Il mio braccio venne stuzzicato da alcune leggere scosse,realizzai che dovessi essere arrivata infatti quando aprii gli occhi vidi il confucente con un tenero sorriso sul volto mentre era intanto a svegliarmi.
<<Ben svegliata signorina,siamo arrivati>>mi informò non appena si accorse che avevo aperto gli occhi
Lo ringraziai cordialmente e mi alzai prendendo alla rinfusa le valigie portandole giu dalla vettura,ringraziai un ultima volta l'autista e mi incamminai verso un sentiero che portava alla mia nuova dimora.Ci misi un paio di ore prima di trovarla a causa dei vari dietrofront dovuti a vicoli cechi,ma finalmente la trovai.
Era esattamente come la ricordavo,l'esterno era sul giallino,il tetto era ancora ricoperto di striscioni appartenenti a sette anni fa,l'unica cosa che all esterno era cambiata erano l'aumemto delle piante e il colorito sporco delle pareti.
Mi feci coraggio e salii quei tre scalini che mi condussero alla porta dell entrata,afferrai le chiavi dalla tasca e la infilai nella serratura girandola facendo sbloccare la porta.Aprii la porta emozionata e mossi alcuni passi dentro trascinando le valigie con me,la casa aveva conservato quell aria di malinconia per anni.
Il naso iniziò a pizzicarmi ma non solo per la puzza di chiuso anche perchè questa era stata la mia prima casa,qui fu dove successe tutto...scossi la testa scacciando quei malinconici pensieri.
<<Bene ora a lavoro>>esclamai battendomi prima le mani sul guance e poi iniziando a sistemare le mie cose e ad aprire le finestre per far cambiare aria,una sola stanza lasciai chiusa
Presi la scopa nascosta nel ripostiglio ed iniziai a dare una bella pulita in tutta la casa,passò un ora e la casa era tornata come nuova.Le mie cose erano sistemate e l'aria era tornata respirabile,decisi che anche se papà avesse pagato tutto trovarmi un lavoro non mi avrebbe fatto male.
Anche se avevo quattordici anni non potevo permettermi di fare baldoria e dovevo a tutti i costi distrarmi un po cosi da dimenticare la mia vecchia casa e la mia vecchia vita.
Quindi decisi di chiudere a chiave casa e di avviarmi verso una vecchia meta che segnò la mia intera infanzia,la strada era ben nascosta nei boschi ma riuscii lo stesso ad arrivare a destinazione.
Bussai tre volte alla porta ed al terzo rintocco un uomo con un buffo copricapo e con una benda sull occhio mi aprì stiracchiandosi.
<<Ragazzina il negozio e chiuso va a scocciare da un'altra parte>>sbadigliò l'uomo strofinandosi l'occhi in vista
<<Buon pomeriggio signor Pines,non sono qui per visitare il negozio ma per chiederle se c'è un posto libero.Vorrei lavorare qui>>risposi sorridendo allegramente al cinico seppur dolce proprietario del Regno del Mistero
<<Ragazzina ci conosciamo?>>domandò inarcando un sopracciglio confuso
<<Certo signore ma è improbabile che si ricordi di me,sono passati molti anni dall ultima volta che ci siamo incontrati>>risposi sorridendo malinconica
<<Pro zietto Stan chi è alla porta?>>domandò una ragazza dai capelli castani ed un adorabile maglioncino
<<Non lo so dice di conoscermi ma non ho la piu pallida idea di chi sia>>risponde l'uomo spostandosi cosi che la nipote mi vedesse
I miei occhi non mi stavano ingannando sul suo maglione c'era scritto davvero quel che volevo leggere,era davvero lei seppur cresciuta era lei in carne ed ossa ora con un espressione confusa davanti a me.
<<Mabel>>sussurrai trattenendo le lacrime
<<Ciao tu chi sei?>>mi domandò la ragazza porgendomi la mano
<<Mabel,sono io L...>>non finii la frase che un esplosione si sentii al piano di sopra
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L'ultima estate a Gravity Falls
FanfictionDi nuovo la solita storia papà stava litigando con la mamma ma stavolta sapevo che non sarebbe andata bene.La mamma preparò le sue valige e le posò davanti la porta.Si inginocchiò dinansi a me e mi diede un bacio sulla fronte quando si alzò lanciò u...
