Helena.
Idiota. Idiota. Idiota.
Sto preparando i bagagli in fretta e in furia perché tra qualche ora dobbiamo essere all'aeroporto. Non sogno altro che tornare in America, a casa, sdraiarmi sul mio letto e dimenticare ciò che è accaduto in quel maledetto ristorante.
Hunter è nervoso, lo percepisco, perciò preferisco lasciarlo stare, almeno per il momento. Non vorrei peggiorare ancora di più la situazione.
Una volta pronti per ripartire, Hunter esegue il check-out dall'hotel, e, prima di dirigerci in aeroporto, mi preparo psicologicamente a lasciare Londra. Forse per sempre... Questa è stata la prima e, con ogni probabilità, anche l'ultima volta.
Nonostante tutto, è stata una bellissima vacanza. Se non fosse stato per il tragico incidente, sarebbe stata perfetta.
<<Pronto a tornare?>> chiedo ad Hunter.
Lui non risponde e si limita ad annuire, facendo un cenno del capo.
È molto più freddo e distaccato rispetto a qualche giorno fa. Ma lo capisco...
Ieri nel taxi ha detto di amarmi, ma ora come ora non ne sono più tanto sicura. No. Non posso lasciare che le mie insicurezze prendano il sopravvento, per l'ennesima volta.
Durante il viaggio non apre bocca, mi ignora completamente, e quando cerco di iniziare una conversazione, lui fa finta di addormentarsi.
Sono avvilita. Dopo tutto quello che abbiamo fatto insieme, per uno stupido incidente, davvero non ha più intenzione di parlarmi? Una cosa è certa, quando saremo a casa ne riparleremo. Ora preferisco non tirare troppo la corda... Rischio di spezzarla.<<Bentornati ragazzi!>> esclama Catherine, correndoci incontro e abbracciandoci. Io cerco di non lasciar trasparire la tristezza che mi avvolge completamente, dalla testa ai piedi.
<<Vi siete divertiti?>> mi chiede Damon, dandomi un leggero bacio sulla guancia. Lascia sia me che Hunter di stucco. Quest'ultimo gli lancia un'occhiata piena di odio.
Ecco, in questo esatto momento mi sto chiedendo: perché mai dovrebbe dargli fastidio il rapporto di amicizia tra me e suo fratello? Hunter sa quanto lo amo, abbiamo anche fatto sesso, quindi non dovrebbe preoccuparsi di Damon.
Senza contare il fatto che mi ha ignorata per nove ore; cosa si aspettava? Che sarei stata entusiasta di vedere il mio ragazzo così taciturno e introverso?
Damon mi distrae dalle mie riflessioni, chiedendomi informazioni sulla vacanza. Ovviamente, emetto dal racconto alcuni dettagli, però gli parlo dei bellissimi musei e dei negozi che abbiamo visto, per poi porgergli un souvenir.
<<Grazie Helena, non dovevi!>>
<<È una semplice pallina di vetro con la neve, non è niente di che!>> gli dico imbarazzata quando mi stringe in un abbraccio.
Mi giro ma non trovo Hunter. Probabilmente si trova al piano di sopra.
<<Ora ti lascio, devo andare a farmi una doccia. Sai... il viaggio è stato lungo e ho bisogno di darmi una rinfrescata>> esordisco, uscendo dalla stanza. Salgo le scale in un battibaleno e in men che non si dica mi ritrovo davanti alla porta della mia stanza. Quando la apro, balena in me una piccola speranza di trovare Hunter sdraiato sul letto, a torso nudo, pronto a farmi sua, a farmi capire che non dovrò mai più avere paura di perderlo. Capisco di essere solo una povera illusa appena trovo la camera vuota e il letto perfettamente rifatto.
Tutto è come l'avevo lasciato, ma di Hunter non c'è nemmeno l'ombra.
Lo cerco per tutta casa: devo parlargli.
In camera sua non c'è, e neanche in camera di Damon. Inizio ad agitarmi.
Dove si è cacciato?
Esco in veranda.
Lo vedo lì, seduto, ad ammirare le stelle che stanno nascendo nel cielo azzurro.
<<Tu adesso mi spieghi cosa sta succedendo!>> sbraito.
<<A cosa ti riferisci, scusa?>> chiede, come se non si rendesse conto di niente.
<<Mi riferisco al tuo atteggiamento: sei silenzioso e mi ignori. Perché, che cavolo ti ho fatto?!>> urlo, esasperata.
<<Perché?! Hai anche il coraggio di chiedermi il perché? Sai benissimo che odio uccidere delle persone, e tu mi hai costretto a fare una carneficina! Ho dovuto uccidere dei bambini, Helena, dei bambini innocenti e ora li ho tutti sulla coscienza. Scusami tanto se non sono proprio al settimo cielo>> mi risponde, adirato. La temperatura sento che si sta scaldando sempre di più. Tra rancore, odio, rabbia e... amore. Perché, in fondo, quando due persone litigano c'è anche quello.
<<Bene, quindi non mi ami?>> sbotto.
<<Non dire cazzate, certo che ti amo, ma per colpa del tuo scarso autocontrollo ho fatto una cosa di cui mi pentirò a vita, perciò ho bisogno di un po' di tempo per sbollire.>>
<<Cosa?>> fingo di non aver sentito bene, e spero davvero che sia così. Non può continuare così per giorni, o peggio ancora settimane... Non dopo tutto quello che è successo. Io ho bisogno di lui, e me ne fotto dei suoi sensi di colpa.
<<Hai sentito bene. Ho bisogno di una pausa. Non ti sto lasciando, sia chiaro, devo solo cercare di dimenticare il casino che ho combinato, e devo stare da solo... Io ti amo, sei tutto per me, quindi se tieni veramente alla nostra relazione, lasciami da solo qualche giorno. Appena mi sarà passata, torneremo ad essere quelli di prima, te lo prometto>> mi spiega.
Cerco invano di trattenere le lacrime.
Corro in bagno e mi chiudo a chiave.
Sono arrabbiata, ma allo stesso tempo triste. L'acqua calda si mescola alle mie lacrime. Sto piangendo a dirotto. È colpa mia se Hunter sta avendo una crisi, è colpa mia se l'ho reso così, è colpa mia per tutto. Provo solo odio nei miei confronti, adesso. Odio. Odio. Odio. Mi odio.

STAI LEGGENDO
Make me scream.
VampireHelena è una ragazza con un passato alle spalle oscuro e misterioso. Tutta la verità sulla sua esistenza è un segreto che nessuno conosce, tranne un componente della famiglia di Hunter. Hunter è un vampiro, proprio come Helena. Lei non se lo sarebb...