«Perhaps one day we will meet again as characters in a different story, maybe we will share a lifetime then»
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«La guerra è finita» urlavano tutti fuori in paese. «è finita!»
Mi-Young corse ad affacciarsi alla finestra. Il paese faceva festa per la fine della guerra, ma non era una di quelle feste felici, no. Gli uomini tornavano dalla guerra, chi ferito, chi mutilato. Alcuni invece non tornavan proprio. Mi-Young sorrise. Era finalmente finito tutto, era certa che erano giunti ad un accordo con Baekje e finalmente avrebbe potuto rivedere Taehyung.
Si aggiustò come meglio poté e corse dal padre.
«papà, la guerra è davvero finita? Niente più scontri con Baekje?» chiese, e il padre annuí.
«Baekje non è di certo nostro alleato, ma per gli scontri, sono finiti» annunciò «con la vittoria di Silla e Goguryeo». L'espressione di Mi-Young tornò seria. Che cosa significava quella vittoria? E da cosa era segnata la sconfitta dell'altro regno? Mi-Young si fermò un attimo a pensare, ma per lei, il fatto che non ci sarebbero stati piú scontri era già abbastanza per tirarle su il morale. Tornò in stanza sua e trovò un vecchio conoscente ad aspettarla.
«Jimin» esclamò, vedendo il moro alla sua finestra. «cosa ti porta qui? Sono felice di vedere che tu stia bene» sorrise lei, mentre Jimin guardò la principessa con espressione triste e cupa. Mi-Young rimase perplessa nel vedere quell'espressione, ma decise di scrollarsi tutti i cattivi pensieri di dosso.
«Jimin, la guerra è finita» esclamò entusiasta «finalmente»
Jimin la guardò, poi parlò con voce bassa. «quindi tu...non lo sai ancora?» un'espressione compiaciuta sul suo volto.
«non so ancora cosa?» interrogò la ragazza. Jimin sorrise debolmente, poi scrollò la testa, uscendo fuori dalla finestra senza dare spiegazioni a Mi-Young. La ragazza, ancora una volta, rimase confusa.
«principessa» una guardia bussò alla porta della sua camera «il re la fa chiamare».
Mi-Young scosse la testa, dirigendosi dal re. Quando entrò in sala del trono, trovò Mo-Su accanto al padre, che la guardava con un sorriso pieno di malizia. Decise di ignorarlo. Provava ribrezzo per quell'uomo.
«figlia mia, domani si celebreranno le tue nozze con il re di Goguryeo Hae Mo-Su» annunciò il padre.
«cosa?» esclamò lei.
«hai capito perfettamente, la data prevista è domani»
«padre ma sa benissimo che non posso perchè-» iniziò la principessa, ma fu interrotta.
«Park Mi-Young adesso basta! Sei mia figlia e decido io per te» Mi-Young strinse i pugni e uscí dalla sala del trono. Rimase nel corridoio, cercando di trattenere le lacrime che volevano uscire dai suoi occhi.
«principessa Mi-Young» si sentí dire e al solo sentire quella voce, le lacrime scomparvero e si morse il labbro per contenere la voglia di girarsi e sferrare un pugno alla persona che aveva appena parlato.
Si girò e fissò Mo-Su negli occhi. «senta, principessa, io-»
«mettiamo le cose in chiaro, okay? tu mi disgusti, non mi piaci, non mi piacerai mai. Ho capito il tuo gioco con Min-Hee e non so cosa abbiate fatto a mio padre, ma io non sono stupida, non mi farò mai raggirare da qualcuno come voi, né tanto meno vi sposerò, ci siamo capiti?» parlò lei tutto di un fiato, riprendendo poi il respiro. «a dirla tutta, l'unico che posso e voglio sposare è il principe di Baekje, Kim Taehyung»
Proprio quando la ragazza finí di pronunciare il nome di Taehyung, le labbra di Mo-Su si curvarono in un sorriso malefico.
«oh mia cara principessa, questo non sarà possibile» disse lui e Mi-Young lo guardò con aria confusa. Mo-Su si avvicinò a lei, sorpassandola per poi sussurrare al suo orecchio «perchè Kim Taehyung è morto. E l'ho ucciso io»
Gli occhi di Mi-Young si spalancarono. Si girò a guardare Mo-Su e solo al guardare la sua espressione, capí che era serio. Corse in stanza. C'era un'altra persona che avrebbe potuto dargli conferma.
«Jimin» urlò e lo vide su un albero di fronte la sua finestra.
«dimmi la verità, ti prego. È vero che» singhiozzò «Taehyung è... Taehyung è...»
Jimin girò lo sguardo, evitando di guardarla in faccia. Due lacrime scesero dai suoi occhi e si lasciò cadere di ginocchia a terra, priva di emozioni. Jimin accorse subito da lei, mettendole una mano sulla spalla.
«principessa... mi dispiace» sussurrò «avevo detto che vi avrei fatti ricongiungere e invece-»
«Jimin, va' via» lo interruppe Mi-Young «non dire più niente e lasciami sola. Per favore.» Jimin tolse la mano dalla sua spalla e annuí, uscendo dalla stanza. Solo allora Mi-Young portò le ginocchia al petto e si abbandonò in un pianto liberatorio. «non hai mantenuto la promessa» sussurrò, affondando la testa nelle sue ginocchia. Taehyung era andato per sempre.
Le serve avevano preparato il vestito e l'acconciatura e Mi-Young era ormai pronta per andare in chiesa e sposarsi.
«sei una favola» complimentò il re «la mia bambina finalmente si sposa»
Mi-Young rimase impassibile, era come se non sentisse più stimoli, più emozioni. Con Taehyung se n'era andata ormai una parte di lei, una parte che non sarebbe mai più tornata indietro.
«pronta per andare?» chiese il padre.
«andrò un attimo in stanza» disse Mi-Young. Poi si girò e tornò in camera sua. Si guardò allo specchio. Il vestito bianco le stava davvero bene, se solo Taehyung l'avesse vista così. Ah, Taehyung. Le mancava. Il giorno del suo matrimonio sarebbe stato il giorno perfetto. Se solo fosse stato con lui. Si affacciò al suo balcone e vide un albero di ciliegio ormai secco in giardino. Si ricordò della prima volta in cui il suo cuore battè per lui, quella sera quando lui la consolò al chiarore della luna, sotto il ciliegio della loro baracca. Si ricordò di ciò che gli aveva detto Taehyung riguardo ai fiori di ciliegio, una delle prime volte che si incontrarono. Una vita breve ma intensa. Era quella la vita che avrebbe voluto lui. Ed in effetti, la sua vita era andata cosí. Si ricordò di quell'ultima promessa fatta sotto i petali di ciliegio, una promessa che sarebbe durata in eterno. Sarebbero stati sempre insieme, loro.
Sorrise al ricordo dei bei tempi e quasi si pentí di non aver passato più tempo con lui. Guardò giù. La sua stanza era al piano superiore, era abbastanza alto da lì su. Poi guardò l'orizzonte. Vide Jimin entrare furtivamente nel castello e dirigersi verso di lei. Sorrise debolmente. Salí in piedi sul cornicione della finestra. Lui la vide e spalancò gli occhi, alzando il passo e correndo verso di lei. 'Ferma!' Potè leggere il suo labiale e sorrise ancora. Poi guardò il cielo. Ormai in quel mondo non c'era più niente per lei. Ogni sua fonte di felicità le era stata portata via. A che serviva vivere? A niente, si rispose da sola Mi-Young. I suoi occhi diventarono di nuovo lucidi dalle lacrime.
«non pensavo che sarei mai arrivata a questo» sussurrò «ma non ho altra scelta»
Si girò di spalle sul cornicione. «Non hai mantenuto la promessa, ma non vuol dire che non possa mantenerla io» parlò, facendo cadere le lacrime sul suo viso ormai arrossato. «So che mi aspetti lassù. E ti raggiungerò presto» sorrise debolmente tra le lacrime. Dopo di ciò, si lasciò cadere all'indietro come una piuma dalla finestra della sua stanza. Sorrise.
«Sto arrivando. Aspettami, amore mio»
"Goodbye, my almost lover"
THE END
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Fiksi Penggemar[COMPLETED] Questa è la storia di due sconosciuti, di una principessa e di un principe e di come il destino li abbia collegati da quel filo rosso legato al mignolo, che va oltre ogni tipo di situazione, ogni tipo di ostacolo, ogni persona che imped...
