Niente Maschere.

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Pigliami per i capelli.
Scaraventami a terra.
Trascinami sull' asfalto.
Schiacciami la testa sul cemento. Prendimi a calci in bocca
mentreché le chiazze di sangue
non mi negheranno la vista.
Inginocchiati
e sferrami pugni nello stomaco
fino a soffocarmi.
Il mio mutismo
e la mia voglia di oblio vengono rimpiazzati dai lividi.
Così almeno, forse
mi lascerai in pace.
Eppur la realtà è che
il disamore e la superbia
degli esseri umani
ti lacerano molto più
delle ferite nella carne.
Il vero è che non sai se fa più male
il pugnale infilzato nella schiena
o il vuoto che lascia
quando lo strappi via.
Non sei solo carne e ossa.
Sei le mie meditazioni malate
e sono satura di te fino al midollo.
Sei una parte di me
che debbo accettare così com' è.

Taluni pensieri necessitano
di mutare in parole.
Altri debbono permanere tali.
La mia testa è affollata
da certuni di questi
così turpi e violenti
che non li sto qui a rimembrare.
Traspaio come una vipera
tossica e avvelenata
che con il tocco
delle tue labbra sulle mie
può diventare una principessa.
O meglio
sono una principessa
che si veste
e striscia
e bisbiglia
come una serpe.
Tuttavia con una scia di baci
lunga secoli
potrà alfine denudarsi.

Non bramano arricchirsi: gli è sufficiente lagnarsi
per stare agiati
nella loro incomodità.

Non porre emozioni
ove non ce ne sono.

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