Temere per il proprio futuro, proprio così. Capita a tutti, o almeno dovrebbe. Chi non si preoccupa di cosa possa accadere l'indomani? Chi non vorrebbe vedere i propri sogni realizzati in un ipotetico domani? Chi non ha la costante paura di non meritare davvero il futuro che si è sempre immaginato? Solo una persona priva di obiettivi, questa è la risposta giusta. Beh, io di obiettivi ne ho tanti. Forse troppi. Alle volte mi capita di pensare al mio futuro; come potrebbe essere, come potrei essere. Due incognite di una certa rilevanza. Mi capita spesso di chiedere a me stessa cosa voglio davvero dalla vita. Successo? Fama? Gloria? No. Dalla mia vita voglio gioia. Quella vera. Quella che si prova guardando le vecchie foto di famiglia. Voglio potermi stupire del mio futuro. Voglio provare quello stupore che crea un tramonto che si infrange nel mare più limpido, creando così un connubio perfetto di colori. Una vista meravigliosa. Voglio che la mia vita sia una vista meravigliosa. Non solo per chi mi guarda da fuori, ma anche per me stessa. Beh sì, voglio l'amore ma non quello di un fidanzato, quello è troppo superficiale. Voglio l'amore della mia famiglia, dei miei amici, di chi mi circonda. Il principe azzurro non fa per me. Voglio poter diventare anziana e meravigliarmi di tutti i ricordi che la mia vita mi porterà. Voglio poter coltivare la mia passione e farne un lavoro. Voglio scrivere per me stessa ma anche per gli altri. Non si sa mai. Potrei diventare una scrittrice di successo, una professoressa di lettere, non lo so. So solo che la scrittura è per me tanto vitale quanto respirare lo è per gli esseri viventi. Il pensiero che il mio futuro sia ancora a me ignoto mi spaventa. Non posso sapere chi sarò, se cambierò e se mai mi piacerà la persona che diverrò. Ho paura. Ho paura di poter mutare da una persona ambiziosa ad un completo fallimento in pochi anni. Mi chiedo sempre se resterò la stessa persona. Piena di ambizioni, alle volte troppo grandi per un'adolescente, piena di insicurezze, dubbi, dolore e gioia al contempo. Ho paura di perdere tutto, tutti. Di restare sola. Questa è la mia paura più grande. Tante volte ho perso le persone che io credevo le più fidate. Tante volte ho dovuto farmene una ragione. Aggiustare il mio cuore. Indossare una nuova corazza, più forte, più fredda. Molti dicono che con il tempo sono diventata più fredda. Non con il tempo, no. Con le persone. Quelle sbagliate. Quelle a cui ho dato il cento per cento per ricevere un misero cinquanta. Quelle che nel momento del mio bisogno non c'erano mai. Quelle che se volevano sfogarsi chiamavano me ma che non mi ascoltavano mai. Di persone così ne ho incontrate a bizzeffe e tutte le volte ne sono uscita sconfitta. So di essere stata stupida, ma avevo sempre il desiderio di trovare una persona diversa dalle precedenti. Ci ho provato molte volte. Ne ho perse altrettante. Mi preoccupo per il mio futuro anche per questo. Quante persone del genere troverò nel mio cammino? Dieci? Cento? Mille? E chi lo sa. Una cosa è certa: potrò trovarne in una quantità smisurata, a me basta avere al mio fianco quelle poche persone che si sono dimostrate mie amiche.
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Adesso tocca a me.
General FictionSe siete venuti qui con l'aspettativa "della grande storia d'amore" o "della storia ricca di colpi di scena", avete sbagliato persona. Solitamente non scrivo per gli altri ma oggi ho deciso di aprire al pubblico tutto il profondo abisso che si nasc...
