9. Comprensione

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La musica. L'arma migliore che abbiamo contro la solitudine. L'amica fedele che ha assistito a tutti i nostri pianti. È strano come uno sconosciuto possa capirci più di un qualsiasi conoscente. È altrettanto strano come noi possiamo rifugiarci così tanto in parole dispensate da persone con cui non abbiamo a che fare nel nostro quotidiano. Si dice che una canzone  si possa vivere in due modi: la si può cantare o si può pensare al significato del testo. La prima azione la compiamo quando siamo felici, spensierati. Non diamo peso al testo. Ci sembrano solo tante parole buttate al vento, che insieme formano una melodia meravigliosa, un ritmo orecchiabile. La seconda ci fa più male. Se pensiamo al significato di ogni singola parola, vuol dire che qualcuno ci ha lasciati, letteralmente, senza parole, che sia in modo positivo o negativo. Cerchiamo il senso della nostra realtà nel racconto della realtà altrui. Ci aggrappiamo alle analogie che incontriamo fra noi e l'autore della canzone stessa. Ci fidiamo di lui a tal punto da farlo diventare nostro idolo, nostro supporto. Quante di quelle volte troviamo le risposte, che cerchiamo in noi stessi, nei testi delle nostre canzoni preferite? Lasciamo che quest'ultime ci rappresentino, ci capiscano, ci colgano in pieno viso per rinfacciarci la realtà. Io, come tutti credo, ho una canzone preferita. È una canzone storica, che mi ha accompagnata negli anni. Una canzone sconosciuta quasi a tutti e devo dire che questo non mi ha mai infastidita, anzi. Mi ha sempre dato l'impressione che fosse una canzone solo mia, scritta per me e per nessun altro. "I act like I don't fucking care
'Cause I'm so fucking scared", cita il testo. Questa frase mi rappresenta da sempre. Mi fingo più dura di quanto io sia. Faccio la menefreghista, l'insensibile, l'apatica. Fingo di non provare alcuna emozione, quando dentro di me sento un uragano pronto a spazzare via tutto ciò che gli si presenti davanti. Ho paura di oltrepassare i limiti che mi sono sempre imposta. Ho paura di abbandonare la mia corazza. Ho paura di rischiare, di potermi far male. Ho paura di rimanere scottata nuovamente. Ho paura. Preferisco che gli altri mi credino un'insensibile piuttosto che mi conoscano per quello che sono e rischiare che non mi accettino. Viviamo in un mondo dove il giudizio altrui conta più del nostro. Viviamo in un mondo di etichette, di maschere, di costruzione. Abbiamo dato vita ad una società in cui, se qualcuno ti definisce in un certo modo, tutti ti vedranno in quel determinato modo, senza neppure conoscerti davvero. Viviamo in una società in cui le parole hanno un peso esorbitante ma allo stesso tempo valgono zero. Usiamo insulti come se fossero nomignoli, li dispensiamo come se fossero complimenti senza pensare troppo alla reazione di chi ci sta di fronte. Perché ormai siamo tutti così. Non diamo peso alle emozioni altrui. Siamo egoisti.

Adesso tocca a me.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora