Vi capita mai di avere sbalzi di umore? Di svegliarvi gioiosi, allegri, energici e, per un semplice gesto, incupirvi all'improvviso? A me si, praticamente, sempre. Alcuni dicono sia l'adolescenza. Non ci credo. Può una fase della vita renderci così fragili? Alla fine dei conti, è come l'infanzia, la vecchiaia, l'oggi, il domani. È un lasso di tempo durante il quale cambiamo. Può mai essere l'età a condizionarci così tanto? No, non credo proprio. È vero che gli adolescenti sono più sensibili ma c'è una sottile differenza fra i due termini. Tutte le persone sono sensibili. Sensibili alla luce, al suono, agli odori, ai sorrisi, ai piccoli gesti. La fragilità è un'altra cosa, una caratteristica di pochi. Non si nasce fragili, lo si diventa. Lo si diventa perdendo le persone care, perdendo la fiducia nel prossimo, nel futuro. Lo si diventa anche solo guardando l'orizzonte pieno di ricordi, o meglio, pieno di persone. Anche i ricordi ci rendono fragili. "Niente dà più dolore che il ricordare i momenti felici nell'infelicità". Fa male quando si è tristi e la mente inizia a girovagare nella gioia del tempo andato. Fa male aprire una ferita che credevamo chiusa, ma in realtà non lo era. Ora come ora, tutto ci rende più fragili. Tutti ci rendono più fragili. Abbiamo un potere così grande e non lo sappiamo. O meglio, c'è chi lo sa e ne fa uso, provocando agli altri un dolore ineguagliabile. E c'è chi invece provoca lo stesso dolore ma senza volerlo. Siamo nati con poteri che vanno aldilà della nostra conoscenza. Possiamo rendere la vita di chi ci sta attorno un miscuglio di gioia e felicità e, allo stesso momento, rovinarla per sempre. Siamo più forti di quanto crediamo. Forse l'evoluzione tecnologica ha portato i nostri "poteri" ad un livello superiore. Abbiamo nuovi mezzi per esercitarli, nuovi mezzi per agire, nel bene e nel male, senza rendere pubblica la nostra identità. Insomma, l'adolescenza è una semplice scusa. Noi siamo sensibili, fragili, apatici, bipolari, tristi, felici, perché è così che va la vita. Non possiamo prendercela col mondo solo perché siamo in fase di crescita, di sviluppo. Ogni giorno è una nuova fase di sviluppo. È così che va la vita. Un giorno siamo tristi, quello successivo abbiamo la forza tale da poter cambiare il mondo. Non dobbiamo di certo arrenderci ad essa. Questo mai. Né tantomeno dobbiamo abituarci. Dobbiamo avere la nostra vita in pugno. Non possiamo farne un dramma se un giorno siamo più sensibili rispetto a quelli che lo precedono ma, anzi, dobbiamo fare della sensibilità un tesoro prezioso, una nostra qualità. Alla fin fine, in questo mondo di rocce fa bene vedere un fiore che si è saputo distinguere dalla massa.
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Adesso tocca a me.
General FictionSe siete venuti qui con l'aspettativa "della grande storia d'amore" o "della storia ricca di colpi di scena", avete sbagliato persona. Solitamente non scrivo per gli altri ma oggi ho deciso di aprire al pubblico tutto il profondo abisso che si nasc...
