Chapter eleven

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«Sometimes we're tested. Not to show our weaknesses, but to discover our strenghts»

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«Come mi hai appena chiamato?»

Silenzio. La ragazza non rispose, rimanendo nella posizione in cui era ad occhi chiusi. Sentì due mani poggiarsi sulle sue spalle e scuoterla leggermente.

«Young-ah, tu come fai...» iniziò il ragazzo.

«Faccio cosa?» Continuò la ragazza, spalancando gli occhi marroni e guardando il viso del ragazzo.

«Niente lascia perdere, forse sono io che mi sbaglio» il ragazzo lasciò la presa e si sistemò seduto nel letto.

«Come faccio a sapere il tuo vero nome, V?»
Il ragazzo la guardò fissa negli occhi, la sua espressione piú confusa che mai.
«O forse dovrei chiamarti Kim Taehyung, principe e futuro re del regno di Baekje?»
Il ragazzo non accennò a dir parola, continuava a fissare la ragazza con stupore.

«Come hai fatto a scoprirlo-»iniziò il moro, ma la ragazza gli parlò da sopra. «Forse è il momento delle presentazioni» annunciò con fierezza lei. Mise una mano nella tasca del vestito e tirò fuori una maschera bianca, una maschera che il principe conosceva troppo bene. «Permettimi di presentarmi» disse lei, indossando la maschera «il mio nome è Park Mi-Young, principessa di Silla» fece una pausa, sorridendo «e tua futura sposa» concluse, togliendosi la maschera. La bocca del ragazzo si era aperta a formare una O.

«Tu.. tu da quanto sai tutto questo» fu l'unica cosa che riuscì a dire.

«Vediamo un po'... da quando la notte del ballo eri ubriaco ed io ti ho tolto la maschera?» Ironizzò lei. «E perchè me lo dici solo ora?» Il tono di Taehyung si fece più serio «avremmo evitato di continuare a vederci di nascosto»

«Non ti arrabbiare, volevo solo vedere un po' come si evolvevano le cose!» Affermò lei, corrugando le sopracciglia. Il ragazzo sospirò, chiudendo gli occhi. Poi la guardò nuovamente e i lati della sua bocca si piegarono in un sorriso, facendo sorridere anche la ragazza.

«Nonostante ora possiamo vederci anche a palazzo, vorrei che noi continuassimo a vederci qui, questo è un posto speciale per me ormai» sussurrò lei, guardando fuori dalla finestrella della baracca e contemplando il ciliegio in fiore. I due non avrebbero piú avuto bisogno di vedersi in segreto, avrebbero potuto ufficializzare la cosa, renderla pubblica e finalmente sposarsi, risolvendo tutte le questioni politiche tra i loro regni.

Sarebbe andato tutto cosí, se non fosse accaduta quella cosa, quella cosa che avrebbe rovinato tutto, che avrebbe infranto tutti i sogni dei giovani sposi. 

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«Allora è tutto pronto?» Domandò la donna, badando a tenere la sua voce bassa.

«Sì mia signora. Abbiamo programmato tutto per domani. L'operazione dovrebbe andare a buon fine» rispose l'uomo che dalla pronuncia non proveniva ne' dal regno di Silla ne' da quello di Baekje, non poteva che esser di Goguryeo.

«Bene, portate i miei omaggi al re Hae Mo-Su, ditegli che avrà mie notizie e che ben presto potremo realizzare il nostro obiettivo, decapiteremo il re di Silla e uniremo tutto in un unico territorio. Ma prima di far questo, dobbiamo liberarci del sovrano del regno di Baekje e di suo figlio. E ovviamente, di Park Mi-Young».

A parlare era Min-Hee, la nuova moglie del re di Silla. Tuttavia, nessuno sapeva che lei avesse rapporti con il regno di Goguryeo, regno che non solo con Silla non era tanto in buoni rapporti, ma che aveva piani espansionistici volti a conquistare l'intera corea e ad eliminare le altre monarchie.

«Sì, mia signora. Lasci fare tutto a noi». La donna fece cenno di sì con il capo, si alzò il cappuccio e, come se niente fosse, lasciò il vicolo dell'incontro, tornando al palazzo di Silla.

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Dopo la notte trascorsa e dopo aver scoperto tutta la verità, nonostante i due sarebbero potuti tornare insieme al castello, la ragazza decise di incamminarsi prima da sola, così da non destare sospetto a corte. Più tardi si sarebbe vista a palazzo con Taehyung e avrebbero reso pubblica la notizia del loro fidanzamento e futuro matrimonio. La ragazza avrebbe dovuto scrivere una lettera anche a suo padre per avvisarlo dell'accaduto. Lo avrebbe avvisato anche del fatto che lei sarebbe rimasta a vivere a Baekje. Infondo, quel paese le piaceva. Era allegro e abbastanza tranquillo. Il re Jumong era un buon re, e poi c'era Taehyung con lei.

Arrivò al solito posto, fuori dalle mura del castello, dove ormai era un'abitudine scavalcarci. C'era un'aria strana, un'aria pesante, come se qualcuno la stesse osservando, aveva una brutta sensazione. Si guardò intorno ma la nebbia mattutina le impedì di vedere molto. La ragazza si aggrappò al muretto, pronta a darsi una spinta verso l'alto, ma subito si sentí un forte braccio avvinghiarsi alla sua vita, mentre un fazzoletto da un odore strano le premeva sulla faccia. Mi-Young, spaventata, si girò, vedendo un uomo muscoloso e calvo stringerla e trascinarla via, aiutato da un altro uomo, altrettanto muscoloso, dai capelli brizzolati. Capì che doveva scappare, liberarsi dalla loro presa, si dimenò, scalciò, tentò di urlare, ma il liquido sedativo presente sul fazzoletto iniziò a far effetto. La testa cominciò a girarle, la vista iniziò a sfocarsi e quasi non riusciva a sentir più niente. Vide a malapena una figura maschile scendere da una carrozza appena arrivata.

«Non fatele del male, ci serve viva» Non riusciva a muovere un muscolo, era davvero spacciata questa volta.

«Taehyung» sussurrò, con la speranza che il ragazzo accorresse da lei, come aveva già fatto una volta. Dopo di ciò, perse i sensi.

Ma quella volta, nessuno venne a salvarla.

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