A presto

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Il padre di Andrea è capo di una grossa multinazionale, quindi un uomo stimato ma soprattutto severo. Lo conosco da anni ma ha sempre tenuto un carattere fermo anche con me. Nonostante questo parlerò con lui a tutti i costi.
Saliamo fino al suo ufficio. La sua segretaria ci ferma.
Nancy: "Mi dispiace. I ragazzi non sono ammessi qui."
Andrea: "Sono il figlio di Philip. Lei deve essere la segretaria nuova."
Nancy: "Come faccio a crederti?"
Io: "Mettiamola così cara Nancy. Non crederci, continua a pensare che siamo dei ragazzetti sciocchi. Continua con la tua vita monotona da segretaria di un'azienda che ti piacerebbe possederla ma è solo un sogno. Ricordati solo che con questo atteggiamento non avrai mai una relazione seria, e lo so che non sei sposata visto che non hai la fede. Avrai solo una storiella di due giorni con un riccone sposato che vuole passare la notte con la segretaria."
Nancy: "Scusatemi..."
Io: "Tranquilla è normale. Basta che ci fai passare e la tua vita non sarà quella che ti ho appena descritto."
Nancy: "Prego, passate."
Andrea: "Ma come hai fatto? Potevo semplicemente mostrargli il documento."
Io: "Caro Andrea, hai ancora tanto da capire sulle donne."

Bussiamo alla porta del suo studio ed entriamo.
Philip: "Andrea! Isabella! Che piacere vedervi? Che visita inaspettata."
Io: "Buongiorno Philip."
Andrea: "Papà è meglio che ti siedi. Dobbiamo parlare di una cosa importante
Philip: "Vi ascolto."
Io: "Philip perché non vuoi accettare le nozze di tuo figlio?"
Philip: "Ancora con questa storia Andrea?
Andrea: "Ti prego papà ascoltala."
Philip: "Io adoro Irene e lei e mio figlio formano una coppia fantastica, ma come tu sai ci trasferiamo e il matrimonio includerebbe anche Irene nel trasloco."
Io: "È perché non può venire con voi?"
Philip: "Vorrebbe dire ulteriori spese. Mantenere anche lei."
Io: "Ma è questo che fa una famiglia. Loro andrebbero all'università e continuerebbero gli studi."
Philip: "Credo che la risposta sia ovvia, no e ora andate."
Io: "Va bene me ne vado ma prima devi sapere che io mi ricordo il tuo matrimonio. Tuo padre non era convinto, ma tu amavi tua moglie. Anche Andrea ama Irene e farebbe di tutto per lei. Se riesci ad accettare questo, forse tornerai a vivere. Hai montagne di soldi? Perché non li lasci essere felici come tu lo sei con Nora. Io ho visto delle persone dover lasciarsi per questi motivi e passare le loro giornate distanti e infelici. È questa la vita che vuoi per tuo figlio? Mostra almeno un po' di dignità. Se tu vuoi veramente bene a Irene, allora passa sopra il trasloco, portala con te o lascia che loro finiscano gli studi qui. La vita è una, non condizionarla. E ora me ne posso andare."
Philip: "Aspettate. Isabella hai ragione. Io ho sbagliato completamente. È solo che non voglio perdere mio figlio."
Andrea: "Papà tu non mi perderai mai. Ma io amo alla follia Irene e voglio passare la mia vita con lei."
Philip: "Ormai sei grande e puoi fare le tue scelte. Andiamo da lei, mi scuserò di persona. E poi vi sposerete. Lei potrà venire con noi o potrete restare qua. Devo rimediare."
Andrea: "Ti voglio bene papà."
Philip: "Anche io."
Mi stavo per commuovere per loro. Philip si gira verso di me e sussurra: "Grazie."

Dopo di che torniamo a casa di Irene. Philip e Andrea entrano nella sua stanza dove ci sono anche le altre.
Philip: "Carissima Irene, è stata tutta colpa mia ma grazie a Isabella e Andrea ho capito il torto che ho commesso."
Andrea: "Amore mio, quello che ho fatto è imperdonabile. Ti prego sposami lo stesso. Perdonami. Voglio stare accanto a te per sempre."
Irene: "Devo ancora capire cosa sia successo ma io ti amo e sì che ti sposo!"
E poi un bacio infinito.

Charlotte si avvicina a me.
Charlotte: "Vedo che con le storie d'amore ci sai fare."
Io: "So aggiustare cuori spezzati ma non so aggiustare il mio."
Charlotte: "Cosa farai ora?"
Io: "Tornerò giù e poi ci rivedremo per il matrimonio di questi due cuori."
Charlotte: "Assolutamente si. Ora come ti senti?"
Io: "Molto meglio. Ho risolto tutto. Inoltre ho appena avuto una risposta da un'università a New York e mi hanno accettato."
Charlotte: "Ma è fantastico. Le cose sembrano andare di bene in meglio."
Io: "Si e ora mi sa proprio che devo ripartire."
Charlotte: "Quando?"
Io: "Domani. Credevo di restare di più ma qua le cose si sono aggiustate."
Charlotte: "Ora devi risolvere la tua di vita."
Io: "Eccome se devo."
Charlotte: "A presto Isa."
Io: "A presto Charlotte."

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