Mi sento come se mi trovassi in una dimensione senza tempo nè spazio, e da sola anche quando sono circondata da persone. Il mio mondo interiore è molto più ricco di quello esteriore, e ho difficoltà a esternarlo. Se non fosse stato così, forse non mi sarei messa a scrivere.
Ultimamente sono più felice, perché sto lasciando che una cara amica mi venga a trovare: Rabbia.
Rabbia è una vecchia amica d'infanzia, e un' amica piuttosto vecchia, piena di rughe, con la gobba, minuta ma con un naso importante,
e assottiglia sempre gli occhi quando sorride. Ha i capelli sporchi, non so da quant' è che non si lava (forse si sente sporca dentro, pur essendo innocente ed incensurata).
Tuttavia non puzza. Indossa sempre la stessa tunica larga e ha le mani affusolate.
E poi è talmente magra... Non capisco come faccia a reggersi in piedi.
Ci siamo guardate per la prima volta come se ci conoscessimo da sempre.
Non è cinica nè indifferente, solo un po' maliziosa e provocante, diffidente quanto basta, autolesionista e vendicativa nello stesso tempo, leggermente sadica, parecchio imperscrutabile e riflessiva, abbastanza apatica e strafottente, sufficientemente contraddittoria, anche troppo diretta, e cosa peggiore, non capisce mai le battute.
Mi guarda sorniona, non dice niente, ma non ce n' è neanche bisogno.
Le espressioni del suo volto parlano per lei. Ha sofferto, è evidente, ma nonostante tutto è ancora in piedi.
La mia cara e benevola amica Rabbia!
Certe volte mi pare di scorgere in lei un senso di vergogna. Forse ha vergogna di ciò che è, come se lei fosse il suo passato e le sue ferite;
ma in generale, ha l' atteggiamento di chi aspetta che qualcuno esprima la sua opinione e il suo consenso per ciò che la riguarda.
Come se in questo modo potesse migliorarsi!
Come se gli altri fossero più maestri di vita di me. Come se ci fosse un copione da rispettare.
Ma tu, tesoro mio, le dico, non hai bisogno che qualcuno ti dia la sua approvazione per fare quello che vuoi! Fallo e basta!
Rabbia ogni volta cerca i propri difetti nei pregi degli altri, e allo stesso tempo i propri pregi nei difetti altrui. Si è sempre sentita diversa. Volente o nolente, si è sempre distinta dalla massa.
Rabbia, incosciamente, pensa di non meritare la felicità, nonostante sia consapevole di avere tutte le possibilità e le capacità di questo mondo per farcela, per realizzarsi da tutti i punti di vista.
Tanto tempo fa, quando la facevano stare male, non si è mai ribellata,
ha sempre atteso che la lasciassero in pace.
Poi ha continuato ad attendere che la considerassero come voleva lei, quando invece la ignoravano, facendola sentire una nullità.
La mia cara compagna di vita Rabbia, poi, avrà anche novant' anni, ma se le guardo solo gli occhi potrebbe averne otto. Di tanto in tanto, infatti noto una scintilla di curiosa curiosità nei suoi occhi, come se non si fosse ancora stancata di apprendere e sperimentare. E tutto ciò mi fa diventare ancora più fiera di lei.
Il germoglio perennemente nascosto dentro un iceberg, di una bellissima rosa rossa, continua e continuerà a fiorire, malgrado lo strato di ghiaccio sotto cui è sepolta, insieme alle tempeste, i momenti bui e il cemento che troverà sul suo cammino.
Non parla mai, ma non è muta. Non ha niente da dire. Ha deciso di tacere per non sprecare il fiato.
Quando mi sento più insicura del solito e cerco a modo mio di uniformarmi con la società, ossia fare e dire ciò che penso gli altri si aspettino da me, Rabbia sparisce.
Se ne va silenziosamente, perché si sente abbandonata ancora una volta e non vuole essere di troppo. E lo fa con una dignità e un' eleganza disarmanti, quasi come se se lo aspettasse, se pur i suoi gesti sono spontanei e per niente costruiti.
Non voglio più lasciarla da sola.
Stamattina, poi, poco dopo essermi svegliata, ho guardato Rabbia con più intimità e complicità e per questo siamo diventate più unite.
Adesso una cosa è certa: ovunque vada Rabbia è con me.
Mi accompagna dappertutto.
Ed è solo accettandola come presenza costante della mia giornata e della mia vita, che posso stare bene con me stessa.
Nessuno può cancellare o nascondere la Rabbia che ho dentro, nemmeno io.
Se ci provassi, prima o poi lei si manifesterà fuori di me e allora farò del male a qualcuno a me vicino. E non deve succedere.
Mi sta insegnando molto e voglio continuare a imparare altrettanto.
Grazie di tutto Rabbia!
