«And one day she discovered that she was fierce and strong and full of fire and not even she could hold herself back because her passion burned brighter than her fears»
---
Se dovessimo citare Park Jimin, dovremmo parlare della spia più efficace e veloce che Silla avesse mai conosciuto.
Park Jimin era un delatore intrufolatosi nel regno un paio d' anno fa. Nessuno sapeva il suo scopo, ne' da dove venisse, ne sotto gli ordini di chi fosse. Era solo comparso un giorno, senza un nome, senza un' origine. Un personaggio del tutto avvolto nel mistero. E quando l'avevano scoperto ad intrufolarsi nel palazzo, c'era voluta un'intera pattuglia di ben 50 guardie per riuscire a catturarlo. E così era stato rinchiuso nella prigione del castello. Ed era lì da circa un anno. Questo era Park Jimin.
Mi-Young sapeva di tutto ciò, ovviamente. Conosceva Park Jimin, sapeva che persona fosse. E chi se non lui l'avrebbe potuta aiutare?
Le guardie le passarono le chiavi, scortandola fino alla cella del ragazzo. Mi-Young si mise davanti ad essa, al di là delle sbarre. Era lì, Park Jimin, seduto a terra con la schiena appoggiata al muro della prigione, una gamba stesa e l'altra piegata al petto, su cui poggiava il suo gomito. La testa era abbassata, il volto coperto dalla sua stessa mano. Si intravedevano solo i suoi capelli scuri come la pece e il suo colorito candido. Era mal nutrito, sembrava fragile, nonostante tutto sotto quelle vesti malconce aveva un fisico scolpito, agile e flessibile, degno di una spia del suo livello. Nonostante i rumori, il ragazzo non si mosse. Rimase lí immobile.
«Potete lasciarci soli» ordinò la principessa, invitando le guardie ad abbandonare la prigione. Esse obbedirono e solo quando ebbero lasciato l'edificio, lo sguardo della principessa ricadde su Jimin, ancora lí immobile. A quel punto, la ragazza si schiarí la voce.
«Cosa porta la principessa a farmi visita?» disse il ragazzo, rimanendo sempre nella stessa posizione.
«ho bisogno del tuo aiuto» affermò decisa Mi-Young.
«e chi ti dice che io ti aiuterò?» accennò un verso di risata «perchè dovrei aiutare la figlia di colui che mi ha rinchiuso qui dentro?»
«perchè sei la mia unica speranza» sussurrò la ragazza a quel punto.
«devi essere proprio disperata per chiedere aiuto ad uno come me» il tono sarcastico risuonò nella cella, ma poi si accorse che, al contrario di lui, Mi-Young era piuttosto seria.
«e sentiamo, io cosa ci guadagno ad aiutarti» domandò. La ragazza fu presa alla sprovvista dalla sua domanda. Non aveva pensato a cosa dargli in cambio, non ancora. Ci pensò bene e trovò una ricompensa a cui sicuramente non avrebbe potuto rinunciare. Non era la cosa giusta da fare, sarebbe andata contro il suo stesso regno, il suo stesso padre. Ma la situazione era quella che era. A mali estremi, estremi rimedi. Sospirò.
«la libertà... ci guadagni la libertà»
Solo a quel punto Jimin alzò lo sguardo per dare un'occhiata alla ragazza fuori dalle sbarre. Volle vedere se ciò che lei stesse dicendo fosse vero e negli occhi di lei non trovò nessuna traccia di bugia.
«ah sí? e chi mi dice che manterrai la tua parola?» si alzò in piedi, avvicinandosi alle sbarre, per arrivare a parlare quasi faccia a faccia con la ragazza. Mi-Young lo fissò nei suoi movimenti e ancora una volta fu presa alla sprovvista.
«te lo prometto, non so come darti la mia parola, ma posso solo promettertelo» mise le mani in tasca parlando «ti daró questa. Probabilmente non saprai che fartene, ma attualmente è la cosa più importante che custodisca, mi lega ad una persona a me cara che ora è lontano» gli avvicinò la maschera bianca piumata donatale da Taehyung prima del ballo. «fanne ben cura, per favore»
Jimin rimase confuso dall'azione della principessa, poi la guardò in faccia. Dal suo sguardo capí che non mentiva. Prese in mano la maschera, guardandola, poi riguardò la principessa che debolmente gli sorrideva. Decise di accettare. D'altronde non aveva nient'altro da perdere.
---
«Ti libererò e poi distrarrò le guardie. Dirigiti in camera mia, fa' in modo di non essere notato» disse la principessa, infilando la chiave nella serratura e facendo uscire Jimin dalla prigione. Il ragazzo mise un piede fuori dalla sua cella dopo anni, stiracchiandosi un po'.
«Ora andiamo» ordinò la principessa, dirigendosì verso l'uscita, ma poi fermandosi un momento.
«Jimin» il ragazzo la guardò con la coda dell'occhio. «non tradirmi, ti prego, mi fido. Sei la mia unica speranza in questo momento»
Lui distolse solamente lo sguardo, continuando a guardare avanti. Mi-Young non sapeva che anche per Jimin, lei era l'unica speranza di libertà, che non avrebbe lasciato sfuggire.
La fuga andò a buon fine, le guardie non si accorsero di nulla, sia per le grandi capacitá di recitazione di Mi-Young ormai apprese con il tempo, sia con la velocitá e l'esperienza in campo di Jimin. Mi-Young si recò in stanza dove trovò il ragazzo seduto sul suo letto. Gli aveva portato un po' di cibo, acqua e vestiti nuovi. Dopo tanto tempo, Jimin poteva finalmente mangiare qualcosa di decente e sedersi su un letto morbido e quasi gli sembrò di non aver mai provato un letto così comodo quanto quello di Mi-Young. La ragazza lo guardava mangiare, sorridendo gentilmente e a quel punto fu Jimin a parlare.
«allora spiegati, a cosa ti servo?»
«Jimin, non sei il mio servo, sei un mio aiutante, anzi, sarai un mio messaggero» disse con gentilezza lei, quasi facendo rimanere il ragazzo sorpreso. «e ho bisogno che ti metta in contatto con il principe del regno di Baekje, portandogli una mia lettera. Saresti in grado di farlo?» chiese la principessa.
Il moro ridacchiò.
«un gioco da ragazzi».
Mi-Young gli spiegò tutto, dettaglio per dettaglio, parlandogli di Taehyung, del palazzo e del regno in generale.
«Puoi rimanere qui questa notte e partire domani» affermò la ragazza.
«no» subito controbattè Jimin «prima finisco il mio ruolo, prima sarò libero, giusto?»
La ragazza sorrise ed annuì. Jimin si diresse verso la porta, pronto ad uscire, poi si rigirò.
«questa è meglio che te la riprenda» porse la maschera bianca a Mi-Young «se è una cosa importante come dici, tienitela»
Mi-Young fece cenno di no con la testa
«Tienila tu» iniziò «se il principe di Baekje non crederá alle tue parole, mostragli la maschera. Sono sicura che allora si fiderà di te» concluse. Jimin allora si mise la maschera nella tasca dei suoi pantaloni, poi lasciò la stanza, chiudendo la porta.
«conto su di te, Park Jimin» sussurrò la principessa «raggiungi Taehyung».
STAI LEGGENDO
Next to you ; kth
Fanfiction[COMPLETED] Questa è la storia di due sconosciuti, di una principessa e di un principe e di come il destino li abbia collegati da quel filo rosso legato al mignolo, che va oltre ogni tipo di situazione, ogni tipo di ostacolo, ogni persona che imped...
