...Sentì un tocco vellutato sulla schiena, che si faceva più insistente ogni volta che lei si lasciava uscire un gemito. Ma quelle dita leggere, non accennavano a fermarsi, e inoltre, le impedivano di voltarsi, poiché lui voleva aumentare il mistero sui suoi movimenti. Un secondo dopo le dice immerso nei suoi capelli: "Voglio prenderti da dietro", mentre la sua umidità continuava ad aumentare.
Il sussurro giunse simile a un uragano, e lei come un automa, obbedì all' ordine implicito di piegarsi a novanta, sul tavolo da pranzo.
Dopo essersi lubrificato il membro con la saliva, la penetrò senza tante cerimonie. Intanto, i lamenti goduriosi di lei si facevano più forti, più numerosi, più lunghi, più profondi...
La lentezza di lui nel riempirla era straziante, ma serviva affinché prendesse il ritmo, di quel movimento, sporco sì, ma così primordiale, inesorabile e necessario... Quando finalmente prese a muoversi, con la sua tipica irruenza, a ogni colpo lei inarcava la schiena, e intanto l' agognato orgasmo non sarebbe tardato ad arrivare.
Proprio nel momento in cui si stava del tutto attendendo al piacere, si accorse effettivamente, di aver perso ormai da tempo il controllo della situazione. Lei, che era sempre abituata a tenere tutto sott' occhio, non immaginava quanto sarebbe stato bello e appagante lasciarsi andare.
Fino ad ora almeno.
Alla fine l' escort che le abitava dentro, e che, si era a malapena affacciata al mondo esterno, stava uscendo fuori, con la pretesa di rimanerci.
