda e inizio a guardare la televisione mentre lo aspetto.
Sono passate 3 ore e lui non l'ho ancora visto e sentito.
Sono più agitata di prima, e se gli é successo qualc'osa?
Potrebbe aver fatto un incidente
Ti ricordo che la sua macchina é qui.
Con la moto?
É rotta.
Un gruppo di demoni?..
Ci avevo pensato.
Non posso credere che sto avendo un dialogo con la mia coscienza.
Squoto la testa e mi alzo avviandomi verso la cucina.
Mi é venuto un leggero languorino.
Apro il frigo e scruto attentamente quello che c'è al suo interno.
Ho voglia di dolce.
Se ho voglia di dolce vuol dire che sono arrabbiata, agitata o con ciclo. O addirittura tutte e tre. Fortunatamente ora sono solo agitata.
Prendo una barretta di cioccolato con le nocciole e torno a sedermi sul divano.
Cerco il telefono che avevo posato qualche minuto prima sul divano e lo trovo sotto un cuscino.
Guardo l'ora e sgrano gli occhi.
É davvero tardi, sono quasi le 7.
Ecco perché ho fame, di solito a quest'ora mangio.
Chiamo mia madre per avvertirla che mangio a casa di Alec, anche se é una mezza bugia visto che lui non c'è.
《Ariel Dove sei finita?》
La voce di mia madre é molto alta.
Ha ragione ad essere arrabbiata, non l'ho più chiamata da oggi pomeriggio.
《Scusa mamma, ma tra una risata e l'altra non ho visto l'ora. Resto a mangiare da Alec già che sono qui. Visto che é tardi.》
La sento sospirare.
Sicuramente adesso starà scuotendo la testa.
《E va bene. Ma la prossima volta avverti, d'accordo?》
《D'accordo Ciao Mamma》
《Ciao Tesoro》
Butto giù la chiamata e riprendo a guardare la TV.
Sento un rumore che mi fa svegliare.
Non mi sono nemmeno accorta di essermi addormentata.
Spengo la TV e mi alzo per andare dalla porta.
Appena la maniglia viene abbassata vedo Alec, ma insieme a lui c'è qualcuno.
O per meglio dire una ragazza.
Alza lo sguardo e appena mi vede sbianca.
Io in tutta risposta incrocio le braccia e lo guardo male.
《A-ariel che ci fai qui?》
Balbetta.
Non si aspettava la mia presenza.
《Ero solo venuta a vedere cosa ha il mio ragazzo, ma a quanto pare ho capito benissimo.》
La ragazza insieme a lui mi guarda dall'alto in basso.
《E tu chi sei?》
Il mio sguardo si acciglia.
Indossa un top rosso, dei pantaloncini neri, e un paio di Adidas nere.
I suoi capelli sono castani con le punte bionde.
Sul braccio ha un tatuaggio.
Non riesco bene a vederlo, ma sembrerebbe una luna.i suoi occhi Sono neri.
《Dovrei farti io questa domanda visto che sei con il mio ragazzo》
Apre la bocca ber ribattere, ma Alec la interrompe.
《Susan potresti aspettare fuori》
Lei annuisce ed esce chiudendo la porta dietro di se.
《Che ci fai qui?》
Ignoro la sua domanda è gli pongo la mia.
《Perché non ci parli più? 》
Scuote la testa guardando il muro davanti a sé.
《Ho chiesto cosa ci fai qui?》
Sciolgo le braccia e le lascio cadere lungo i fianchi stringendo poi i pugni dalla rabbia.
《sono giorni che non ci vediamo e non ci sentiamo e l'unica cosa che sai dirmi appena mi vedi é : che fai qui?. Io sono preoccupata per te. Io e Hope non sappiamo più che fare. Ci ignori, non ci parli,ci eviti sempre e ci hai pure tolto il saluto. Sono qui dalle 4 del pomeriggio per te. Perché sono preoccupata per te. Ma a quanto pare non ti interessa. A quanto pare l'unico motivo del tuo comportamento é quella ragazza che é li fuori dalla porta e che sicuramente sta ascoltando divertita da questa litigata.
Ma sai che ti dico. Hai ragione. Cosa ci faccio qui? Niente. Dovevo starmene a casa e farmi i cazzi miei. Invece sono venuta qui ad aspettarti. Ma a quanto vedo la mia presenza non é gradita. Me ne vado.》
Prendo il mio zaino e vado verso la porta
Poso la mano sulla maniglia, ma sento una presa sulla mia mano libera.
Non mi giro, non voglio vederlo.
《Ariel non é come pensi..》
La sua voce é bassa.
《E allora com'è sentiamo..》
Cerco di restare calma, ma é difficile.
Sento la gola bruciare e gli occhi pizzicare.
Ma non posso piangere.
《.Non posso dirtelo...é difficile》
Scuoto la testa chiudendo gli occhi, nel farlo delle lacrime cadono lungo le mie guancia.
《É finita.》strattono via il braccio ed esco dal suo appartamento.
Vado via. Da lui, da noi.
Mi asciugo le guancia appena i miei occhi incontrano quelli di Susan.
Sul suo viso c'è un ghigno di vittoria.
Le passo accanto senza considerarla,ma appena sento il suo commento mi blocco.
《Piccina. Senza più un ragazzo. Ti sentirai piuttosto stupida adesso》
Mi giro e punto i miei occhi nei suoi.
Un sorriso si allarga sul mio viso.
《Tu devi sentirti stupida. Stai usando merce già usata.》
Scuote la testa emettendo una leggera risatina che mi fa ancora più innervosire.
《Già peccato che io e lui facciamo magie a letto》
Pensa di aver vinto questa battaglia, ma si sbaglia.
Mi avvicino a lei e il mio sguardo diventa serio.
《Beh. Trattamelo bene Alec, perché era abituato a stare con una leonessa non con una gatta morta》
Mi giro e mi avvio verso le scale.
La sua faccia era sorpresa.
Mi affretto a scemdere per uscire il prima possibile da questo palazzo.
Appena sono fuori corro in strada.
Mi fermo e guardo un'ultima volta il suo balcone.
《Addio Alec》
Lo sussurro,come se qualcuno potesse sentire il mio dolore.
Ma sono sola.
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L'Angelo Ribelle (In Pausa/Revisione)
Fantasy#3 in fantasia. 08-04-2017 #5 in fantasia. 14-03-2017 #40 in fantasia. 01-02-2019 Hope. Il mio nome. In teoria significa speranza, ma come posso io dare speranza a qualcuno? Tutti contano su di me, ma io su chi posso contare? Non riesco nemmeno a l...
