«If two points are destined to touch, the universe will always find a way to make the connection- even when all hope seems to be lost. Certain ties cannot be broken. They define who we are- ando who we can become. Across space, across time, among paths we cannot predict- nature always finds a way».
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«è tutto pronto, possiamo andare. hai capito il piano?» sussurrò Jimin, mentre Mi-Young si alzava il cappuccio del mantello che indossava. Si era anche cambiata d'abito. Non indossava più un bel vestito rigoroso e raffinato. Indossava dei pantaloni e una casacca, per facilitare i movimenti. Aveva legato i capelli e indossato un berretto, così da sembrare un ragazzo.
Il piano organizzato da Jimin era semplice. Consisteva nel distrarre le guardie così da far in modo che Mi-Young sarebbe potuta uscire dal palazzo tranquillamente. Poi lui l'avrebbe raggiunta.
«sono pronta, andiamo»
Jimin aprì la porta della stanza, dando un veloce sguardo a destra e a sinistra. Era notte fonda ormai e le guardie erano più rade e concentrate principalmente alle porte del castello. I due uscirono dalla stanza velocemente e con passo felino, arrivarono subito nel cortile del castello, senza fortunatamente farsi notare. Jimin guidava, mentre la principessa lo seguiva in silenzio. Arrivarono alle porte delle mura del castello e notarono che c'erano all'incirca 7 guardie a controllarle. Si nascosero dietro un cespuglio, esaminando la situazione.
«cosa facciamo ora?» sussurrò Mi-Young.
«hai un fazzoletto per caso?» chiese lui e la ragazza uscì dalla borsa a tracolla un fazzoletto di seta che Jimin si mise subito davanti al viso, per nasconderselo.
«appena si allontanano, tu esci e va via, io ti raggiungo dopo»
Mi-Young fece cenno di sì. Era preoccupata, ma si fidava di Jimin. Jimin fece un rumore, passando velocemente dietro le guardie, attirando con successo la loro attenzione. Queste, come una mandria impazzita, iniziarono a seguirlo, sgomberando la zona antecedente all'uscita. Mi-Young ne approfittò per uscire, ma proprio quando uscì, trovò altre guardie fuori. Per fortuna queste ultime corsero all'interno, allarmate e Mi-Young ebbe la possibilitá di svignarsela senza esser notata. Corse, nascondendosi nel bosco proprio di fronte al castello, che divideva dall'inizio del paese. Sarebbe andata dritta a Baekje dal suo Taehyung. Poi si fermò. Non avrebbe lasciato Jimin nei guai. Aveva una decina di guardie dietro ad inseguirlo. Sospirò e tornò indietro. Si nascose nuovamente all'interno del castello e vide Jimin correre, inseguito. Andò in un punto in cui era certa che Jimin sarebbe passato e proprio nel momento in cui lui passò, lei gli prese un braccio, trascinandolo con sé in un'altra direzione.
«cosa fai?» chiese Jimin sorpreso «avevo detto di scappare e che ti avrei raggiunto dopo»
«mi dispiace» parlò lei, con il fiatone «ma non sono tipa da abbandonare i miei amici in difficoltà»
Jimin rimase ancora una volta sorpreso dalle parole di lei, poi sorrise. I due arrivarono in fretta alle porte della città, sorpassandole e nascondendosi nel bosco ancora una volta. Solo quando furono abbastanza lontani, Mi-Young si fermò a riprendere fiato.
«tutto bene?» chiese lui e lei annuì solamente. Poi, ripresero il cammino.
Il tragitto per arrivare a Baekje fu lungo ma tranquillo. Mi-Young si sentì quasi in colpa di aver fatto fare quel lungo tragitto a Jimin più di una volta per far recapitare i suoi messaggi a Taehyung.
Arrivarono in paese la notte del giorno dopo. Un intero giorno di cammino. Mi-Young era stanca ormai e Jimin le mandava sguardi per assicurarsi che stesse bene. Non appena la ragazza però vide affiorare il paese, si riprese. Baekje, dove tutto aveva avuto inizio. A quel punto, fu lei a prendere il ruolo di guida, diretta verso la baracca. Jimin la seguiva con le mani nelle tasche, osservando il suo entusiasmo.
Arrivarono alla baracca. La baracca, quanti ricordi, quanti momenti felici condivisi in quella piccola e malandata casetta. Entrò nella casa, ma non c'era nessuno. Tuttavia, quell'aria accogliente c'era ancora, nonostante forse non c'era entrato nessuno da quando lei era stata rapita. Poi, andò sul retro, trovando l'albero di ciliegio che le piaceva tanto. Appoggiò una mano sulla corteccia, poggiandosi con la fronte su di essa. Solo allora si accorse che dall'altro lato, seduto a terra, c'era un ragazzo, un ragazzo che aveva aspettato di vedere da molto tempo, un ragazzo per cui lei avrebbe fatto di tutto.
«Taehyung» sussurrò «Taehyung» esclamò più forte. Lui si girò e i suoi occhi si spalancarono nel vederla. Si alzò in piedi, mentre lei si toglieva il cappuccio e il berretto, facendo ricadere i suoi capelli sulle spalle. Taehyung sorrise, era proprio lei, la sua Young-ah. Aprì le braccia e lei corse verso di esse, abbracciandolo e restando la sua testa sul suo petto. Jimin si era allontanato nel frattempo, lasciando i due soli.
«mi sei mancato tanto» sussurrò lei, la voce tremolante dal pianto.
«tu mi sei mancata di più» rispose lui, stringendola più forte ancora. Poi i due ruppero l'abbraccio e Mi-Young tornò seria.
«ti devo parlare, ti devo dire tutto ciò che so» affermò la principessa e Taehyung annuì, pronto ad ascoltarla. Cosí lei gli racconto di tutto, della discussione con il padre, di ciò che aveva scoperto di Min-Hee e di Mo-Su, di come era riuscita a scappare dal castello. Taehyung ascoltò, senza dire parola.
«questa guerra è ormai inevitabile e io sono costretto a parteciparci» affermò Taehyung. Mi-Young sospirò con occhi lucidi e guardò il suolo.
«hey» Taehyung le mise un dito sul mento, facendole alzare gli occhi e incontrando il suo sguardo «tranquilla, andrà tutto bene vedrai»
I due si guardarono, poi lui si avvicinò, stampandole un bacio sulle labbra. Lei chiuse gli occhi, lasciando che le lacrime che stava trattenendo le rigassero il viso. Le erano mancati i suoi baci, la sua voce, il suo corpo, tutto. Era assurdo come una persona, in così poco tempo, era riuscita ad entrare nel suo cuore e a farlo suo completamente.
Il momento fu interrotto quando sentirono un urlo, vedendo due guardie di Silla all'orizzonte. Taehyung subito spinse la principessa dietro di sé, in segno di protezione, ma Jimin comparve in quel momento.
«Jimin» disse lei da dietro Taehyung.
«farò io da esca, voi finite di parlare» affermò lui, di spalle a loro.
«ma Jimin-» chiamò Mi-Young.
«lasciate fare a me, principessa» solo allora il moro si girò, sorridendo a lei e dando un breve sguardo a Taehyung che lo guardò con fiducia. Poi Jimin corse in direzione delle guardie, facendo in modo che lo seguissero.
Mi-Young e Taehyung ripresero a guardarsi, capendo che non era rimasto molto tempo per loro di stare insieme.
«è meglio che tu vada, torna a casa sana e salva con le guardie» iniziò lui «non voglio che ti succeda niente, voglio che tu stia sempre bene» concluse, accarezzandole il viso.
«Taehyung» questa volta fu lei a parlare, e lui la guardò semplicemente «promettimi una cosa» le dita di lei si intrecciarono con quelle di lui, stringendo la presa, mentre i suoi occhi diventavano lucidi dalle lacrime. «promettimi che qualunque cosa accada, noi ci ritroveremo sempre, non importa dove, non importa quando. Promettimi che staremo insieme»
Il ragazzo sorrise, un sorriso triste questa volta.
«non importa dove, non importa quando, io sarò sempre accanto a te»
E sotto quel ciliegio in fiore, i due si scambiarono un' ultima promessa.
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Next to you ; kth
Fanfiction[COMPLETED] Questa è la storia di due sconosciuti, di una principessa e di un principe e di come il destino li abbia collegati da quel filo rosso legato al mignolo, che va oltre ogni tipo di situazione, ogni tipo di ostacolo, ogni persona che imped...
