«She was unstoppable. Not because she did not have failures or doubts, but because she continued on despite them»
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Pochi giorni dopo, Jimin tornò a Silla, portando a Mi-Young il messaggio conferitogli dal principe di Baekje. Nel frattempo, a Silla era scattato l'allarme perchè le guardie si erano accorte dell'evasione di Park Jimin. Ovviamente, i sospetti erano ricaduti su Mi-Young, essendo lei l'ultima persona ad averlo visto, ma Mi-Young aveva negato tutto, affermando che lei non c'entrava niente. E poi, in un periodo pre-guerra, nessuno si sarebbe preoccupato di un evaso. Peccato che nessuno sapesse che Park Jimin era più vicino a loro di quanto credessero e che si nascondeva all'interno della stanza della principessa.
Jimin, come suo solito fare, entrò dalla finestra e rimase appoggiato sul cornicione, aspettando che la principessa si accorgesse di lui. Quando Mi-Young lo vide, si diresse verso di lui per sapere notizie ma Jimin le porse semplicemente il foglietto datogli da Taehyung.
Sapere che stai bene è tutto ciò di cui ho bisogno. Supereremo questa situazione, vedrai che ce la faremo. Ho bisogno di te.
C'era scritto semplicemente questo breve messaggio, ma l'umore di Mi-Young era alle stelle ormai. Guardò Jimin e si ricordò del suo patto.
«Il tuo compito con me è finito. Puoi andare ora, sei libero» sorrise leggermente Mi-Young.
Il ragazzo si girò e guardò fuori dalla finestra. «credo che rimarrò ancora un po' qui, in caso tu avessi bisogno di me» disse.
«Jimin, ti ho giá detto che non sei un mio servo, sei solo un mio aiutante. Non sei obbligato a star qui, sai?» rispose la principessa.
Jimin la guardò e incrociò le braccia al petto. «sono qui perchè voglio rimanere qui, non perchè me lo stai ordinando tu. Ho deciso di continuare ad aiutarti e proteggerti» iniziò «ho dato la mia parola a un certo qualcuno che vi avrei fatti ricongiungere».
Le labbra di Mi-Young si piegarono in un sorriso, capendo già chi quel qualcuno fosse. Poi tornò al presente, alla realtà. Sarebbe nuovamente andata a parlare con il padre la mattina dopo, avrebbe tentato nuovamente di fermare questa guerra.
Il giorno seguente Mi-Young si diresse nella sala del trono, dove risiedeva il re.
«padre» chiamò la ragazza «voglio parlarti»
Il re la guardò, invitandola ad entrare.
«cosa c'è?» chiese, riprendendo ciò che stava facendo «sono impegnato in questi giorni, ci stiamo preparando per entrare in guerra» Mi-Young sospirò.
«è proprio di questo che voglio parlarti»
Solo a quel punto il re la fissò. Mi-Young si sedette accanto a lui. «la guerra porterà solo caos e distruzione, sai quanti morti provocherà? Vuoi davvero questo per il tuo regno? Vuoi davvero uccidere gente innocente?» il re rimase in silenzio, poi parlò
«sono le conseguenze per chi sfida la corona. Sono le conseguenze di chi cerca di togliermi la cosa più cara al mondo. Una l'ho già persa con tua madre, non perderò anche te» Mi-Young sospirò. Così facendo però, avrebbe perso anche lei.
«Padre, davvero non è stato Taehyung a rapirmi, né tanto meno il re Jumong» iniziò «loro mi hanno sempre trattata benissimo, Baekje è un paese fantastico» continuò e il padre roteò gli occhi.
«padre, quando sono stata rapita, ho visto un uomo prima di svenire. Quell'uomo era Hae Mo-su, è stato lui a rapirmi, con la complicità di Min-Hee. Nella stanza dove mi hanno rinchiuso c'era una lettera indirizzata a Goguryeo, quando Silla non aveva nessun tipo di rapporto con esso. Da chi pensi venisse quella lettera? Poi, ho sentito con le mie orecchie Min-Hee e il re Mo-Su parlare dei loro piani. Padre devi credermi, Taehyung non c'entra niente. Mo-Su fa il doppio gioco e Min-Hee è una sporca traditrice-»
«non ti permetto di parlare così di Min-Hee» la interruppe il padre «né tantomeno del re Mo-Su. Se non fosse stato per loro, a quest'ora tu non saresti più qui con noi»
«ma papà, ti ripeto che sono stati loro a escogitare tutta questa messa in scena! Tae-»
«Taehyung, Taehyung, Taehyung! Questo ragazzo ti ha stregata, non sai più quello che dici, non sai riconoscere ciò che è giusto ed è sbagliato» la ragazza fu interrotta di nuovo dalle parole del padre. «questa guerra è una mia vendetta e si farà. Abbiamo un'alleanza con Goguryeo, non la perderemo. È tutto pronto e non ho intenzione di tirarmi indietro»
Solo in quel momento Mi-Young capí che quello stregato era il padre, sì, stregato e cieco dalla sete di vendetta, di una vendetta senza fondamenta. Si stava alleando con il nemico. Stava cadendo dritto in trappola. Strinse i pugni per trattenere la sua ira e lasciò la sala del trono, con suo padre che ancora la guardava. Tornò in stanza e trovò Jimin seduto sul bordo della finestra. Il ragazzo la guardò mentre lei iniziò a raggruppare un po' di cose e metterle in una borsa a tracolla che aveva uscito dall'armadio.
«cosa stai facendo?» chiese lui con aria interrogativa. La ragazza non lo guardò nemmeno, continuando a fare ciò che stava facendo. Solo minuti dopo parlò.
«Jimin, ho bisogno del tuo aiuto» iniziò, e il moro accennò un sorriso. «ho bisogno di vedere Taehyung, di parlargli dal vivo. Ho bisogno che tu mi aiuti a fuggire da questo palazzo, no, da questa prigione ormai». Jimin tornò serio. La questione era più complessa di quello che sembrava. Ma sì, l'avrebbe fatto.
«ogni tuo desiderio è un ordine» ironizzò lui, facendo sorridere anche lei. Poi Mi-Young si sedette alla scrivania, prese carta e penna e scrisse un'annotazione.
«ma prima, ho bisogno che tu recapiti questo a Taehyung. È un problema?» chiese la principessa.
«lascia fare a me» disse il moro.
«quando incontrerai Taehyung, digli che la data varrà dal momento della consegna, okay?»
Il ragazzo annuí, prendendo in mano il bigliettino che Mi-Young gli porse.
"Sotto il ciliegio accanto alla baracca, tra tre giorni. Vediamoci lì" era tutto ciò che c'era scritto.
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Next to you ; kth
Fanfiction[COMPLETED] Questa è la storia di due sconosciuti, di una principessa e di un principe e di come il destino li abbia collegati da quel filo rosso legato al mignolo, che va oltre ogni tipo di situazione, ogni tipo di ostacolo, ogni persona che imped...
