Capitolo 4

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"Mi guardò negli occhi e sorrise. Da quel momento capii che mai avrei amato altri occhi e altri sorrisi che non fossero stati suoi."

Helena.

Hunter mi prende al volo. Come ha fatto a raggiungermi in così poco tempo?
Per caso i vampiri come potere speciale hanno anche la super velocità? Probabilmente sì...
<<Tu adesso vieni con me. Non vorrai cacciarti in altri guai, vero?>> dice Hunter, e colgo una nota di preoccupazione nel suo tono di voce.
<<Lasciami subito andare. Non voglio sentire altre stronzate sul mio conto! Non sono un vampiro, non è possibile! Ti diverti a prendermi in giro?>> Non riesco più a trattenere la rabbia. Strano, di solito riesco a controllare le mie emozioni, ma ora è come se fossi una bomba sempre pronta ad esplodere.
<<Stavi bevendo del sangue e hai un morso enorme sulla coscia. Come fai ad esserne sicura che non sei un vampiro?>> Hunter cerca di farmi riflettere.
Mi guardo la gamba.
Uno strappo sul jeans è macchiato di sangue. Lo sposto leggermente e vedo che ho una ferita, proprio come dice lui. Qualche ora fa pensavo di essermela procurata inciampando nel bosco.

Hunter mi trascina in salotto. È molto ben arredato, le poltrone sono in pelle e di colore nero. Un caminetto non molto grande costituisce il punto focale della stanza.
Mi piace molto.
Mi siedo sul divano a L, di fronte ai genitori di Hunter e Damon.
<<Helena, io mi chiamo John e lei è Catherine. Sei stata morsa da un vampiro più o meno una settimana fa, e adesso sei una di noi. Uguale a noi. Nelle tue vene non scorre più sangue caldo ma sangue freddo. Ti ci abituerai, non è poi così diversa la nostra vita da quella degli umani.>>
Rabbrividisco al solo pensiero di non avere un cuore che batte nel petto e di non provare alcun sentimento.
<<L'altra sera sei stata rapita probabilmente dallo stesso vampiro che ti ha morso, e ti sei addormentata perché eri troppo debole: ora devi imparare a nutrirti con sangue umano o animale.>> La madre di Hunter completa il discorso del marito.
<<Cosa?! Un vampiro? I-io non voglio uccidere nessuno, vi prego ditemi che state scherzando>> esclamo, senza preoccuparmi di trattenere le lacrime.
<<Ti sembriamo in vena di scherzi?>> interviene Hunter.
Ora capisco quanto è grave la situazione.
<<Ma almeno si può sapere chi mi ha morsa?>> chiedo incredula.
<<Questo non lo sappiamo, la cosa fondamentale è che impari a cacciare>> dice Damon, liquidando la faccenda.
<<Hunter ti insegnerà a nutrirti senza uccidere. Non è sicuro per te tornare a casa, quindi rimarrai a vivere con noi. Tranquilla Helena, vogliamo solo aiutarti.>>
<<Va bene>> riesco solo a dire.
<<Dove dormirò?>> chiedo, ricordandomi solo in un secondo momento che non lo farò mai più.
<<Grazie per il vostro aiuto... Sono sconvolta, vorrei solo riposare>> mi affretto a dire.
<<Riposerai dopo. Vieni con me, ti insegnerò a catturare degli animali.>> Hunter mi prende sotto braccio e mi conduce nel bosco, lo stesso in cui mi ha trovato priva di sensi qualche ora fa.
<<Devi imparare a cacciare ma anche a tenere sotto controllo la brama di sangue. So benissimo che quando lo assaggi ne vuoi sempre di più, ma col tempo ti ci abitui.>>
Avvistiamo un cerbiatto distante qualche metro da noi.
<<Lo vedi? Non devi avere paura, avventati su di lui, non pensare alle conseguenze, fin quando si tratta di animali è tutto okay. Prova solamente a farlo rimanere in vita>> dice Hunter.
<<Hunter... Non ce la faccio.>> Mi guardo intorno terrorizzata. Tutto questo non fa per me.
<<Mordilo e basta. Non ci pensare.>> Mi fiondo su quella bestiola. Sento gli occhi diventare rossi e delle zanne spuntarmi dalle gengive. Non sapevo che i vampiri subissero tali trasformazioni... Quando però inizio a bere il sangue del cerbiatto, perdo la ragione. Nonostante il conato di vomito, non riesco a fermarmi.
Il sangue sta inebriando i miei sensi: ne voglio ancora, non ce la faccio a staccarmi dalla preda.
Hunter mi afferra il braccio.
<<Devi controllarti: se vedi un bambino con una ferita lo uccidi.>>
<<Lo so, ma è come una droga>> cerco di giustificarmi.
<<Tranquilla, vedrai che imparerai con il tempo>> dice, sparendo tra gli alberi.
<<Ehi, dove sei finito?>> domando, disorientata.
In men che non si dica me lo ritrovo davanti.
<<Ti stavo mostrando quanto puoi correre velocemente. Così puoi scappare da tutti i nemici>> mi spiega. Lo guardo estasiata.
Alla luce del sole è ancora più bello del solito.
<<Inoltre, ad esempio se hai morso una ragazza e hai paura che venga a sapere della tua esistenza dopo esserti nutrita di lei, devi guardarla negli occhi, raccontando un'altra versione della storia e facendole dimenticare il vostro incontro. Semplice, no?>>
<<Che ficata!>>
<<Tra qualche giorno ti insegnerò anche a saltare.>>
<<Non vedo l'ora. Però ho un dubbio: d'ora in poi sarà impossibile ammazzarmi?>>
Hunter pare sorpreso dalla mia richiesta.
<<Sai, noi vampiri non siamo immortali... Tuttavia è molto difficile ucciderci. Quando vedi un uomo con un paletto di legno in mano, comunque, è meglio se ne stai alla larga>> si raccomanda.
Mi abbraccia e per la prima volta risento il mio cuore battere forte. Sembra stia sguizzando fuori dal petto. Forse le emozioni dei vampiri sono addirittura amplificate?
Non so se riuscirò a sopravvivere, non so quanto durerò prima di essere privata della mia vita da qualche altra creatura soprannaturale; so solo che i sentimenti che sto iniziando a provare per Hunter mi daranno la forza di andare avanti.

***

Il prossimo capitolo verrà pubblicato venerdì alle 18:00.

Anyway, che ne pensate di questo capitolo e di come sta procedendo la storia?❤️

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