sixteen chapter

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Ma tu tienimi,
tienimi per mano,
tienimi tra le tue braccia,
tienimi stretto,
tienimi testa,
tienimi in mente,
tienimi anche se sbaglio,
tienimi anche se sono quello che sono, tienimi anche se ti allontano.
Tienimi.
Tieni me,
come io tengo te
nel cuore
ed io farò in modo che non te ne pentirai.

Federico aveva ascoltato il cuore, si era alzato dal divano e aveva aperto la porta.
Davanti a lui c'era davvero il moro e no non era uno scherzo, era lì davanti a lui mentre si mordeva il labbro inferiore e lo guardava.
Non era per niente cambiato, aveva giusto un pò di barba e i capelli gli erano decisamente cresciuti ma per il resto era uguale a prima, certo erano passati solo due mesi e mezzo non una vita intera.
Ma nonostante questo Federico appena aveva aperto la porta di casa aveva sentito le gambe cedere e il suo cuore probabilmente aveva smesso di battere un'altra volta, la bocca si era spalancata e gli occhi si erano inumiditi.
Benjamin nel frattempo era ancora fermo sulla soglia di casa, Federico ai suoi occhi era sempre meraviglioso come mesi fa e non potè far a meno di sorridere, un sorriso sincero.
I due si guardavano ormai da minuti e nessuno aveva accennato parola, erano lì fermi a guardare ogni minimo dettaglio dell'altro, finché Federico fece una cosa completamente inaspettata, inaspettata da parte del moro e inaspettata anche per se stesso.
Si avvicinò a Benjamin e gli saltò letteralmente addosso, allacciando le mani al collo e le gambe al bacino del moro.
Benjamin in tutta risposta chiuse la porta con un piede e afferrò meglio il minore iniziando ad accarezzargli i capelli dolcemente.

"Mi sei mancato Federico, mi manchi" il più grande non si era reso conto di aver iniziato a piangere finché Federico non gli asciugò con il pollice le lacrime
"Mi manchi anche tu Ben.."

Erano rimasti abbracciati in quel modo probabilmente per minuti interminabili fin quando Benjamin non inciampò e cadde insieme al biondo sul divano, erano l'uno sopra l'altro, faccia a faccia, i loro respiri erano un tutt'uno, i loro occhi erano incatenati e le loro labbra non vedevano l'ora di unirsi.
Sapevano entrambi che avrebbero dovuto affrontare un discorso, Federico sapeva che era sbagliato, era andato via dall'Italia per lasciarsi Benjamin alle spalle ma quest'ultimo si era ripresentato nella sua vita e per quanto Federico volesse combattere contro se stesso per non esprimere nessun emozione nei suoi confronti non ce l'aveva fatta, appena lo aveva visto gli era saltato letteralmente addosso, gli mancava, gli mancava da morire, voleva semplicemente viverlo quella notte, domani avrebbe pensato al resto.
Benjamin d'altro canto si sentiva come un adolescente al primo appuntamento, imbarazzato ma felice, era felice come non lo era da tempo, perché quella felicità che stava provando aveva il nome di Federico.
"Posso baciarti?"
domandò il moro mentre si torturava il labbro inferiore per la ventesima volta in quella giornata.
"Aspettavo me lo chiedessi"
Fu un attimo, una frazione di secondo che le loro labbra si ritrovarono ad assaporarsi passo dopo passo, centimetro per centimetro.
La lingua del più piccolo vagava nella bocca del più grande e viceversa.
Era un bacio voluto, bisognoso, un bacio che valeva più di semplici parole, un bacio che stavano aspettando entrambi.
Il moro era passato dalla bocca del più piccolo a succhiare man mano il suo collo, poi si era soffermato in un punto tra la mascella e la clavicola e aveva lasciato una chiazza violacea su di esso, improvvisamente Federico decise che la maglietta del moro in quella situazione era decisamente di troppo ed era così finita in un angolo del salone insieme alla sua.
Questa volta fu Federico che prese a baciare in ogni punto, anche il più nascosto il moro, il quale stava gemendo dal piacere che gli provocava la bocca carnosa del biondo sulla sua pelle calda.
I loro bacini erano come una cosa sola, le mani di Benjamin nei capelli biondi di Federico, le mani di quest'ultimo che vagavano di continuo sul corpo dell'altro, mentre le loro bocche erano una cosa sola e forse lo erano anche le loro anime in quel momento.
In quella stanza, illuminata solo dalla luce della luna gli unici rumori che si udivano erano i gemiti e i respiri di quei due ragazzi, che per qualche strano motivo si erano ritrovati o almeno sembrava.
Tra un bacio e l'altro, un gemito e l'altro, la loro notte passò.


Vi dico solo che non c'è da stare tranquilli e nemmeno da esultare🔥🔥

love is love, fenji La tua prossima ossessione. Scoprilo ora