Bellezza. Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo ritrovati a discutere di questo argomento. Cos'è la bellezza? Tutto e niente. La bellezza è soggettiva. È il tramonto che si rispecchia sul mare conferendo al paesaggio un colorito fra il giallo e il rosso. È una stella splendente in un cielo solitario. Più e più volte mi sono ritrovata ad essere incantata dalla natura, dalla vita. Più e più volte mi sono tristemente resa conto che nessuno più fa caso alle piccole cose. I tempi cambiano e con essi anche le persone, le generazioni. Ormai per "bellezza" si intende tutto ciò che rispecchi i canoni estetici imposti dalla società. Insomma, se non sei uno stecchino alto due metri, non sei definibile "bello". Il progresso tecnologico ci sta investendo così velocemente da aver preso il pieno possesso dei nostri pensieri, facendo sì che uno stereotipo sia il "credo" di tutti. Molte volte mi sono trovata a giudicare qualcuno per il suo aspetto fisico. Tante volte sono stata giudicata per il mio. Eppure, riflettendoci, è raro che le discussioni siano incentrate sulla vera "bellezza" di qualcuno. Tutto ciò che una persona ha dentro, tutto ciò che pensa, che fa, tutto ciò che una persona è, indipendentemente dal suo aspetto. Tutto questo non lo nota più nessuno. Quanto vorrei che fosse questa la vera bellezza che le persone prendessero in considerazione, io stessa per prima. Avete mai fatto quei giochi stupidi in cui si votava la ragazza o il ragazzo più bello della classe, quelle classiche meschine che discriminavano chiunque non rispecchiasse il prototipo, il modello di "ragazzo/a tipo"? Io sì. Non c'era nessuna malizia in tutto ciò eppure non era un semplice gioco. Non era un gioco perché era la realtà. Tutti coloro chiamati in causa diventavano vulnerabili davanti al pensiero altrui. Tutti, me compresa, si facevano influenzare dal giudizio altrui. Quante volte ci malediciamo per non rispecchiare quella modella che tutti ammirano in copertina? Quante volte ci pentiamo di essere una 40 invece di una 36? Tante, troppe volte. Io sinceramente sono stanca di tutti questi stereotipi. Vorrei poter uscire fuori casa, fuori dal mio guscio, dalla mia corazza, noncurante di cosa io abbia indosso. Non dico che lasciarsi andare sia la miglior risposta al problema ma dovremmo preoccuparci di piacere a noi stessi in primis, i giudizi altrui sono secondari. In questa società, in cui l'immagine è tutto ciò che conta, può sembrare impossibile attuare le mie parole. Io stessa l'ho provato sulla mia pelle. I giudizi, i pettegolezzi sono inevitabili. Dovremmo semplicemente imparare a non dargli peso. Abbiamo fatto progressi nel campo della tecnologia, abbiamo scoperto cure su cure per malattie rare, abbiamo sventato guerre eppure non abbiamo mai imparato ad essere liberi. Liberi per davvero. Liberi di essere noi stessi. Liberi dalle preoccupazioni, dai giudizi, dai pettegolezzi, dal dolore, dal pentimento, dalla frustrazione. Liberi di vivere. Siamo bravissimi ad armeggiare con i cellulari ma non siamo capaci di sorridere senza una ragione precisa. Bel progresso, vero?
Progressione o regressione? Francamente, entrambe. Siamo bravissimi con la tecnologia, ci spostiamo senza alcun problema, per ogni intoppo troviamo una soluzione. Questo sì che è definibile progresso. Ma dal canto umanistico? Lì siamo un vero schifo. Dovremmo imparare a fregarcene, a mettere i nostri sentimenti al primo posto. Dovremmo prendere spunto dai bambini. Innocenti e noncuranti di tutto ciò di malefico che la vita e la società abbiano in serbo per loro. Vogliamo davvero essere la società tanto moderna alla quale aspiriamo? Allora iniziamo dal migliorare noi stessi. Iniziamo a notare la bellezza, il tesoro che abbiamo dentro. Perché, cari miei, la bellezza, quella vera, sta nelle piccole cose. Iniziamo a notarle queste piccole cose.
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Adesso tocca a me.
General FictionSe siete venuti qui con l'aspettativa "della grande storia d'amore" o "della storia ricca di colpi di scena", avete sbagliato persona. Solitamente non scrivo per gli altri ma oggi ho deciso di aprire al pubblico tutto il profondo abisso che si nasc...
