Un incubo
Un rumore assordante mi sta infastidendo,costringendomi ad alzarmi.
Dopo qualche secondo capisco che é il mio telefono che sta squillando e dalla suoneria so chi mi sta chiamando.
Guardo l'orologio e poi rispondo.
-Ariel cosa vuoi? Sono le 8 del mattino, lasciami dormire-
Mi appoggio contro lo schienale del mio letto ed essendo scomoda metto un cuscino dietro la schiena.
Mi sfrego gli occhi nel tentativo di svegliarmi perché tanto so che non riuscirò a riaddormentarmi.
- É proprio per questo che ti ho chiamata. É tardi, preparati-
Prendo la bottiglia che tengo sempre sul comodino e bevo un po' d'acqua come faccio tutte le mattine.
-Perché dovrei prepararmi? Dove dobbiamo andare?-
Mi asciugo con il dorso della mano la bocca e richiudo la bottiglia rimettendola al suo posto.
- A scuola cretina! Oggi é lunedì! -
Mollo il telefono con ancora la chiamata aperta e corro in bagno per darmi una rinfrescata.
Mentre mi lavo i denti torno di corsa in camera e prendo il mio telefono.
- Secondo te ce la faccio a prendere il Bus delle 8 e 17?-
Chiedo allarmata mentre apro l'armadio.
Inizio a tirare fuori vestiti su vestiti e alla fine opto per una maglia a righe nera e bianca e dei pantaloncini di jeans.
-Se fai veloce si-
Mugugno un Ciao e chiudo la chiamata.
Mi vesto velocemente,poi vado in bagno per sciaquarmi la bocca.
Pettino i miei capelli e visto che ho ancora dieci minuti passo un filo di mascara e del correttore per nascondere le mie occhiaie.
Ieri sera sono andata a dormire davvero tardi.
Abbiamo avuto una settimana di vacanza,visto che hanno dovuto aggiustare i tubi dell'acqua perché sono quasi tutti esplosi allegando la scuola, e ho completamente perso la cognizione del tempo.
Prendo il cullare e lo infilo nella mia borsa d'emergenza.
É una semplice borsa,ma dentro ha sempre un quaderno e una penna.
La uso quando sono in ritardo e non ho tempo di fare lo zaino , come adesso.
Scendo le scale e saluto il mio lupacchiotto., il quale sicuramente sta ancora dormendo e quindi non mi ha sentita.
I ragazzi sono andati in gita,quindi la casa é completamente vuota, allora quasi tutti i giorni Ariel rimane a dormire da me, ma ieri sera sua madre stava poco bene, così é tornata a casa sua.
Tanto dovrebbero tornare stasera verso le 8.
Attraverso di corsa la strada senza guardare se arrivano macchine, visto che sono già in ritardo e la fermata del Bus si trova a 5 minuti da casa mia , ed é proprio in quel momento che sento un clacson suonare e l'ultima cosa che vedo sono due luci di una macchina.
Pov. Ariel
Rientro in classe e mi risiedo al mio banco.
Stamattina sono entrata in classe e non ho visto Hope, ho subito pensato al fatto che si fosse scordata che oggi c'è scuola.
Non ho pensato al fatto che poteva essere mala perché sono rare le volte in cui sta male, e poi ieri sera stava bene.
- 2 ore dopo -
Hope non é ancora arrivata, sto iniziando davvero a preoccuparmi.
Spero solo che abbia perso anche l'altra corsa e che si sia arresa rimanendo a casa.
Ora che ci penso manca anche Alec.
Sarà sicuramente con qualche troia.
Ariel non pensarci
Non é semplice.
Incrocio le braccia sul banco e appoggio la testa su di esse.
Ieri sera non ho dormito molto continuavo a sognare una persona sdraiata s'un letto d'ospedale.
Un vero incubo che mi ha tenuta sveglia quasi tutta la notte.
Sento il mio telefono vibrare e dato che sono a lezione tolgo la vibrazione e lo metto via.
Richiamerà, anche se non so chi sia visto che non conosco il numero.
Un'altra ora é passata e adesso c'è ricreazione.
Esco dalla classe e mi avvio alle macchinette per prendere un caffè.
Mi metto a parlare con Tiffany, una ragazza che frequenta il mio stesso corso di Arte quando vedo il display del mio telefono illuminarsi.
Lo prendo e noto che é lo stesso numero di prima.
-Scusami un attimo Tiffany-
Mi fa segno di si con la testa e si gira dirigendosi verso una ragazza che non conosco.
- Pronto?-
- Salve. La chiamiamo dall'ospedale Acqua Santa.
La informo che stamattina una sua amica é stata investita e non riuscendo a contattare i suoi genitori, abbiamo trovato il suo numero e abbiamo chiamato lei-
Butto giù la chiamata e corro in classe.
Prendo il mio zaino ed esco da scuola.
Mentre sono in cortile vado a sbattere contro qualcuno e appena alzo lo sguardo incrocio il viso del mio prof. Di Storia.
-Signorina é vietato correre-
-Mi scusi ma mi ha chiamato l'ospedale e ho paura che Hope si sia fatta male-
Lo sorpasso e riprendo a correre verso la strada.
Fortunatamente riesco subito a fermare un taxi.
-Ospedale Acqua Santa. Presto-
Dopo 10 minuti scendo dal taxi lasciando un a banconota da 10 al guidatore.
-Signorina il resto -
Non lo ascolto ed entro nell'ospedale.
Vado dalla segreteria e chiedo informazioni.
Sono quasi sicura che la ragazza di cui parlava il dottore é Hope, lei non ha molte amiche, praticamente ha solo me, e nei preferiti c'è il mio numero di telefono.
Ma spero di sbagliarmi.
-Salve stamattina mi hanno chiamata dicendomi che una ragazza é stata portata qui-
La signora alza lo sguardo e mi guarda attentamente.
-Signorina sa mica dirmi il nome-
-Credo sia Hopelia Black-
Acciglia lo sguardo e poi digita il nome sulla tastiera del computer.
-Black..Black...Black..eccola. Stanza 166. Terzo piano-
La ringrazio alla veloce e vado velocemente alla ricerca della stanza indicata.
Sento il sangue bruciare nelle vene, ma sto anche sudando freddo.
Sapere che Hope é in ospedale é la cosa più brutta che mi potesse capitare.
Appena trovo la stanza mi fermo davanti alla porta.
Il dottore non mi ha detto cos'ha, magari per non dirmi al telefono che é molto grave, oppure non lo ha fatto perché è una cosa da niente e non voleva farmi agitare più del dovuto.
Ma se fosse la seconda ipotesi avrebbe potuto dirlo subito.
Appoggio la mano sulla maniglia e dopo un po' di esitazione decido di aprirla.
Mi si é bloccato il respiro.
La mia amica é davanti a me, stesa sul lettino con dei tubi nelle braccia e un cardiografo per misurare il battito cardiaco.
Mi avvicino lentamente e le accarezzo i capelli.
-Signorina non può stare qui-
Mi giro e trovo un medico con in mano una cartella.
-Cosa le é successo?-
-Non possiamo dirglielo per questioni di privacy, possiamo parlare solo con genitori e parenti-
Mi avvicino a lui con le lacrime agli occhi e gli urlo contro
-Mi ascolti bene. Sono la sua migliore amica, nonché la sua unica amica. I suoi parenti abitano tutti al Nord e i suoi genitori sene fregano altamente di lei contando in più che sono in Giappone e non torneranno prima di due settimane. Quindi mi faccio il santo piacere di dirmi cosa ha la mia amica o giuro che vedrà la parte peggiore di me, e le assicuro che nessuno tranne Hope e il mio ex fidanzato mi ha mai vista veramente incazzata-
Mi guarda e poi guarda dietro di me.
Alla fine apre il fascicolo che tiene in mano e mi spiega cosa é successo.
-La sua amica é stata investita,non si sa chi sia stato visto che l'auto non si é fermata. HA riscontrato un danno celebrale, due coste incrinate e un'emorraggia interna.-
Lo fermo per farlo arrivare subito al sodo.
Fa un respiro profondo, il quale mi fa agitare ancora di più.
-La sua amica a causa del danno celebrale e dell'emorraggia ha perso molto sangue e a causa dei continui collassi é stata indotta al coma-
Coma indotto.
La mia migliore amica é in coma.
Cerco di non piangere , ma i tentativi sono inutili.
- E cosa si può fare?-
- Non c'è da preoccuparsi per i danni che ha ricevuto. Essendo un angelo guarirà presto. Ma per il coma bisogna aspettare e sperare -
Questo é un incubo.
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L'Angelo Ribelle (In Pausa/Revisione)
Fantasy#3 in fantasia. 08-04-2017 #5 in fantasia. 14-03-2017 #40 in fantasia. 01-02-2019 Hope. Il mio nome. In teoria significa speranza, ma come posso io dare speranza a qualcuno? Tutti contano su di me, ma io su chi posso contare? Non riesco nemmeno a l...
